Il Dipartimento della Guerra, fino ad un anno fa semplicemente della Difesa, ha minacciato Scouting America, organizzazione precedentemente nota come Boy Scout, affinché rispetti l’ordine esecutivo di Donald Trump che chiede a gran voce la chiusura dei programmi DEI (Diversità, Equità e Inclusione). Nel caso in cui non dovesse farlo, stop ai finanziamenti.
Sean Parnell minaccia gli scout d’America
È un attacco mai visto alla più grande associazione scout statunitense nonché la terza più grande al mondo, fondata nel 1910 da William D. Boyce, Ernest Thompson Seton e Daniel Carter Beard. Il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, ha esplicitato l’incredibile minaccia via X:
“Fin dal primo giorno al Dipartimento della Guerra, lo abbiamo detto molto chiaramente: niente più DEI al Dipartimento della Guerra. Tolleranza zero. Di conseguenza, negli ultimi mesi il Dipartimento della Guerra ha rivisto il suo rapporto con Scouting America, precedentemente noto come Boy Scouts of America. Una grande organizzazione che, per molti versi, ha perso la rotta“.
Parnell ha ricordato come il 21 gennaio del 2025 il Presidente Trump abbia firmato l’Ordine Esecutivo 14173 dal titolo “Porre fine alla discriminazione illegale e ripristinare le opportunità basate sul merito“.
“Tutte le nostre affiliazioni devono soddisfare questo standard”, ha scritto Parnell. “Tuttavia, nell’ultimo decennio la leadership di Scouting America ha preso decisioni che vanno contro i valori di questa amministrazione e di questo Dipartimento della Guerra, con posizioni ideologiche di giustizia sociale e gender-fluid. Questo è inaccettabile. La nostra revisione dell’assistenza finanziaria del Dipartimento della Guerra e della partnership con Scouting America, inclusa la celebrazione quadriennale del Jamboree Nazionale, è stata rigorosa e continua. Scouting America è tutt’altro che perfetta, ma si è impegnata fermamente a tornare ai principi fondamentali. Ritorno a Dio e alla Patria, subito! Scouting America e il Dipartimento della Guerra sono prossimi a un accordo definitivo, in base al quale crediamo di poter proseguire la nostra partnership con Scouting America, a patto che l’organizzazione attui rapidamente le riforme basate sul buon senso e sui valori fondamentali. Sono al lavoro e noi li stiamo osservando. A breve avremo altre novità da annunciare”.
Nel 2013 i Boy Scouts of America hanno iniziato ad ammettere scout gay dichiarati. Due anni dopo, l’organizzazione ha revocato il divieto di assumere posizioni di leadership per adulti che siano anche “omosessuali dichiarati”. Nel 2017 i Boy Scouts hanno finalmente iniziato ad accogliere anche le ragazze e i ragazzi transgender all’interno dei loro programmi riservati ai ragazzi. Nel 2024, non a caso, i Boy Scout sono diventati Scouting America, con quasi 200 scout trans che solo nell’ultimo anno hanno raccolto quasi mezzo milione di dollari vendendo biscotti. “Nonostante il cambio di nome, la nostra missione persiste inalterata: continuare ad insegnare ai giovani a essere preparati per per la vita”, dichiarò all’epoca Roger Krone, presidente e CEO di Scouting America che descrisse l’organizzazione come “un ambiente accogliente e sicuro in cui i giovani possono crescere per diventare la migliore versione di sé stessi”. Il cambio di nome, sottolineò Krone, “rappresenta un cambiamento semplice ma estremamente significativo, poiché miriamo a garantire che chiunque possa sentirsi accolt* nel mondo dello scoutismo””.
Tutto questo, evidentemente, per l’amministrazione Trump è inammissibile. La minaccia di Parnell arriva a sei mesi dal tradizionale raduno degli scout, in programma a luglio in un parco naturale del West Virginia, dove sarebbero impiegati anche la Guardia Nazionale e i reparti medici e di sicurezza. Senza questi aiuti il National Jamboree non potrebbe esistere. Proprio per questi motivi Scouting America avrebbe ceduto alle pressioni trumpiane, anche se non è ancora chiaro in quali modalità, come in parte annunciato da Parnell al grido “Dio e Patria“.

