Niente Olimpiadi di Parigi 2024 per Lia Thomas, la decisione del CAS contro la nuotatrice trans

Dall'Italia sono arrivati i complimenti di Matteo Salvini: "Giusto così!".

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Lia Thomas, 25enne nuotatrice statunitense balzata agli onori della cronaca tra il 2021 e il 2022 per i suoi trionfi universitari come sportiva trans, ha ufficialmente perso la battaglia legale intrapresa contro World Aquatics, che due anni fa ha bandito le atlete trans dalle competizioni ufficiali perché a suo dire avrebbero dei vantaggi fisici significativi rispetto alle atlete cisgender.  Il nuovo regolamento, ufficializzato nel 2022 e nato proprio per replicare ai successi di Lia, esclude di fatto dalle gare di nuoto chiunque abbia effettuato una transizione di genere dopo i 12 anni.

Per Thomas quella decisione era ed è discriminatoria, perché violerebbe la Carta olimpica e la Costituzione mondiale degli sport acquatici.

La Corte internazionale di arbitrato per lo sport (CAS), in Svizzera, ha invece respinto il ricorso da Lia presentato, affermando di non essere nella posizione di poter contestare la decisione presa da World Aquatics. Il CAS non si è espresso da un punto di visto tecnico a sostegno delle nuove regole di WA, sentenziando semplicemente che Thomas non avrebbe i requisiti per fare causa a World Aquatics. Che ha così commentato la sentenza.

È un grande passo avanti nei nostri sforzi per proteggere lo sport femminile. Ci si impegna a promuovere un ambiente che promuova l’equità, il rispetto e le pari opportunità per gli atleti di tutti i sessi e riaffermiamo questo impegno. Le nostre politiche vengono continuamente valutate per garantire che siano in linea con questi valori fondamentali”.

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Thomas aveva già sottolineato come a suo dire le donne transgender “non sono una minaccia per gli sport femminili”.  Il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, se n’è invece lavato le mani, lasciando alle singole federazioni la possibilità di decidere l’eventuale esclusione delle atlete trans dalle competizioni sportive.

Dall’Italia sono arrivati i festeggiamenti del vicepremier Matteo Salvini, che ha così commentato la sentenza: “Giusto così! Accettare l’identità di ciascuno non deve mai rendere tollerabile snaturare le competizioni sportive approfittando delle caratteristiche biologiche originarie”.

Le Olimpiadi di Parigi, che dovrebbero essere le più LGB di sempre, si terranno dal 26 luglio all’11 agosto 2024.

© Riproduzione riservata.

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