Nastri d’Argento 2025: Matilda De Angelis contro il premio condiviso con Elodie, la presidente risponde

Polemica ai Nastri d'Argento 2025: Matilda De Angelis contesta il premio condiviso con Elodie per "Fuori" di Mario Martone. La replica di Laura Delli Colli e il dibattito sul valore del merito collettivo.

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Nastri d’Argento 2025: Matilda De Angelis contro il premio condiviso con Elodie
Nastri d’Argento 2025: Matilda De Angelis contro il premio condiviso con Elodie
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La notte dei Nastri d’Argento, come di consueto, si è accesa al Museo MAXXI di Roma, celebrando i talenti del cinema italiano. Ma quest’anno, un premio in particolare, quello per la Miglior Attrice non Protagonista, condiviso da due figure di spicco e provenienze diverse, ha acceso un dibattito. 

Nastri D'Argento 2025: Elodie, Valeria Golino e Matilda De Angelis in una scena di "Fuori"
Nastri D’Argento 2025: Elodie, Valeria Golino e Matilda De Angelis in una scena di “Fuori”

Nastri d’Argento 2025: Matilda De Angelis contro il premio condiviso con Elodie

Al centro della discussione, le parole schiette di Matilda De Angelis, vincitrice ex aequo con Elodie per il film Fuori di Mario Martone, e la conseguente replica della presidente dei Nastri d’Argento, Laura Delli Colli

Matilda De Angelis ha espresso apertamente il suo disappunto per aver dovuto condividere il prestigioso Nastro d’Argento. In un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, le sue parole sono state chiare e dirette: 

“È molto strano vincere un premio insieme a un’altra persona. Lo trovo molto irrispettoso, nel senso che ognuno di noi è un individuo singolo”

E ancora: 

“Quando togli la singolarità, togli la personalità, l’impegno, l’unicità, la particolarità. Per me è insensato dare un premio condiviso con un’altra persona”.

“I premi non è che non valgono nulla, ma non sono il motivo per cui io faccio il mio lavoro”, aggiunge. Ma è proprio questa enfasi sulla “singolarità” a farci riflettere: quanto è sostenibile una visione così individualista del merito?

A dividere il premio con Matilda De Angelis c’è stata Elodie, la cui interpretazione in Fuori ha evidentemente colpito la giuria dei Nastri d’Argento. La sua presenza nel mondo del cinema, pur non essendo quella di un’attrice “tradizionale” o di formazione accademica, rappresenta un potente esempio di come il talento non conosca confini e possa emergere da percorsi inaspettati. 

Laura Delli Colli risponde a Matilda De Angelis

Laura Delli Colli, presidente dei Nastri d’Argento, ha toccato proprio questo punto, rispondendo indirettamente alle perplessità di De Angelis:

“Se poi De Angelis fa riferimento però al fatto che lei fa solo l’attrice ed Elodie invece viene da un altro mondo, diciamo che nella storia del cinema italiano ci sono candidature che provenivano addirittura dal non professionismo. In questo caso, Elodie ha una vita parallela e non era nemmeno una novella del cinema”.

Il film Fuori, diretto da Mario Martone, è stato acclamato sia dalla critica che dal pubblico, riuscendo a far scoprire la figura di Goliarda Sapienza e a offrire una visione più umana e profonda della realtà carceraria, come raccontato dalla stessa De Angelis: Mario Martone le ha riportato “cose bellissime di quando sono andati a Rebibbia, che le detenute si sono emozionate, si sono riconosciute, si sono riviste, hanno pianto, hanno riso. È questo il senso di quello che facciamo. Lo faccio perché mi diverto, altrimenti sarebbe tra i più brutti del mondo”

La reazione della presidente dei Nastri d’Argento, Laura Delli Colli, è stata di comprensibile sorpresa. Contattata da Fanpage.it, ha dichiarato: “Siamo rimasti sorpresi perché ieri non sembrava ci fosse un clima competitivo o teso”

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Ha persino ricordato un momento della serata in cui la stessa Matilda De Angelis avrebbe detto: “Ci siamo amate moltissimo”, definendo la situazione “surreale”. Ma Delli Colli ha voluto chiarire un punto fondamentale: la candidatura congiunta di Matilda De Angelis ed Elodie non è stata una decisione estemporanea, bensì parte integrante del regolamento dei Nastri.

“Matilda forse non conosce le regole dei Nastri che sono diverse da quelle dei David di Donatello. Noi prevediamo anche la candidatura condivisa, in questo caso lei ed Elodie erano candidate insieme nella categoria Miglior Attrice non protagonista, quindi non parliamo nemmeno di un ex aequo come per Valeria Golino e Romana Maggiora Vergano. Hanno vinto insieme perché insieme partivano, indipendentemente dal numero di pose o minuti in cui hanno recitato”

Non si tratta, quindi, di un premio diviso per parimerito, ma di un riconoscimento che, fin dalla candidatura, ha valorizzato un merito condiviso, probabilmente perché “l’una propedeutica all’altra per la riuscita dei due personaggi del film Fuori di Mario Martone, ovvero Roberta e Barbara“.

Delli Colli ha poi ribadito che questa prassi non è affatto nuova per i Nastri d’Argento, una manifestazione che vanta ottant’anni di storia e un valore consolidato, persino antecedente ai David

Ha citato un esempio recente dai Nastri – Grandi Serie, dove Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi sono state premiate insieme per L’arte della gioia, e si sono mostrate “felicissime sia della candidatura che del premio in sé”, proprio perché conoscono bene il regolamento. 

La posizione dei Nastri è chiara: “Una volta assegnato, il premio è un riconoscimento pieno alla professionalità, alla bravura e alla competenza sul campo. Se parliamo di valorizzazione, è un riconoscimento importante e nessuna candidatura è scontata”

La questione si sposta quindi su un piano di coerenza: “Se Matilda voleva contestare il premio, visto che la candidatura era già condivisa, poteva non ritirarlo”. E ancora: “È un po’ curioso che un premio prima si ritiri e poi si contesti. Se lo si vuole contestare magari non lo si ritira nemmeno”.

Il messaggio dei Nastri D’Argento: il merito può essere condiviso

Mentre il settore attraversa un periodo non semplice, con le sale cinematografiche che faticano a riempirsi e le complessità legate al tax credit che rallentano le produzioni, è fondamentale che il dialogo continui, come spera la stessa Delli Colli in riferimento al ministro Giuli.

In questo scenario, la filosofia dei Nastri d’Argento, che “hanno sempre creduto nella creatività sia del cinema autoriale che di quello un po’ meno ma più vicino al pubblico, per questo sosteniamo molto anche gli attori più giovani, che sono il futuro del cinema”, si rivela un faro di speranza. 

La polemica sul premio condiviso ci invita ad una riflessione: la capacità di riconoscere che la grandezza può risiedere anche nel collettivo, nella sinergia, e che il vero progresso culturale passa attraverso l’abbattimento di barriere e l’apertura a ogni forma di espressione. 

Forse è tempo di superare una visione troppo egocentrica del successo, per abbracciare un punto di vista in cui il merito può essere condiviso.

 

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