Sarà uno dei tre film giapponesi in concorso al Festival di Cannes Nagi Notes di Kōji Fukada, 46enne regista già Prix du Jury nella sezione Un certain regard per Fuchi ni tatsu, nel 2016, per poi sbarcare alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2022 con Love Life e ora tornare sulla Croisette con l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale del 1995 Tōkyō Notes di Oriza Hirata.
Nagi Notes di Kōji Fukada, la trama
Protagonista è Yoriko, interpretata da Takako Matsu, scultrice che vive e lavora nella città di Nagi, tormentata da un amore passato e mai del tutto dimenticato. Un giorno riceve la visita dell’ex-cognata Yūri, interpretata da Shizuka Ishibashi, architetta che si divide tra Tokyo e Taiwan, attualmente in ferie e fresca di dolorosa separazione. Tra le due donne nasce un silenzioso confronto. Mentre posa ogni sera per le sculture di Yoriko, Yūri inizia a intuire le ragioni della sua solitudine…
Le anticipazioni all’ANSA di Kōji Fukada

Ospite a Roma dell’Asian Film Festival, Kōji Fuka ha parlato di Nagi Notes all’ANSA, dicendosi molto sorpreso per la selezione nel concorso di Cannes 2026 insieme ai colleghi giapponesi Hirokazu Koreeda e Ryusuke Hamaguchi.
“Si parla di difficoltà nelle relazioni amorose ed entra in gioco anche un altro argomento, i rapporti Lgbtq, un tema che in Giappone ha ancora difficoltà ad essere pienamente recepito dal pubblico”, ha precisato il regista. “Alla base c’è un’opera teatrale di Oriza Hirata, un autore che è molto influenzato da Cechov”.
Nagi Notes viene descritto come “un’esplorazione delle relazioni umane intime, che unisce delicatezza emotiva a uno sguardo acuto sulla società giapponese contemporanea“. Ancora una volta Fukada racconta una storia di donne, con protagoniste femminili. “Non lo so nemmeno io come succeda ma riflettendoci,forse viene dal fatto è che spesso mi trovo a voler descrivere persone che sono vittime dell’autorità oppure sono in minoranza e in molti casi sono donne“, ha precisato all’ANSA.
Nel corso dell’Asian Film Festival è stato proiettato Love on Trial, film del 2025 di Fukada che racconta la storia di una star del J-pop che viene citata in giudizio dalla sua agenzia per aver violato la clausola di “divieto di relazione” presente nel suo contratto.
Sylvia Sanchez, produttrice di Nagi Notes, ha celebrato la selezione del film per Cannes ricordando il percorso produttivo. “Due anni di lavoro silenzioso, fiducia incrollabile e le persone giuste al nostro fianco“, ha scritto sui social. Nagi Notes è una coproduzione internazionale, con Nathan Studios tra i principali coproduttori insieme a Hassaku Labs, Survivance, Star Sands, Momo Films, Wonderstruck e mk2 Films, in collaborazione con Tan Si En. Tutto tace, per ora, sull’eventuale distribuzione italiana del film.
Il Giappone e le coppie LGBTQIA+ prive di diritti

A fine novembre l’Alta corte di Tokyo ha stabilito che il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso è costituzionale, diventando l’unica corte d’appello del Paese a sostenere apertamente la posizione del governo dopo cinque sentenze contrarie emesse tra Sapporo, Nagoya, Osaka, Fukuoka e una precedente decisione della stessa Tokyo nel 2024. La premier conservatrice Sanae Takaichi è apertamente contraria al matrimonio egualitario e molto vicina allo Shinto Seiji Renmei e a Nippon Kaigi (lobby religiose ultraconservatrici). Il caso passerà ora alla Corte Suprema, che nel 2026 potrebbe pronunciarsi per la prima volta sul matrimonio egualitario.
Il Giappone è l’unico Paese del G7 senza alcun riconoscimento legale per le coppie omosessuali, nonostante il sostegno dell’opinione pubblica sfiori il 70% e molte imprese internazionali sollecitino una riforma per garantire tutele ai propri dipendenti.

