Cartelloni pubblicitari anti-LGBTQ+ con la scritta “Nessun bambino ha due papà. Nessun bambino ha due mamme” sono comparsi in diverse zone rurali dell’Ohio, suscitando non poco clamore e polemiche. L’attuale governatore dell’Ohio è Mike DeWine, repubblicano. Dal 1991 ad oggi in Ohio c’è stato solo un governatore democratico, Ted Strickland, dal 2007 al 2011.
I cartelloni della vergogna in Ohio
I cartelloni sono stati finanziati dal gruppo di Seattle Them Before Us, un’organizzazione che si oppone al matrimonio egualitario, alla fecondazione in vitro (FIV) e al divorzio. Il gruppo è stato fondato dall’attivista Katy Faust, che in passato si è opposta al matrimonio tra persone dello stesso sesso e ha legami con i gruppi anti-LGBTQ+ Family Research Council e Alliance Defending Freedom. Them Before Us è anche una delle decine di organizzazioni che sostengono la campagna “Greater Than“, lanciata all’inizio di quest’anno con l’obiettivo di sollecitare la Corte Suprema degli Stati Uniti a ribaltare la Obergefell contro Hodges, storica sentenza del 2015 che ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso a livello nazionale.
A denunciare per prima la comparsa di questi cartelloni è stata Megan Tucker-Manly, dopo averne notato uno fuori da un Walmart a Lima. La foto da lei condivisa su Facebook ha ricevuto migliaia di “mi piace” ed è diventata virale. Tucker-Manly ha fatto notare come il messaggio veicolato dal cartellone vada oltre le coppie omosessuali, perché potrebbe colpire anche i bambini con genitori divorziati, quelli che vivono in affidamento e le famiglie che fuggono da relazioni violente.
“Non ho intenzione di restare a guardare, anche se dovrei farlo perché ho un cancro al quarto stadio e dovrei concentrarmi su altre cose“, ha precisato Tucker-Manly. “Invece, questa situazione mi ha dato una carica in più”. Megan ha fatto delle ricerche su Them Before Us e si è detta preoccupata per ciò che ha scoperto. “Quello che vogliono [sembra bello], ma non è la realtà”. “Si tratta di insinuarsi nella nostra psiche”.
Them Before Us ha invece difeso la propria campagna: “Il nostro movimento non riguarda i sentimenti degli adulti e, no, i bambini non hanno diritto ad ‘adulti che li amino’. Hanno diritto all’unico uomo e all’unica donna che li hanno creati”. Parole che rimbalzano da Paese a Paese, tra movimenti ultra-cristiani, con i Pro Vita d’Italia che da anni producono manifesti puntualmente vietati e multati dalle varie amministrazioni comunali.
La campagna Them Before Us ha suscitato la reazione di varie organizzazioni LGBTQIA+ dello Stato, che si sono dette sconcertate. Equality Ohio ha precisato: “Questi cartelloni non attaccano solo le famiglie LGBTQ+, ma cancellano ogni bambino dell’Ohio la cui famiglia non rientra in uno schema ristretto e preconfezionato. Dicono a bambini veri con famiglie vere che non contano”.
Delphine Luneau, portavoce della Human Rights Campaign, ha definito i cartelloni “disgustosi” e “disperati”, aggiungendo che i sondaggi indicano che circa due terzi degli abitanti dell’Ohio sono favorevoli al matrimonio egualitario. “Questi gruppi che prendono di mira lo Stato dell’Ohio con paura e disinformazione non vinceranno mai”, ha aggiunto Luneau al sito The Buckeye Flame.
Tucker-Manly ha invece confessato che l’attenzione generata dal suo post Facebook l’ha incoraggiata a rivolgersi al Consiglio comunale di Lima, dove si augura di riuscire ad avviare un dialogo per contrastare l’incitamento all’odio a livello locale. “Qualcosa deve cambiare”, ha concluso.
La replica di Have a Gay Day a sostegno delle famiglie omogenitoriali

L’organizzazione no-profit LGBTQ+ Have a Gay Day ha replicato alla campagna omobitransfobica acquistando spazi pubblicitari per diffondere un messaggio di sostegno alla comunità. I cartelloni ideati ricalcano quelli di Them Before Us. In uno si legge “Molti bambini hanno due papà e due mamme“, in un altro “Sei amato“, su sfondo rainbow. I cartelloni saranno presto esposti, dopo aver avuto l’autorizzazione definitiva.
Una raccolta fondi avviata per mantenere esposti questi cartelloni ha già raccolto decine di migliaia di dollari. Una manifestazione pacifica ha infine preso vita dinanzi al municipio di Lima, a sostegno di tutte le famiglie, di tutti i figli e di tutti i genitori.

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