Il Pride ai tempi del Coronavirus: “inevitabili cancellazioni, limitazioni o rinvii”

L’allarme di Kristine Garina, presidente della European Pride Organizers Association.

L’Onda Pride tricolore è apparentemente lontana, partendo ufficialmente il 30 maggio da Piacenza, ma la pandemia da Coronavirus rischia seriamente di mettere a soqquadro anche la festa dell’Orgoglio LGBT. A confessarlo apertamente Kristine Garina, presidente della European Pride Organizers Association, che ha dichiarato come sia “inevitabile” che gli eventi debbano ipotizzare “cancellazioni, limitazioni e rinvii”.

Il Coronavirus sta presentando nuove sfide a tutti i governi e organizzazioni, compresi i Pride. Una sfida unica per i Pride, perché la maggior parte nascono da organizzazioni volontarie. Stiamo facendo tutto il possibile per aiutare gli organizzatori  a superare questa sfida. È ironico che negli ultimi decenni vari politici, presidenti, primi ministri, sindaci, arcivescovi e altri bigotti abbiano fatto del loro meglio per contrastare e annullare i nostri amati Pride, ma alla fine potrebbe essere Madre Natura a riuscirci.

La stagione dei Pride, storicamente parlando, prende vita a giugno, ma è chiaro che se la pandemia da Coronavirus dovesse proseguire, arrivando a scavallare maggio, tutto potrebbe saltare per motivi di salute pubblica. Il Roma Pride 2020, da sempre il più partecipato d’Italia, si terrà il 13 giugno, seguito il 20 da Torino e il 27 da Milano. QUI troverete tutte le date aggiornate, nella speranza che il Covid19 possa finalmente andare in archivio con l’arrivo della Primavera.

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