Trasgressione, anticonformismo, letterarietà innata, provocazione e disillusione. Ecco le caratteristiche di uno dei maggiori registi italiani di sempre, Pier Paolo Pasolini, personaggio scomodo ed irriverente che trovò il “coraggio” di manifestare la sua omosessualità in anni come i ’60/’70 in cui i tabù sociali erano piuttosto radicati, fino alla morte avvenuta per l’appunto quaranta anni fa. Poeta e scrittore, s’avvicinò alla politica per poi esserne allontanato (espulsione dal Partito Comunista perché gay), ebbe un rapporto conflittuale anche con la Chiesa e la sua autorità, con le istituzioni e con la critica accademica. Ogni film è una denuncia grottesca e feroce contro gli spettri della borghesia più ignorante e l’autoritarismo più opprimente.
Ecco quindi alcuni screenshot delle sequenze più omoerotiche dei suoi film.
















