Regno Unito, una persona LGBT su 5 è stata aggredita sessualmente in un locale queer

"Gli spazi LGBTQ+ dovrebbero essere luoghi sicuri, ma le aggressioni e le molestie sessuali avvengono dove dovremmo sentirci protetti".

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1 persona LGBTQ+ su 5 è stata aggredita sessualmente in locali LGBTQ+.

A darne notizia una nuova ricerca condotta dall’ente di beneficenza per la salute e il benessere queer LGBT Hero, che ha scoperto come il 21% delle persone interpellate ha rivelato di essere stata in qualche modo aggredita sessualmente in uno spazio queer.

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Due terzi (61%) degli intervistati alla ricerca hanno affermato di essere stati toccati sessualmente o intimamente senza consenso in un contesto sociale. Il 44% ha affermato di essere stato aggredito da uno sconosciuto, mentre il 31% ha precisato che l’aggressore era un amico.

Solo il 19% delle persone intervistate ha dichiarato di aver denunciato l’accaduto alla polizia, sebbene il 74% affermi di aver raccontato a qualcuno dell’aggressione.

La ricerca fa parte di una nuova campagna incentrata sul consenso e sulle aggressioni sessuali. La campagna prevede anche la distribuzione di poster ad hoc da attaccare locali di tutto il Regno Unito per provare a sensibilizzare su questo problema, annunci sui social media e una serie di podcast in tre parti sull’argomento.

La campagna invita inoltre direttamente i locali LGBTQ+ a fare di più per affrontare questo problema, chiedendo loro di implementare politiche di tolleranza zero sulle molestie e le aggressioni sessuali e di garantire una formazione obbligatoria sul consenso per tutto il personale del locale.

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Il commento di LGBT Hero

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LGBT Hero suggerisce inoltre ai locali di creare sistemi di segnalazione visibili per supportare le vittime e “incoraggiare la responsabilità della comunità per contrastare i comportamenti dannosi”. “Il cambiamento non riguarda solo la consapevolezza, riguarda l’azione”.

“Gli spazi LGBTQ+ dovrebbero essere luoghi sicuri, ma le aggressioni e le molestie sessuali avvengono dove dovremmo sentirci protetti”, ha affermato Ian Howley, CEO di LGBT HERO. “Abbiamo l’opportunità di cambiare questa situazione insieme”. “Abbiamo tutti la responsabilità di creare un ambiente in cui il consenso sia rispettato e le vittime si sentano supportate”, ha continuato Howley. “Il cambiamento non riguarda solo la consapevolezza, riguarda l’azione. Ecco perché siamo pronti a lavorare con luoghi, organizzazioni e gruppi comunitari LGBTQ+ per creare spazi più sicuri e accoglienti per tutti. La nostra esperienza nella gestione del Lambeth Allies Programme in collaborazione con il Lambeth Council ci ha dimostrato che un vero cambiamento è possibile quando ci uniamo per educare, formare e dare potere alle persone per sfidare comportamenti inaccettabili”.

© Riproduzione riservata.

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