Recensisce Heated Rivalry, sito russo multato per “propaganda LGBTQIA+”

Un semplicissimo articolo dal titolo "Perché Heated Rivalry è diventata popolare?" ha scatenato la furia del regime. Con multa salata e articolo fatto rapidamente sparire.

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In Russia Heated Rivalry non è mai arrivata, seppur con un co-protagonista di origine russa, perché serie considerata di pura “propaganda LGBTQIA+. Eppure tra i canali non ufficiali, attraverso streaming pirata, Heated Rivalry è esplosa anche all’interno del regime di Vladimir Putin, con la storia d’amore tra i due hockeisti queer Shane Hollander (Hudson Williams) e Ilya Rozanov (Connor Storrie) in grado di andare oltre la conclamata censura di Stato.

Vietato scrivere di Heated Rivalry

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Ma c’è chi ha osato ‘recensire’ la serie tratta dagli omonimo romanzi di Rachel Reid e adattata per il piccolo schermo da Jacob Tierney, come l’organo di informazione SarBC, punito per questo motivo. Il tribunale distrettuale di Oktyabrsky ha multato l’agenzia di stampa di quasi 7000 euro, a seguito di una denuncia presentata dal Distretto Federale del Volga di Roskomnadzor il 10 marzo 2026. Il 6 febbraio l’agenzia di stampa russa aveva pubblicato un articolo dal titolo “Perché Heated Rivalry è diventata popolare?”. Articolo poi rimosso. Il responsabile della testata, Andrei Bashkaikin, è stato multato separatamente di oltre 500 euro.

Alla luce delle accuse secondo cui la recensione di Heated Rivalry fosse “propaganda LGBT”, un dipendente di SarBC, rimasto anonimo e talmente terrorizzato dal non riuscire neanche a nominare Heated Rivalry, ha dichiarato a Mediazona che si trattava di una “recensione innocua”.

“C’è una certa serie TV di cui si sta discutendo molto in questo momento”. “L’articolo proveniva da uno scambio di link. È stato pubblicato per un breve periodo, ma lo abbiamo rimosso rapidamente. Era una recensione innocua, del tipo che si trova ovunque su internet”.

La censura totale del regime

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Ma da quasi 15 anni in Russia vige la legge contro la “propaganda LGBTQIA+”, divieto che colpisce
l’intera comunità. Se inizialmente guardava solo ai minori, a fine 2022 è stata ampliata all’intera popolazione, vietando tutto. Film, serie tv, libri, festival, canzoni. Nessuno può parlare di relazioni omosessuali, sotto qualsiasi forma. I ​​trasgressori possono incorrere in multe fino a 400.000 rubli, mentre le organizzazioni possono essere multate fino a 5 milioni di rubli. I contenuti online russi sono regolamentati dall’autorità statale per la comunicazione, che applica la rigida legge. Da anni le associazioni umanitarie che lottano per i diritti denunciano il fascismo putiniano, con diktat che si fanno sempre più opprimenti. Hugh Williamson, direttore di The Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia centrale, ha sottolineato come la legislazione russa “strumentalizzi” la comunità queer, definendola “draconiana”.

“Le autorità russe strumentalizzano e abusano del sistema giudiziario come strumento nella loro draconiana crociata per imporre i “valori tradizionali” e per emarginare e censurare le persone LGBT. I partner internazionali della Russia dovrebbero chiedere al governo di porre fine alla persecuzione delle persone LGBT e dei loro sostenitori. Anche altri governi dovrebbero fornire rifugio sicuro e una protezione effettiva a coloro che fuggono dalla Russia per timore di essere perseguitati a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere e delle loro pubbliche manifestazioni di sostegno ai diritti LGBT».

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Lo scorso anno, il Ministero della Giustizia russo ha classificato ILGA World, un’organizzazione globale per i diritti umani LGBTQ+, come «organizzazione indesiderabile», rendendo reato penale l’attività di promozione dei diritti LGBTQ+. La direttrice esecutiva mondiale di ILGA, Julia Ehrt, ha dichiarato: “Non importa quanto i governi cercheranno di cancellare le persone LGBTI per legge, i movimenti rimarranno forti e impegnati, e la solidarietà continuerà a vivere oltre ogni confine”. Nel 2024 la Corte Suprema russa ha ulteriormente inasprito la repressione etichettando il cosiddetto “movimento LGBT internazionale”, che non esiste come organizzazione formale, come gruppo “estremista”. La sentenza ha di fatto criminalizzato l’attivismo, l’espressione e la visibilità LGBTQ+.

Chi ha paura di Heated Rivalry?

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Nel mese di gennaio 2026 un tribunale di Mosca aveva accusato diverse importanti piattaforme russe di streaming di presunte violazioni alla legge contro la propaganda LGBTQ+. Secondo i documenti pubblici del tribunale citati dal The Moscow Times, le accuse colpivano servizi di streaming come Kinopoisk, Wink, Ivi, Amediteka, 24TV, Digital Television e Beeline TV. I documenti depositati non specificano quali titoli o programmi avessero violato la legge. Tuttavia, Mediazona aveva fatto riferimento prorpio all’eventualità Heated Rivalry, esplosa sottobanco anche in Russia, seppur priva di distribuzione ufficiale.

In Heated Rivalry c’è anche una critica esplicita all’odio omobitransfobico russo grazie al suo protagonista Ilya Rozanov, hockeista russo costretto a non poter più tornare in patria a causa del suo amore nei confronti dell’eterno rivale Shane Hollander. Sul finire di stagione Ilya decide di prendere la nazionalità canadese, perché stanco di dover indossare la maglia di un Paese che lo considera un ‘criminale’, solo e soltanto perché bisessuale. In Heated Rivalry Shane e Ilya sono due delle più grandi stelle della Major League Hockey, uniti da ambizione, rivalità e da un’attrazione magnetica che nessuno dei due riesce a comprendere fino in fondo. Ciò che inizia come una relazione segreta tra due giovani rookie si trasforma in un viaggio lungo anni fatto di amore, negazione e scoperta di sé. Nel corso di otto anni, i due inseguono il successo sul ghiaccio mentre cercano di gestire i propri sentimenti lontano dai riflettori. Divisi tra lo sport che definisce le loro vite e un amore che non possono ignorare, Shane e Ilya dovranno capire se nel loro mondo ferocemente competitivo c’è spazio per qualcosa di tanto fragile quanto potente come il vero amore. La 2a stagione di Heated Rivalry entrerà in produzione in estate, con Hudson Williams e Connor Storrie di nuovo mattatori, per poi arrivare su HBO Max Italia nel 2027.

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