“Perché l’Italia è di destra”, Arianna Meloni vuole il libro di Bocchino nelle scuole: “Meglio del gender”

"Un libro di verità contro le bugie delle sinistra", l'incredibile commento di Ignazio La Russa, 2a carica dello Stato.

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Mentre la sconcertante risoluzione Sasso punta le due aule parlamentari dopo l’approvazione in commissione Cultura, il presidente del Senato Ignazio La Russa e Arianna Meloni hanno proposto al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, di adottare nelle scuole il libro di Italo Bocchino “Perché l’Italia è di destra“, da loro definito “un libro di verità contro le bugie delle sinistra”. Paroli testuali da parte della 2a più alta carica dello Stato.

Se lo distribuiamo nelle scuole facciamo una cosa sana, è una raccolta di dati, una storia vera, non è un libro né fazioso, né di parte, una storia reale, va letto con attenzione“, ha sottolineato la responsabile della segreteria di Fratelli d’Italia, sorella della premier Meloni, per poi aggiungere: “Meglio questo che il gender nelle scuole“. Un’autentica ossessione, fondata sul nulla, che la destra di governo continua a cavalcare da anni, a un mese dall’approvazione dell’ormai famigerata risoluzione Sasso.

La risoluzione Sasso contro “il gender”

La risoluzione Sasso (qui il nostro fact-checking sulle falsità presentate), a firma dell’onorevole della Lega Rossano Sasso, passata in Commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera e firmata da tutta la maggioranza, chiede al Governo italiano di escludere l’insegnamento di qualsiasi contenuto legato alla suddetta “ideologia gender” nelle scuole. La risoluzione è stata approvata dopo che altre proposte contrarie avanzate da deputate del PD e M5S erano state respinte. È la prima volta che un documento ufficiale del Parlamento italiano utilizza la definizione “ideologia gender“, che non esiste, se non nelle fantasie di propaganda della destra.

Dinanzi al libro di Italo Bocchino, Ignazio La Russa ha pubblicamente sostenuto che “vanno rivalutati quelli che stavano nel settore giusto della parte sbagliata” della Resistenza. “Il politicamente corretto si esercita ormai in tutti rami del giornalismo, dell’arte e della terminologia” .

Le reazioni dell’opposizione

“Fortunatamente nessun ministro in Italia può intervenire sull’adozione dei libri di testo e la nostra costituzione antifascista è molto chiara essendo nata da chi si era opposto al minculpop e al pensiero unico. Di cui noi non abbiamo nostalgia“, ha scritto sui social Simona Malpezzi del Pd.

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Matteo Orfini ha aggiunto: “Sì lo so che conoscete già la statura dell’uomo e che avete un giudizio abbastanza radicato di come svolga la sua funzione. Però ci tenevo a segnalarvi questa perla della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa. (E soprattutto: smettetela di dire le bugie ai bambini)”.

“Perché l’Italia è di Destra”, il libro di Italo Bocchino

Edito da Solferino, e in libreria da oggi, Perché l’Italia è di destra si presenta così:

È una costante della nostra storia politica: quando si tratta di elezioni decisive, l’Italia vira sempre a destra. È accaduto nel 1948 con la Democrazia Cristiana, nel 1994 con Silvio Berlusconi, e ancora nel 2022 con Giorgia Meloni. Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova destra? Davvero gli italiani vogliono l’uomo forte? E davvero alla sinistra servirebbe una Meloni? Italo Bocchino, dalla prospettiva privilegiata del giornalista e intellettuale d’area, racconta le radici e il futuro di una compagine politica in continua evoluzione, eppure saldamente radicata in una storia. Sfata luoghi comuni come il familismo, l’incompetenza della classe dirigente, il monopolio dell’informazione o il destino di isolamento internazionale e catastrofi economiche regolarmente pronosticate al Paese sotto i governi di destra. E in un’analisi ricca di dati, notizie e vis polemica, riflette in modo originale e provocatorio attorno ai grandi temi da affrontare una volta per tutte nel XXI secolo, prima fra tutti la questione demografica e, strettamente collegata, quella dei flussi migratori. Si guarderà inevitabilmente meno a Tolkien e più a Scruton, osserva Bocchino, descrivendo «una destra pienamente legittimata nel consenso e negli atteggiamenti», che sappia difendere la cultura italiana, sostenere il merito, ridisegnare le istituzioni nel senso di una maggiore efficienza e vicinanza alle necessità reali di un popolo a cui da sempre la lega un’affinità elettiva. Dal tormentone dell’antifascismo al rinnovamento dell’Unione Europea, dal premierato alla riforma della giustizia, questo libro conduce il lettore attraverso le pieghe più nascoste del sistema-destra e indica la strada del futuro”.

 

 

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