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È una storia di amicizia e bullismo omofobo quella in arrivo da Perugia, dove un 22enne ha rischiato di morire pur di difendere l’amico omosessuale. Sabato sera in un McDonald’s a Pian di Massiano una gang di adolescenti – il branco – se l’è presa con un ragazzo, solo perché a loro dire gay. Prima le battutine, poi gli insulti, infine l’aggressione. L’amico di origini sudamericane è intervenuto in sua difesa ed è stato riempito di botte e accoltellato, con profondi tagli all’addome.
L’aggressione in un McDonald’s
“Lo hanno massacrato“, hanno confessato al Messaggero alcuni testimoni, rimasti scioccati da quanto visto. Nonostante fosse cosciente all’arrivo del 118, il 22enne è arrivato in pronto soccorso con ferite importanti, da codice rosso. Ricoverato in Chirurgia toracica, con una prognosi di 30 giorni, è ancora intubato e non ha ancora potuto raccontare la propria versione ai carabinieri, che sono sulle tracce della banda di delinquenti. Giovanissimi ma armati di coltellli. Le immagini delle telecamere potrebbero essere di grande aiuto, dando la possibilità agli inquirenti di individuarli. Da una prima ricostruzione, il 22enne e l’amico non conoscevano questi teppisti, che si sono semplicemente avventati su di loro per riempire un sabato sera, con l’aggravante dell’omofobia.
Secondo i soccorritori e alcuni testimoni, infatti, l’episodio di violenza sarebbe stato motivato dall’odio per l’orientamento sessuale dell’amico della vittima. Questo particolare, considerato plausibile dagli inquirenti, deve però essere ancora confermato ufficialmente.
Perugia torni nella Rete RE.A.DY
La scorsa settimana Lorenzo Ermenegildi Zurlo, consigliere comunale, ha presentato un ODG per chiedere il rientro del Comune di Perugia nella Rete RE.A.DY per combattere attivamente l’omo-lesbo-bi-transfobia e garantire dignità e diritti alla comunità LGBTQIA+. “È il momento di costruire una città che risponda ai bisogni di tuttə, senza lasciare nessunə indietro. Perugia può e deve essere una comunità giusta, rispettosa e solidale“.
Cosa è la rete RE.A.DY?
RE.A.DY, nata a Torino nel 2006, è la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale.
RE.A.DY costituisce per le Pubbliche Amministrazioni regionali e locali l’opportunità di uno spazio non ideologico di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi finalizzate al riconoscimento e alla promozione dei Diritti Umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender (LGBT).
RE.A.DY coopera con le Istituzioni nazionali e internazionali, con le Associazioni e con altre reti territoriali al fine di promuovere sinergie, valorizzare le risorse esistenti, diffondere le azioni positive sul territorio italiano.
