Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, 78enne prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, è tornato ad attaccare la comunità LGBTQIA+.
Nel corso di una cerimonia a Belmonte del Sannio, in Molise, Müller ha preso spunto dal recente pellegrinaggio LGBT in piazza San Pietro puntualmente ignorato da Leone XIV per ribadire i dogmi e la dottrina della Chiesa.
L’ossessione del cardinale Müller
Il cardinale e le coppie gay: “Non si benedice il peccato”. Gerhard Ludwig Mueller: “Solo un uomo e una donna possono fare un matrimonio” #ANSA https://t.co/IfkcgUnZiT pic.twitter.com/85igQXhB7F
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) September 17, 2025
Diventato cittadino onorario di questo borgo da 650 anime, il Cardinale si è sfogato con l’Ansa, ribadendo che “gli atti omosessuali sono un peccato mortale e per questo si deve rifiutare questa politica che alcuni fanno, entrando nella Porta Santa per fare la propaganda per se stessi e non per ricevere la penitenza con un cambio di vita”. “Sono sicuro che anche Papa Francesco non ha accettato questa ideologia LGBT, lui aveva questa pastorale di parlare con le persone. Questa è sempre stata la linea della Chiesa. Noi accettiamo le persone. Dio ha benedetto, secondo il Libro della Genesi, il matrimonio tra uomo e donna, non si può benedire il peccato“, ha aggiunto Müller parlando della ‘Fiducia supplicans‘, dichiarazione sposata anche da papa Francesco sulla benedizione delle coppie gay.
“Non è un documento del magistero, ma solo qualcosa sulla vita pratica della pastorale, dobbiamo correggere il malinteso che la Chiesa avesse quasi accettato questo comportamento come qualcosa da benedire e su cui invocare la benedizione di Dio”.
Non propriamente una novità, perché da anni Müller attacca a testa bassa la comunità LGBTQIA+. Alla vigilia del nuovo conclave, subito dopo la morte di Papa Francesco, il cardinale precisò che “la Chiesa non deve diventare una Ong”, con il nuovo Pontefice chiamato “contrastare le lobby ideologiche e di potere, compresa quella gay”. Per poi aggiungere: “Se Gesù dice che il matrimonio è fra un uomo e una donna ed è indissolubile, nessun papa può cambiare questa dottrina. Le lobby omosessuali vogliono equiparare al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso, ma questo contraddice totalmente la dottrina della Bibbia. Si può discutere della pastorale concreta, individuale, verso le singole persone, per guidarle alla vita cristiana, ma non accettare l’ideologia gender, che è contraria alla dottrina della Chiesa”.
Autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche su teologia dogmatica, ecumenismo, novissimi, ermeneutica, sacerdozio e diaconato, Müller ha una reputazione di difensore dell’ortodossia cattolica, in pieno stile Ratzinger, nonché di aperto e fiero oppositore alla comunità LGBTQIA+.
Nel 2018 il cardinale definì l’omofobia “un’invenzione, uno strumento del dominio totalitario sulla mente” e “un inganno che serve per minacciare la gente“. Non contento, dichiarò che “non esistono gli “omosessuali” come categoria. Ci sono persone concrete che hanno alcune tendenze, e ci sono le tentazioni“. In relazione alla pedofolia nella chiesa cattolica, nel 2018 il Cardinale diede la colpa alla “depravazione morale degli omosessuali“, per poi criticare le unioni civili (“violano i diritti umani“), intimare Papa Francesco che aveva osato difenderle (“stia attento, non è Cristo“), e definire “blasfema” l’eventuale benedizione delle coppie omosessuali nel 2023.
