Bocciata la candidatura di Mounir Baatour, gay dichiarato, alla presidenza della Tunisia

Motivazioni sospette, secondo il candidato, che ha annunciato un ricorso per capire il perché della bocciatura.

Mounir Baatour
2 min. di lettura

Si era già parlato di Mounir Baatour, avvocato di 48 anni che aveva deciso di candidarsi alle elezioni politiche del suo Paese, la Tunisia. Un uomo di grande coraggio. Presidente del partito liberale tunisino. Da sempre si batte per i diritti civili, e nonostante La Tunisia punisca i rapporti omosessuali anche con il carcere, ha affermato pubblicamente di essere gay. 

Qualche mese fa aveva dichiarato di volersi candidare, e l’appoggio ricevuto non era poco. Ma prima di poter iniziare la sua campagna, la commissione elettorale doveva vagliare tutte le candidature, approvando o bocciando la domanda di ogni candidato. E Mounir Baatour è stato bocciato. A dare la notizia è stato lui stesso, attraverso la sua pagina social su Twitter.

Il ricorso di Mounir Baatour per correre alle elezioni

La commissione elettorale ha dovuto analizzare 97 candidature ricevute per occupare il posto più alto, quello alla presidenza della Repubblica. Di queste, 71 sono state considerate irregolari. E c’è anche quella di Baatour. Non si sa ancora il perché di questa decisione, ma Baatour ha già annunciato che farà ricorso. Nel frattempo, si aspetta un elenco definitivo dei candidati, pubblicato entro il 31 agosto. Il voto sarà il 15 settembre. 

Un comunicato del partito liberale riporta:

La decisione dell’Istanza superiore indipendente per le elezioni della Tunisia di rifiutare la candidatura non è né chiara né motivata. Presenteremo un ricorso davanti al tribunale amministrativo di Tunisi per contestare la decisione. Le condizioni con le quali è stata motivata ci sembrano altamente sospette.

La delusione è tanta, soprattutto per coloro che fin da subito hanno sostenuto Mounir Baatour, il quale aveva raccolto oltre 20.000 firme, il doppio di quelle richieste per presentarsi alle elezioni.

Per molti, Baatour era il cambiamento che la Tunisia aspettava

Visto l’ampio consenso per l’avvocato, erano molti a vedere in Baatour un possibile cambiamento per il Paese. E non solo per quanto riguarda i diritti civili, ma anche per garantire la democrazia e per il programma che stava pianificando per la sua elezione.

Se ne saprà di più nelle prossime settimane.

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