Pasolini e il monumento che non esiste: il bando internazionale che sfida memoria e realtà

Un invito globale a immaginare un monumento impossibile per rileggere l’eredità radicale di Pasolini. Il bando per artistə e creativə.

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Pasolini e il monumento che non esiste: il bando internazionale che sfida memoria e realtà - Pier Paolo Pasolini - Gay.it
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Pier Paolo Pasolini continua a essere una delle figure più radicali, scomode e necessarie della cultura italiana. A cinquant’anni dal suo omicidio, la sua visione del potere, del consumismo e della mutazione antropologica ritorna con forza oggi, con una precisione quasi inquietante. Ed è proprio per interrogare l’eredità politica e poetica dell’autore di Petrolio che e-flux ha lanciato un nuovo bando internazionale: la ricerca di un monumento a Pasolini che non può essere costruito.

La call, aperta fino al 28 febbraio 2026, invita artistə, teorici, performer, designer, scrittorə e collettivi a proporre un monumento impossibile: non un’opera fisica, ma un gesto, un’idea, un dispositivo critico capace di restituire la complessità di Pasolini in un mondo che sembra aver realizzato proprio quelle distopie che lui aveva già intravisto.

Pier Paolo Pasolini e la sinistra italiana

Perché un monumento impossibile a Pasolini?

L’invito parte da una domanda volutamente spiazzante: che cosa significherebbe oggi costruire un monumento a Pasolini? Non tanto nell’aspetto esteriore, quanto nel modo in cui un monumento potrebbe “muoversi attraverso il mondo”, come scrive e-flux nel testo della chiamata.

L’operazione prende le distanze dall’idea tradizionale di monumento come oggetto statico, celebrativo e legato a un luogo pubblico. Al contrario, suggerisce che la memoria pasoliniana non possa essere fissata, né addomesticata in un gesto celebrativo convenzionale.

Pasolini stesso, del resto, rifiutava l’omologazione culturale prodotta dal consumismo e dai nuovi media. E-flux cita una delle sue frasi più celebri, apparsa sul Corriere della Sera il 24 giugno 1974:

“Il nuovo fascismo di oggi è meno particolare: non più umanisticamente retorico, è piuttosto pragmatico in stile USA. Il suo obiettivo è la riorganizzazione e la brutale, totalitaria omologazione del mondo”.

Una predizione che oggi sembra non solo avverata, ma addirittura superata: nel corpo del bando, infatti, Pasolini viene letto attraverso la trasformazione dei consumatori in cittadini algoritmici, del sottoproletariato in masse connesse, e della catastrofe culturale in una nuova normalità.

Monumenti senza pubblico, senza luogo, senza tempo

Uno dei passaggi più radicali della call riguarda il rapporto tra monumenti e sfera pubblica. Secondo e-flux, parlare di monumento in un mondo dominato dalla privatizzazione, dalla disgregazione collettiva e dalla “logistica dell’attenzione” è già, di per sé, un paradosso.

Il testo afferma che i monumenti tradizionali presuppongono tre condizioni fondamentali: un pubblico, un terreno condiviso e una temporalità comune.

Ed è proprio ciò che, secondo il bando, oggi è stato eroso o completamente smantellato. La ritualità civica è stata sostituita dalle piattaforme digitali, la discussione politica dall’engagement, e la memoria collettiva da flussi di dati e notifiche.

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In questo scenario – un mondo dove la morte non fa più scandalo, figurarsi la memoria – un monumento a Pasolini deve farsi carico non solo della sua scomparsa, ma della scomparsa del mondo che rendeva possibile uno scandalo come il suo assassinio.

Il bando che diventa critica del presente

Il bando di e-flux non è un semplice invito artistico: è una lettura politica del nostro tempo. Chiede opere che mettano in discussione il concetto stesso di monumento e che usino Pasolini come materiale critico, non come icona da venerare.

Vengono accettati progetti:

  • concettuali
  • testuali
  • digitali
  • performativi
  • infrastrutturali

Il requisito fondamentale è che siano monumenti che non possono essere costruiti: impossibili per natura, per costo, per assurdità, per dimensioni, o perché operano su un piano simbolico o esperienziale piuttosto che materiale.

L’obiettivo non è commemorare Pasolini, ma esplorare “come opera la memoria politica quando le categorie di storia, classe e collettività sono state trasformate in dati”.

In altre parole: cosa significa ricordare Pasolini nell’epoca dell’algoritmo?

Chi può partecipare e come inviare una proposta

La call è aperta a chiunque voglia confrontarsi con la figura di Pasolini e con la crisi contemporanea della memoria pubblica. Le proposte, che possono essere inviate fino al 28 febbraio 2026, devono seguire questi parametri:

  • invio a submissions [at] e-flux.com
  • massimo 3.000 parole per i progetti scritti
  • massimo 5 MB per altri media

Gli organizzatori non pongono limiti di forma, linguaggio o disciplina: l’importante è che il progetto riconosca Pasolini come punto di frizione, non come semplice oggetto nostalgico.

IL LINK PER IL BANDO

Perché questa call parla anche al presente LGBTQIA+

Per una comunità come quella LGBTQIA+, spesso privata della propria memoria storica e dei propri spazi simbolici, la domanda di e-flux è anche un invito politico: come costruire monumenti che non siano solo statue, ma contro-narrazioni, processi, gesti collettivi?

Pasolini, omosessuale e irriducibile, è ancora oggi un luogo di conflitto e possibilità. Un monumento impossibile, forse, è proprio quello che ci obbliga a guardare ciò che resta della sua voce nel rumore del presente.

Il bando ci ricorda che la memoria queer è sempre una lotta, e che ricordare Pasolini significa anche interrogarsi sul modo in cui il potere continua a modellare i corpi, i desideri e gli immaginari.

© Riproduzione riservata.

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