Morgan Davies e l’inaspettata rappresentazione transgender nel cinema horror

Il protagonista di 'La Casa - Il Risveglio del Male' segna un punto di svolta per il genere.

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morgan Davies evil dead rise
morgan Davies evil dead rise
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Cinema horror e comunità transgender sono sempre andati a braccetto.

Da Psyco nel 1960 a Vestito per Uccidere nel 1980 e Il Silenzio degli Innocenti nel 1991, personaggi di genere non conforme hanno popolato il genere con l’unica funzione di renderlo più inquietante: i film horror smantellano codici binari e ruoli di genere e tre volte su tre è perché sei mentalmente instabile, soffri di schizofrenia, e hai disturbi della personalità multipla. Vestire i panni del sesso opposto è la deriva paranoia che rende le persone transgender gli ‘antagonisti’, in grado invadere e contaminare la normalità.

È un cliché che ancora oggi porta pan per focaccia a JK Rowling e la scuola di pensiero TERF, e solo una delle tante contraddizioni di un genere che ha sempre offerto un palco ai gruppi marginalizzati al costo di demonizzarli, umiliarli, e torturarli secondo codici ben precisi.

 

Ma Evil Dead Rise – da noi La Casa Il Risveglio del Male – potrebbe cambiare le carte in tavola: tra i protagonisti del nuovo capitolo della saga horror spicca Morgan Davies, giovanissimo attore australiano transgender e non binary (i suoi pronomi sono he/they), nei panni di Danny, uno dei tre figli adolescenti di Ellie (Alyssa Sutherland), madre single alle prese con forze demoniache e bagni di sangue. Una rarità che la Warner Bros ha evitato di promuovere con le luci al neon senza aspettarsi il pat pat sulla spalla, e proprio per questo appare più fresca e genuina del solito.

Perché quella che sembra diventare la norma in buona parte delle produzioni cinematografiche e televisive, in Evil Dead Rise segna un punto di svolta: la transessualità di Danny non è un espediente utilizzato appositamente per generare violenza, trauma, e inquietudine ma un dettaglio irrilevante alla storia, un particolare che nulla aggiunge o toglie al suo personaggio, esattamente come chiunque altro. Al contrario, Danny ha fatto impazzire il web come il primo ‘trans moron’, ovvero personaggio trans e imbecille nella storia del cinema: in quanto aspirante dj, è proprio lui a riprodurre il vinile che risveglia le forze demoniache dell’appartamento, contribuendo a mettere in pericolo la vita di chiunque.

Come concordano i social, Danny non è il male sceso in Terra, ma solo un deficiente: “Un punto che devo dare a EVIL DEAD RISE: noi, la comunità trans, abbiamo spesso atteso per la rappresentazione di Trans Imbecilli” scrive un utente su Twitter “Semplicemente la persona transgender più stupida che crea casini per chiunque. È stata una benedizione. E non sono nemmeno lontanamente sarcastico come sembra”.

Danny ricade nel ‘cliché’ del gen Z non binary col mullet e passione per l’occulto, una categoria che forse avrete avuto il piacere di incontrare nell’arco della vostra vita, ma mai reperibile nella rappresentazione mainstream.

È un piccolo minuscolo step in un genere cinematografico pieno di sorprese e passi falsi, che fa sorridere e al contempo conferma che i personaggi transgender non esistono solo per ‘farci paura’, ma possono essere adolescenti, bambini, familiari, amici, eroi, aiutanti, o nella grande tradizione del genere, l’idiota di turno che fa scelte stupide in un film horror.

Nelle parole di un altro utente: stupid idiot representation matters.

Leggi anche: Il cinema horror è femminista o misogino?

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