Sabato 12 Ottobre 2024 Papa Francesco ha incontrato a Roma un gruppo di cattolici transgender, intersessuali e loro alleati. Per circa un’ora e mezza alcune persone LGBTIAQ+ hanno potuto condividere con il pontefice le proprie esperienze di vita. L’incontro è durato circa un’ora e mezza ed è stato organizzato da suor Jeannine Gramick, co-fondatrice di New Ways Ministry, che tempo fa si era detta “triste e delusa” dopo che lo stesso Bergoglio, nel documento Dignitas Infinita, aveva stigmatizzato l’inesistente teoria gender.
Cos’è New Ways Ministry
New Ways Ministry è un’organizzazione cattolica americana che dal 1977 si occupa di sostenere la comunità LGBTQ+ all’interno della Chiesa, promuovendo il dialogo e l’inclusione. L’incontro si è tenuto a seguito dell’appello di suor Gramick, preoccupata per la dura condanna di Francesco all’assistenza medica per chi intraprende percorsi di transizione. Gramick ha chiesto a Bergoglio di aprirsi all’ascolto.
Chi è suor Jeannine Gramick
Suor Jeannine Gramick, co-fondatrice di New Ways Ministry, è una suora statunitense che da oltre 50 anni si dedica al sostegno della comunità LGBTQ+ all’interno della Chiesa cattolica. La sua missione di promuovere il dialogo e l’accoglienza per le persone LGBTQ+ l’ha resa una figura controversa. Negli anni ’90, è stata oggetto di un provvedimento disciplinare da parte dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, che le proibì di proseguire il suo ministero con la comunità LGBTQ+. Tuttavia, sotto il pontificato di Papa Francesco, suor Gramick è stata più volte ricevuta dal Pontefice, segnando una nuova apertura al dialogo all’interno della Chiesa.
L’endocrinologa e la comunità trans
Cinque persone, tra cui transgender, intersessuali e genitori di figli transgender, hanno condiviso le proprie esperienze con il Papa. Tra loro c’era Nicole Santamaria, una donna intersessuale di El Salvador che ha dovuto emigrare negli Stati Uniti a causa delle minacce di morte ricevute, e Michael Sennett, un uomo transgender e studente di teologia che è stato attivo per anni nel ministero della Chiesa.
La dottoressa Cynthia Herrick, endocrinologa e co-direttrice di una clinica di medicina di genere, ha fornito la sua prospettiva professionale sull’assistenza sanitaria per le persone transgender. Di seguito una sintesi della lettera con cui la stessa Dott.ssa Herrick ha esposto al Papa la sua posizione di scienziata credente riguardo alle persone transgender.
Sono un’endocrinologa con oltre 15 anni di esperienza e mi occupo di numerosi pazienti transgender, un lavoro che considero tra i più gratificanti. Aiutare queste persone a vivere pienamente la propria identità è per me una celebrazione della diversità umana e della creazione divina. L’identità di genere non è una scelta o un’ideologia, ma un aspetto innato che si sviluppa nel cervello. La cura per le persone transgender, personalizzata e mirata al loro benessere, può includere terapie ormonali o interventi chirurgici, che spesso migliorano significativamente la qualità della vita. Nella mia esperienza, molti pazienti si sentono finalmente in pace con se stessi dopo aver iniziato il percorso di transizione. Tuttavia, le minacce di limitare l’accesso a queste cure provocano gravi danni morali a chi, come me, vede quotidianamente i benefici tangibili che queste terapie offrono, e la disperazione che ne deriva quando vengono negate.
I genitori di una figlia trans
Deacon Raymond e Laurie Dever, ministri pastorali e genitori di una figlia transgender, hanno raccontato la storia della propria famiglia, in particolare quella della figlia maggiore Lexi, una donna transgender di 30 anni. Lexi ha affrontato crisi legate alla sua identità di genere alla fine del liceo e all’inizio dell’università, arrivando a tentare il suicidio tre volte. Grazie all’amore incondizionato dei genitori, ha completato il suo percorso di transizione, un processo durato quasi 10 anni. Dever ha espresso preoccupazione per la mancanza di compassione nella Chiesa verso le persone transgender, escludendole spesso dai sacramenti e dalle scuole cattoliche. Ha chiesto maggiore comprensione e apertura verso questi temi, sottolineando l’importanza della misericordia e dell’amore per tutti i figli di Dio.
All’incontro di Roma hanno partecipato anche altri membri dello staff di New Ways Ministry, tra cui Francis DeBernardo, direttore esecutivo, e Robert Shine, direttore associato.
Suor Gramick ha espresso la sua gratitudine a Papa Francesco per aver ascoltato con attenzione queste esperienze, sottolineando come solo attraverso l’ascolto delle storie di persone transgender e intersessuali la Chiesa potrà comprendere pienamente la voce dello Spirito Santo. DeBernardo ha invece sottolineato l’importanza di questo incontro, auspicando che l’esempio di apertura del Papa possa ispirare altri leader cattolici a fare altrettanto. DeBernardo ha evidenziato come, finora, la gerarchia ecclesiastica abbia spesso emesso pronunce su temi di genere e sessualità senza consultare adeguatamente coloro che vivono in prima persona queste realtà.
Da sempre ambiguo sui temi della comunità LGBTIAQ, Bergoglio rimarca il suo distinguo dalle feroci pressioni della Chiesa Italiana. Tuttavia non sono state poche le sue dichiarazioni negli anni contro una presunta ideologia gender.
Lo scorso Agosto il pontefice aveva incontrato alcuni attivisti LGBTIAQ+ dell’Uganda, paese martoriato da una persecutoria legge anti-LGBTI.
Durante l’incontro di sabato scorso i cattolici americani di New Ways Ministry hanno ribadito al Papa la necessità di riflettere sulle vite e sulla fede delle persone LGBTQ+ che desiderano servire la Chiesa, nonostante le discriminazioni che spesso affrontano all’interno delle istituzioni cattoliche.
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