Caccia ai gay nei bagni di New York: 200 arresti e deportazioni, l’America di Trump riscopre le retate

L'inarrestabile scivolamento americano verso il regime autoritario.

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New York Arresti gay nei bagni
Più di 200 arresti di uomini gay nei bagni di New York: un incremento del mille per cento rispetto a un anno fa
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Da giugno scorso, l’Amtrak Police Department (polizia ferroviaria) ha avviato una massiccia operazione sotto copertura nei bagni maschili della stazione Penn Station a New York, portando all’arresto o al fermo di quasi 200 persone per reati di “atti osceni in luogo pubblico” (public lewdness).

I numeri stridono con quelli precedenti: nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, furono solo 12 gli arresti per lo stesso capo d’accusa nella zona. Secondo Gothamist (quotidiano locale newyorchese), almeno 20 persone arrestate sono state trasferite all’ICE (l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane), nonostante leggi statali e municipali impediscano al NYPD di consegnare persone alla custodia dell’immigrazione. Lo riferisce Them. Ma poiché arresti e fermi sono stati effettuati dalla polizia ferroviaria (Amtrak), in qualità di agenzia federale essa non è soggetta a quelle restrizioni.

In un caso citato da attivisti e consiglieri municipali, un uomo messicano che aveva iniziato la procedura di asilo è stato trattenuto per un mese prima che un giudice ne ordinasse la scarcerazione.

Secondo il giurista Jared Trujillo (CUNY), la polizia avrebbe usato Sniffies, app di incontri gay, per adescare uomini e condurli in un bagno della Penn Station vicino a una cabina di polizia. Lì li avrebbe arrestati, in una vera e propria operazione sotto copertura. Trujillo avverte che Sniffies non sarebbe stato l’unico canale usato per colpire i frequentatori.

Tattiche sotto copertura, accuse di provocazione e discriminazione

Le modalità operative segnalate ricordano scenari controversi del passato: agenti in borghese nascosti nelle cabine-toilet o che fingevano di usare gli orinatoi per “osservare” eventuali atti sessuali.
Uno degli arrestati ha dichiarato di essere stato fermato “solo per indossare un braccialetto arcobaleno, e di aver udito agenti chiamarlo “f*g pervs” (pervertiti fr**i) e rispondere con sarcasmo alla richiesta di acqua: “Vuoi anche una bistecca?”, riferisce LGBTIQ Nation.
Un altro aspetto che solleva forti dubbi è che molte delle accuse mosse – insieme all’anomalia dei procedimenti – sono state successivamente archiviate o gestite tramite programmi di pena alternativa (programmi socialmente utili ecc.), a conferma del sospetto che indagini e arresti fossero viziati di forzatura fin dall’origine.

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La Legal Aid Society denuncia che queste tattiche ricordano quelle messe in atto per anni dalla Port Authority Police, e che furono ritenute incostituzionali in un contenzioso conclusosi con un accordo nel 2022.

Reazioni politiche: richieste di stop e paragoni con l’epoca Stonewall

La reazione politica non si è fatta attendere. Il deputato federale Jerrold Nadler e consiglieri municipali di Manhattan hanno definito l’operazione come “tattiche da era Stonewall”, chiedendo ad Amtrak di cessare immediatamente l’identificazione e l’arresto di persone basati su orientamento sessuale o identità di genere percepiti. In una lettera esigono spiegazioni sul numero crescente di arresti e sulle tecniche usate, auspicando alternative che non mettano a rischio i diritti civili delle persone LGBTQ+. Persino alcuni rappresentanti locali LGBTQ+, come il consigliere Erik Bottcher e il senatore statale Brad Hoylman, hanno accusato l’operazione di essere “allarmante” e “ingannevole”, esprimendo sconcerto per il travaglio vissuto da chi è stato arrestato senza prove reali.

George Michael "Outside"
George Michael “Outside” (1998)

Oltre a un dibattito legale e politico, il caso ha evocato memorie dolorose: le tattiche di polizia nelle toilette come arma contro gli uomini gay hanno radici lunghe, sin dall’epoca in cui la semplice frequentazione di certi luoghi poteva portare a indagini moralistiche o repressione. Si ricorderà al proposito il famoso video di “Outside” (1998) di George Michael, divenuto in seguito un vero e proprio inno di liberazione gay, nel quale la popstar si mostrava arrestata proprio mentre frequentava un bagno pubblico.

La serie di arresti di uomini gay nei bagni pubblici è un’altra brutta pagina per gli Stati Uniti di Donald Trump che velocemente scivolano verso un regime autoritario e repressivo. Pochi giorni fa il Texas ha vietato i bagni alle persone trans: è il 20 stato americano a farlo.

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