Omosessualità e carcere: obbligato a rapporto orale “O dirò che sei gay”

Le carceri italiane non garantiscono la sicurezza e i diritti delle persone LGBTQI+, in particolare delle persone transgender.

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Violenza sessuale in carcere ai danni di una persona omosessuale. Le condizioni delle carceri italiane sono in piena violazione dei diritti umani.
Violenza sessuale in carcere ai danni di una persona omosessuale. Le condizioni delle carceri italiane sono in piena violazione dei diritti umani.
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Il Tribunale di Terni ha condannato un detenuto cinquantenne originario di Terni a sei anni e un mese di reclusione per violenza sessuale aggravata e violenza privata nei confronti di un compagno di cella trentunenne di origini brasiliane. La sentenza è stata emessa l’8 aprile 2025 dal collegio presieduto dal giudice Simona Tordelli. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto una provvisionale di 10.000 euro in favore della vittima, con l’importo totale del risarcimento danni da quantificare in sede civile. Ne dà notizia il Corriere dell’Umbria.

I fatti contestati

L’episodio risale a settembre 2024, quando entrambi i detenuti erano reclusi nella sezione protetta del carcere di Sabbione a Terni. Secondo l’accusa, durante una partita a carte, il cinquantenne avrebbe toccato il compagno nelle parti intime e lo avrebbe costretto a subire un rapporto orale, minacciandolo di rivelare la sua omosessualità agli altri detenuti. Due giorni dopo, la vittima sarebbe stata nuovamente aggredita dallo stesso individuo, che lo avrebbe spinto giù per le scale, intimandogli di ritirare la denuncia che l’aggredito aveva presentato.

Le posizioni della difesa e dell’accusa

La difesa, rappresentata dagli avvocati Massimo Carignani e Flavio Aristei, ha evidenziato presunte contraddizioni nelle testimonianze della vittima e sottolineato che l’orientamento sessuale dell’uomo era già noto, avendo egli precedentemente scontato una pena nel carcere di Terni. Inoltre, è stata presentata una perizia che ha diagnosticato all’imputato disturbi bipolari. Il pubblico ministero Camilla Coraggio aveva richiesto una condanna a sei anni e sei mesi di reclusione. La condanna è stata di sei anni e un mese di reclusione.

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Omosessualità e persone transgender nelle carceri italiane

Le carceri italiane non sono attrezzate in modo adeguato per garantire la sicurezza e i diritti delle persone LGBTQI+, in particolare delle persone transgender. Secondo l’Associazione Antigone, al febbraio 2022 risultavano 64 detenuti omosessuali, di cui 57 assegnati a sezioni protette e gli altri collocati in isolamento o in sezioni comuni, spesso per motivi di sicurezza. La protezione, tuttavia, si traduce talvolta in ulteriore esclusione dal percorso rieducativo.

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Le persone transgender sono particolarmente esposte a discriminazioni e violenze: la loro collocazione avviene quasi sempre in base al sesso anagrafico, senza tenere conto dell’identità di genere. In alcune carceri italiane sono state attivate sezioni separate, ma la loro funzione è spesso ambigua, oscillando tra tutela e segregazione. L’Università Federico II di Napoli, attraverso il centro Sinapsi, ha documentato come le detenute trans abbiano un accesso fortemente limitato ai servizi sanitari e ai trattamenti farmacologici, non solo ormonali, e vivano in condizioni di marginalità cronica.

Le principali associazioni per i diritti umani, tra cui Radicali Italiani e Antigone, chiedono da anni l’adozione di protocolli nazionali uniformi per garantire l’inclusione, la salute e la dignità delle persone LGBTQI+ private della libertà personale.

Le condizioni allarmanti delle carceri italiane

Teansgender Carcere Europa

Secondo il XX Rapporto dell’Associazione Antigone, in Italia al 31 marzo 2024 erano detenute 61.049 persone a fronte di una capienza ufficiale di 51.178 posti, con un tasso di sovraffollamento del 119,3%. In alcune regioni, come la Puglia e la Lombardia, il tasso supera rispettivamente il 152% e il 143%.

Il sovraffollamento e le condizioni strutturali fatiscenti contribuiscono a un aumento degli eventi critici: nel 2024 si sono registrati 88 suicidi in carcere, un record negativo, e 243 decessi totali.

 

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