64 anni, Sanae Takaichi è ieri passata alla storia quando è diventata la prima donna premier del Giappone. Esponente dell’ala più a destra del partito liberal-democratico nonché fedelissima del defunto premier Shinzo Abe, è stata ribattezzata la Margaret Thatcher nipponica.
La sua nomina è diventata ufficiale dopo l’incontro con l’imperatore Naruhito. Takaichi ha poi giurato come 104° primo ministro del Giappone.
Chi è Sanae Takaichi?

Nata e cresciuta nella città di Nara, si è laureata prima alla Unebi Senior High School, poi all’Università di Kobe, ed infine al Matsushita Institute of Government and Management. Trasferitasi per due anni negli Stati Uniti d’America a fine anni ’80, ha formato il Kansai Hi-Vision Consortium una volta tornata in patria e ne è stata la prima presidente. Takaichi ha sposato Taku Yamamoto, altro membro della Camera dei rappresentanti, nel 2004. Nel 2017 hanno divorziato e nel 2021 si sono risposati.
Eletta per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti come Indipendente nel 1993, Takaichi è stata negli anni vice ministra per il Ministero del commercio internazionale e dell’industria sotto il gabinetto di Keizō Obuch, Vice ministra Senior del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria sotto Junichiro Koizumi, Ministra degli affari interni e delle comunicazioni tra il 2014 ed il 2017 e tra il 2019 ed il 2020, nonché dal 2025 prima presidente del suo partito. Takaichi è inoltre membro di punta del Nippon Kaigi, lobby e organizzazione di estrema destra ultranazionalista e negazionista del massacro di Nanchino.
Una premier contraria al matrimonio egualitario

La nomina a premier di Takaichi potrebbe immediatamente frenare la legge sul matrimonio egualitario che da anni in Giappone ottiene sempre più consensi, tra sentenze favorevoli da parte dei tribunali e sondaggi d’opinione più che positivi. Nel 2023, mentre si discuteva di una legge contro le discriminazioni delle persone LGBTQIA+, Takaichi disse: “Non dovrebbe esserci alcun pregiudizio contro l’orientamento sessuale e l’identità di genere“.
Di tutt’altro tenore la sua opinione nei confronti del matrimonio egualitario, definito pubblicamente come un “problema molto difficile“.
Takaichi è inoltre contraria al fatto che le donne possano mantenere il proprio cognome da nubile dopo il matrimonio, nonostante abbia tenuto il proprio cognome durante i suoi due matrimoni con il collega liberaldemocratico Taku Yamamoto. Permettere alle coppie sposate di usare cognomi diversi potrebbe “distruggere la struttura sociale basata sui nuclei familiari“, ha precisato.
Il Giappone vuole il matrimonio egualitario

Recenti sondaggi dimostrano quanto il giapponese medio sia ampiamente favorevole ai diritti LGBTQ+. Un sondaggio del 2023 ha rivelato come il 72% degli intervistati fosse a favore del matrimonio gay. Insieme all’Italia il Giappone è l’unico Paese del G7 in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è stato ancora legalizzato, sebbene i tribunali del paese abbiano dichiarato incostituzionale il divieto. Un anno fa l’Alta Corte di Tokyo ha emesso una sentenza che ha sconfessato il contestato divieto al matrimonio egualitario, dichiarandolo incostituzionale nonché “una discriminazione infondata basata sull’orientamento sessuale”.
In Giappone le coppie dello stesso sesso possono contrarre unioni civili, ma non possono ereditare i beni reciproci né adottare.
A inizio ottobre il governo di Tokyo ha annunciato l’estensione di nove leggi legate ai diritti e ai doveri coniugali anche alle coppie dello stesso sesso, riconoscendo di fatto una forma di tutela legale che fino a oggi era completamente assente. Le coppie LGBTQIA+ sono state riconosciute come “matrimoni di fatto” in vari ambiti del diritto civile, pur senza ottenere ancora lo status legale di matrimonio.
Ma quello era il governo del primo ministro Shigeru Ishiba, che ha ora lasciato il passo alla neo-premier Sanae Takaichi. Lady di Ferro giapponese.
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