Oggi 49enne, Ralf Schumacher è un ex pilota di Formula Uno, fratello del leggendario Michael, che dal 1997 al 2007 ha guidato la Jordan, la Williams e la Toyota, con 180 GP disputati, 6 vittorie e 27 podi. Ma il vero trionfo di Schumacher è diventato realtà nel weekend, quando Ralf ha dichiarato al mondo la propria bisessualità.

Con una foto al tramonto al fianco dell’amato fidanzato Etienne, Schumacher ha scritto: “La cosa più bella della vita è quando hai al tuo fianco il compagno giusto con cui condividere tutto”.
Poche parole ma buone per infrangere un muro, vista la quasi totale assenz di piloti di Formula Uno dichiaratamente gay. Dietro Mike Beuttler, deceduto nel 1988 causa AIDS, il niente.

Dal 2001 al 2015 Ralf Schumacher è stato sposato con la modella tedesca Cora Brinkmann, diventando padre di David, 22enne e a sua volta pilota. Ora il coming out pubblico, con un compagno al suo fianco da circa due anni. Carmen Geiss, volto noto della tv tedesca nonché grande amica di Ralf, ha così commentato il coming out: “Un uomo meraviglioso oggi ha confessato la sua omossesualità, per lui è stato un atto di accettazione di sé e di liberazione. È stata una decisione coraggiosa che è maturata per molto tempo. La sua uscita non è solo un trionfo personale ma un segno che finalmente è in grado di vivere e amare la sua identità senza paura o vergogna. Il suo coraggio e la sua onestà sono stimolanti, sono infinitamente grata di averlo nella mia vita. Il suo viaggio verso sé stesso è la prova che l’amore e l’accettazione sono le forze più grandi della nostra vita”.
Di Etienne si sa poco o nulla, se non che sia al fianco di Ralf da almeno due anni. Francese, lavora nelle aziende dello stesso Schumacher.
Nel 2021 Schumacher criticò pubblicamente Lewis Hamilton, che contestò le leggi omobitransfobiche dell’Arabia Saudita scendendo in pista con un casco arcobaleno. Ralf contestò la presa di posizione del futuro pilota Ferrari: “I suoi valori sono molto importanti e può esplicitarli su Instagram e sugli altri social network. Però perché deve farlo con una tuta Mercedes e in pista? Può essere polarizzante. Se i piloti cadono in cose del genere è pericoloso: lo sport non se lo merita”. “Sono fermamente convinto che sport e politica non debbano andare d’accordo. “Non è compito del pilota”.

