Mounir Baatour: dalle presidenziali tunisine alla fuga in Francia perché gay

Non poteva più rimanere in Tunisia. E' dovuto scappare poiché la sua vita era in pericolo, semplicemente perchè gay.

mounir baatour
2 min. di lettura

Evidentemente in Tunisia fa paura un uomo apertamente omosessuale che che fa della lotta per i diritti civili la sua vita. Fa paura che questo stesso uomo si candidi alle elezioni presidenziali del Paese. E fa paura che nonostante sei mesi di prigione e che tutti gli vadano contro, continua a combattere. Alla Tunisia, evidentemente, fa paura Mounir Baatour. L’attivista LGBT, nonostante tutto, non si è mai fermato.

Anche se è stato escluso dalla corsa alle presidenziali, non ha mai perso la voglia di far valere i diritti delle persone omosessuali. Nel corso degli ultimi due anni, Mounir Baatour ha acquisito notorietà, in Tunisia come nel resto del mondo per il suo coraggio. Purtroppo, oggi torna sui giornali per la sua ultima decisione: lasciare la Tunisia. Una scelta sofferta, ma obbligata. Le minacce di morte sono diventate sempre più frequenti, e la Tunisia non è il Paese adatto a lui, solo perché omosessuale.

Mounir Baatour lascia la Tunisia e scappa in Francia

E’ stata la Polizia a informare lo stesso attivista: non possono garantire la sua sicurezza in Tunisia.

Gli islamisti vogliono uccidermi. La polizia mi ha contattato e mi ha detto che consideravano la minaccia molto grave.

Ha deciso quindi di trasferirsi in Francia. Ma nonostante “l’esilio volontario” Mounir Baatour non porrà fine al suo impegno nel campo dei diritti (e forse, a ritentare la corsa alla elezioni presidenziali):

È la mia personalità, la mia identità. Continuerò a lottare per i diritti delle persone LGBT in Tunisia. 

[…]

La Tunisia ha bisogno di un’agenda democratica che possa includere le diverse identità, culture, credenze e lingue di questo Paese. Il nostro programma mira a democratizzare il potere, rafforzando il peso del Parlamento e dando più peso alle istituzioni locali. Economicamente, il nostro programma mira alla crescita della produzione e del settore reale, alla creazione di posti di lavoro e alla pulizia di un’economia che è gonfiata artificialmente ed estremamente dipendente dagli investimenti esteri.

Ma per il momento, la Tunisia non è ancora pronta a considerare normale una persona gay: solo il 7% dei tunisini pensa che l’omosessualità sia accettabile.

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