Papa Francesco non vuole più seminaristi gay e avrebbe usato parole offensive verso le persone omosessuali

A fine 2023 l'assemblea dei vescovi italiani aveva approvato una nuova Ratio formationis sacerdotalis, ossia il regolamento per i seminari che aveva diviso l’assemblea su un punto: bisogna ammettere i seminaristi gay?

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Vescovi basiti, riferisce Dagospia e conferma LaRepubblica, al cospetto di Papa Francesco. Lunedì scorso il Pontefice ha incontrato i vescovi italiani per la tradizionale assemblea di primavera. Un incontro in cui Bergoglio ha ribadito che non devono più essere ammesse in seminario persone omosessuali.

Sua Santità avrebbe detto che “nella Chiesa c’è troppa aria di fr*ciaggine”, con i vescovi chiamati a “mettere fuori dai seminari tutte le ch*cche, anche quelle solo semi orientate”. Testuale, scrive Dagospia. Un linguaggio a dir poco inusuale per Papa Francesco, presto diventato virale sui social tra meme e critiche. “Non c’è troppa fr*ciaggine, ci sono troppi omofobi”, ha commentato Alessandro Zan su Instagram, mentre in molti hanno voluto esprimere “vicinanza” alle persone LGBTQIA+ credenti, ancora una volta finite nel tritacarne della Chiesa Cattolica.

 

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A fine 2023 l’assemblea dei vescovi italiani aveva approvato una nuova Ratio formationis sacerdotalis, ossia il regolamento per i seminari che aveva diviso l’assemblea su un punto: bisogna ammettere i seminaristi gay?

A questa risposta aveva già risposto nel 2005 Papa Benedetto XVI e nel 2016 lo stesso Papa Francesco, stabilendo che “la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay”. Ma come capire se le “tendenze omosessuali” sono “profondamente radicate”?

Bergoglio, 7 giorni fa pressato da un vescovo, è stato clamorosamente chiaro. “Nella Chiesa c’è troppa aria di fr*ciaggine”, basta così.

Ad applaudire il Pontefice Simone Pillon, già condannato per diffamazione ai danni di un’associazione LGBTQIA: “Standing ovation. Era ora. Absit iniuria verbis. Giusto pochi giorni prima del Pride E adesso tutti a farsi benedire“, ha cinguettato l’ex parlamentare leghista.

Siamo stanch3 della violenza perpetrata con azioni e parole ai danni della nostra comunità!”, il commento di Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli nonché portavoce del Roma Pride. “Nessunə dovrebbe essere esclusə o emarginatə per il proprio orientamento sessuale o la propria identità.
 Dove è finito “l’amore per il prossimo”, la tutela di chi è da sempre vittima di marginalizzazione e attacco?
 È inaccettabile che una figura di così grande influenza esprima concetti così retrogradi. Ogni persona merita rispetto e dignità, non resteremo in silenzio! Chiediamo al Papa di ritirare queste affermazioni e di promuovere la giustizia sociale e il rispetto delle diversità.
 Unisciti a noi nella lotta, scendi in piazza con noi il 15 giugno“.

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Ha già detto tutto Francesco. Se va in escandescenze parlando di troppa ‘fr*ciaggine’ nella Chiesa è perché evidentemente non si sa più dove nascondere le persone omosessuali nel clero, che sono numerosissime e certe politiche repressive sono destinate a finire“, il commento di Rosario Coco, presidente di Gaynet. “Nel mondo, l’Italia è lo stato che storicamente ha più subito l’influenza della Chiesa cattolica contro i diritti delle persone LGBTQIA+ e sulla fantomatica (e inesistente) teoria gender. Se si urla alla diffusione del ‘gender’ e poi si ammette di non riuscire a contenere al proprio interno la diffusione della ‘fr*ciaggine’, questa retorica non è più credibile“.

Il Papa arretra sui diritti LGBT+ e discrimina i seminaristi gay, sino ad oggi il Papa aveva dichiarato, o almeno fatto intendere, che se un prete rispettava il voto di castità il suo orientamento sessuale non era un problema“, ha aggiunto Fabrizio Marrazzo Portavoce Partito Gay LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale.  “Invece, oggi oltre ad usare la parola “Frociaggine”, come riportato dai media, sembra che abbia anche indicato di vietare l’ingresso ai nuovi seminaristi gay. Ricordiamo che i seminari sono finanziati anche con i soldi dei contribuenti italiani ed anche il clero è pagato anche con l’8X1000, pertanto se tale dichiarazione discriminatoria verrà confermata dalla Chiesa, chiediamo che il Governo blocchi i fondi dell’8×1000 alla chiesa cattolica. Inoltre, vorremmo capire come verranno identificati i seminaristi gay, faranno perquisizioni? Utilizzeranno la Santa Inquisizione? O sottoporranno i preti alle hits di canzoni di cantanti LGBT+ per vedere le loro reazioni? Tutto questo oltre che discriminatorio è anche ridicolo”.

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