Ministero dell’Istruzione costringe candidato trans ad utilizzare il proprio dead name e il genere femminile

Studente Bocconi candidato al Consiglio nazionale, Samuele non riconosciuto dal MIUR. "Mi impegnerò perché tutti gli atenei riconoscano il diritto al cambio di genere".

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Ministero dell'Istruzione costringe candidato trans ad utilizzare il proprio dead name e il genere femminile - Samuele Appignanesi - Gay.it
Samuele Appignanesi
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È una storia di pura e semplice transfobia istituzionale quella emersa quest’oggi, con vittima Samuele Appignanesi, studente marchigiano al secondo anno di Giurisprudenza alla Bocconi e candidato al Consiglio nazionale degli studenti universitari nella lista unitaria di centrosinistra “Primavera degli Studenti”. Intervistato da Nicola Baroni per LaRepubbica, Samuele ha denunciato quanto deciso dal Ministero dell’Istruzione, che l’ha obbligato ad utilizzare il nome anagraifico femminile assegnatogli nel 2001, per le prossime elezioni del Cnsu del 17 e 18 maggio.

Eppure da inizio 2022 anche la Bocconi di Milano ha attivato la carriera alias, ovvero la possibilità per le persone transgender di avere un libretto universitario che riconosca la propria identitò di genere. Samuele è ormai Samuele per tutti. In famiglia, tra gli amici, tra i professori. Ma non per il ministero, che ha chiesto la candidatura di Appignanesi con il suo dead name e il genere femminile. Proprio al ministero spetta infatti l’ultima parola sul Consiglio nazionale degli studenti.

All’inizio volevo ritirarmi“, ha rivelato Appignanesi a LaRepubblica, “ma la lista mi ha supportato molto. Ho pensato che non potevo permettere che il mio essere trans fosse un handicap per me nella vita. Anche il mio nome anagrafico, che per un po’ mi dovrò portare dietro, non può diventare un’arma che le persone possono usare contro di me: è comunque parte della mia identità, certo una parte che ora è più pubblica di quanto avrei voluto, ma di cui non mi vergogno“.

Nei manifesti, nei volantini e in tutti gli altri materiali prodotti per questa candidatura troverete il nome Samuele”, ha ribadito il giovane sui social. “Ciò nonostante, in realtà, la mia candidatura è stata presentata con il mio nome anagrafico. Scrivere e veder pubblicato un nome in cui non mi riconosco più non è stato facile né tantomento è una scelta che è stata presa a cuor leggero. Ma, come si dice, dura lex sed lex. Di fronte alla legge, però, il nostro ruolo di cittadini non è solo quello di ubbidire, ma è anche quello di metterci a lavoro per cambiarla e renderla più giusta. Questo è l’obiettivo che io, Team Bocconi e Primavera degli Studenti abbiamo: quello di essere attivi partecipanti nel miglioramento delle nostre università e del nostro paese.” “Mi impegnerò perché tutti gli atenei riconoscano il diritto al cambio di genere”, ha concluso Appignanesi.

Samuele è all’inizio della terapia ormonale, al termine della quale potrà presentare domanda al tribunale per ottenere l’emissione di una sentenza che autorizzi alla rettificazione del nome e del genere anagrafico. Dura la presa di posizione di Michele Albiani, consigliere comunale e responsabile Diritti del PD Milano Metropolitana.

“Trovo alquanto grave che il Ministero, invece di comprendere la situazione di Appignanesi magari trovando una soluzione condivisa che rispetti la dignità dello studente, abbia posto un aut-aut: o usa il genere femminile, in cui non si riconosce, oppure è fuori dalla lista. I tempi sono cambiati e il fatto che uno studente transgender decida di mettersi in gioco in questo modo, candidandosi ad una carica così importante e superando questo ostacolo posto dal Miur, lo dimostra. Purtroppo, dobbiamo constatare che a Roma non sembrano molto al passo con i tempi in cui viviamo. Faccio a Samuele il mio in bocca al lupo per le elezioni e speriamo possa cambiare le cose”.

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