Napoli Women, calciatrici under 17 oggetto di insulti sessisti e omofobi da parte di calciatori under 14

La denuncia del club azzurro: "Invitiamo ufficialmente la società, i suoi tecnici e i ragazzi coinvolti a trascorrere una giornata con noi presso un centro antiviolenza e antidiscriminazione, per un momento formativo sul rispetto, sulla parità di genere, sulle parole che feriscono e su quelle che costruiscono".

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Napoli Women, calciatrici under17 oggetto di insulti sessisti e omofobi da parte di calciatori under14
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Un nuovo episodio di violenze verbali travolge il calcio giovanile italiano. Dopo la squalifica per 16 mesi ai danni di un 13enne per abusi e insulti omofobi ai danni di un coetaneo, è il Napoli Women a denunciare pubblicamente quanto avvenuto nel corso di una partita della squadra U17 contro una compagine maschile U14. “Abbiamo assistito a qualcosa che nessuna società sportiva dovrebbe mai vedere né tollerare”, si legge nel comunicato sociale del club, che milita nella serie A femminile ed è attualmente in sesta posizione, dietro Roma, Como, Juventus, Fiorentina e Milan.

Adolescenti insultate, la denuncia del Napoli Women

Le ragazze under14 del Napoli Women sono state oggetto “di insulti sessisti e omofobi che nulla hanno a che fare con lo sport. Frasi volgari, allusioni esplicite, commenti sul corpo femminile e versi che imitavano atti sessuali. Parole pesanti, violente, che non dovrebbero mai essere pronunciate da un adulto, figuriamoci da ragazzi così giovani“.

E il tutto non si è limitato alla partita, perché a fine gara alcuni giocatori avversari hanno pubblicato sui social foto e video “accompagnati da offese, scherni e slogan degradanti“. Alcune delle atlete sono state persino contattate privatamente, “bersaglio di nuove molestie e mancanze di rispetto. Questo non è sfottò. Non è competizione. Non è calcio”, denuncia il club partenopeo, che giustamente parla di “ferita”.

“Una ferita che colpisce un gruppo di ragazze che si allenano ogni giorno, che credono nei valori dello sport, che provano a costruirsi un futuro in un mondo dove ancora devono lottare per essere accettate.  Nessuna ragazza dovrebbe mai sentirsi umiliata per il semplice fatto di essere donna. Nessuna dovrebbe tornare a casa dopo una partita con il peso di insulti che negano il suo diritto di esistere in questo sport. Nessuna dovrebbe vivere la sensazione che il campo, lo spazio in cui si sente libera, possa trasformarsi in un luogo ostile”.

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Il club azzurro ha voluto denunciare pubblicamente quanto avvenuto “non per alimentare rabbia, ma per assumere una responsabilità che riguarda tutti. Perché se i ragazzi di oggi parlano così, significa che noi adulti – società, allenatori, famiglie, istituzioni – non stiamo facendo abbastanza”.

Il Napoli Women ha così invitato ufficialmente la società, i suoi tecnici e i ragazzi coinvolti “a trascorrere una giornata con noi presso un centro antiviolenza e antidiscriminazione, per un momento formativo sul rispetto, sulla parità di genere, sulle parole che feriscono e su quelle che costruiscono. Non per punire. Non per umiliare. Ma per offrire un’occasione vera di consapevolezza”. “Perché i bambini e i ragazzi di oggi non diventino gli uomini violenti di domani. Perché il calcio possa essere un luogo sicuro e inclusivo. Perché le nostre ragazze – e tutte le ragazze – sappiano che intorno a loro esiste una comunità pronta a proteggerle, sostenerle e credere in loro. Alle nostre ragazze vogliamo dire una cosa chiara: non siete sole. Il Napoli Women sarà sempre un luogo in cui il talento viene rispettato, la dignità viene protetta e la voce di ogni giovane atleta viene ascoltata.  Trasformiamo questo episodio vergognoso in un punto di svolta. Non per alimentare conflitti, ma per costruire – insieme – un modo diverso di stare in campo, e fuori dal campo”.

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