Come scritto nei giorni scorsi, Oradea, in Romania, ha vietato il Pride per il 4° anno consecutivo, adducendo motivi di “moralità pubblica”. Un centinaio di organizzazioni LGBTQIA+ internazionali ha chiesto conto all’Europa, essendo la Romania Paese UE, con Rémy Bonny, direttore esecutivo di Forbidden Colours, che si recherà a Oradea per sostenere la comunità LGBTIQ+ locale e ricordare come i finanziamenti europei non possano essere separati dai diritti fondamentali europei. Anche se vietato, l’Oradea Pride 2026 si terrà comunque, come si tenne quello del 2025 tra arresti e contestazioni, sabato pomeriggio.
Il comune di Oradea ha giustificato l’ennesimo divieto facendo riferimento a un presunto rischio di violazione delle norme di “condotta sociale e morale“, nonostante gli organizzatori avessero presentato la loro notifica entro i termini di legge e proposto oltre 100 possibili percorsi.
Oradea Pride vietato, l’UE non può far finta di nulla

“Non si tratta più di una scusa amministrativa. Il comune sta esplicitamente presentando la visibilità LGBTIQ+ come una minaccia alla moralità pubblica”, ha dichiarato Rémy Bonny. “Questo è un attacco non solo alla comunità locale, ma anche al diritto fondamentale alla protesta pacifica”. Forbidden Colours ha lavorato a stretto contatto con gli organizzatori e i partner della società civile per garantire che la ripetuta ostruzione dell’Oradea Pride riceva l’attenzione massima dalle istituzioni europee, come accaduto nel 2025 con il Budapest Pride vietato da Viktor Orban.
Nelle ultime settimane, Forbidden Colours ha registrato un episodio del podcast Beyond Queer Politics con gli organizzatori locali; contribuito a coordinare un appello della società civile sostenuto da 125 organizzazioni di oltre 30 paesi; richiesto e ottenuto reazioni da parte dei responsabili politici europei, tra cui i commissari europei Hadja Lahbib e Michael McGrath; chiesto alla Commissione europea di verificare se i programmi finanziati dall’UE che coinvolgono le autorità di Oradea siano conformi ai requisiti applicabili in materia di diritti fondamentali.
Oradea ha infatti ricevuto circa 63 milioni di euro di finanziamenti UE solo nel 2025. Forbidden Colours ricorda come le autorità che beneficiano di fondi pubblici europei debbano rispettare gli obblighi legali e in materia di diritti fondamentali connessi a tali finanziamenti. “Mi recherò a Oradea con un messaggio chiaro: se volete ottenere finanziamenti UE, dovete rispettare i valori fondamentali dell’Unione europea“, ha dichiarato Bonny. “La libertà di riunione pacifica è uno di questi valori. Una città non può accettare milioni di euro dai contribuenti europei trattando i diritti fondamentali come facoltativi“.
Forbidden Colours ha chiesto alla Commissione europea di verificare se i progetti e gli investimenti realizzati dalle autorità di Oradea siano conformi alle condizioni di ammissibilità previste dalla Carta dei diritti fondamentali che regolano i fondi UE pertinenti e di intervenire laddove le condizioni legali non siano rispettate.
“Non accetteremo che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno”, ha dichiarato Bonny, ricordando le violenze da parte della polizia, le intimidazioni e le sanzioni amministrative ai danni dei manifestanti. “La responsabilità delle autorità non è semplicemente quella di tollerare una protesta pacifica. Hanno l’obbligo di garantirne lo svolgimento in sicurezza”. “Se il Pride di Oradea non potrà svolgersi in modo sicuro e legale, mi impegnerò personalmente a contestare i finanziamenti europei ricevuti dalla città. Accettare fondi europei violando deliberatamente i diritti e le condizioni ad essi connessi costituisce un abuso di fondi pubblici europei e di fiducia pubblica”.
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