Smessi da tempo i lustrini e le paillettes per diventare un artista compassato e spirituale, Renato Zero ha purtroppo abituato i suoi fan non solo a un nuovo look ma anche ad affermazioni contraddittorie e conservatrici sul mondo LGBT.

Dalle colonne di Avvenire il cantante romano parla del suo nuovo progetto artistico Zerovskij, ma come suo solito l’intervista vira presto sui temi sensibili per il mondo cattolico come aborto, famiglia e gestazione per altri. Tutti temi su cui Zero mostra una certa contrarietà.

Un nuovo episodio, questo, della deriva conservatrice di una delle icone della libertà estetica e sessuale del nostro Paese, già più volte manifestatasi in passato, come quando dichiarò a Domenica In di aver mentito sulla propria omosessualità solo per saltare la leva militare o quando disse che i gay sono come i down, fino ad arrivare ai fumosi riferimenti alle unioni civili sul palco di Sanremo.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Queste le parole sulla gestazione per altri di Renato Zero: «La cosa bella di un figlio è la sua imprevedibilità, la magia di una promessa che fiorisce. Quando mettiamo al mondo un essere non ne siamo proprietari, abbiamo solo favorito il suo intervento sulla terra, e questi bambini, tolti alle madri dopo il parto, non sono orfani, ce l’hanno una mamma ma non sapranno mai chi è. La coscienza in alcuni pare essersi addormentata e allora fare leggi non basta, occorre istruire, restituire una consapevolezza oggi approssimativa. Volere la fotocopia di se stessi non è essere genitori, desiderano un figlio da amare? Esistono milioni di bambini che muoiono di inedia e solitudine, li adottino, io l’ho fatto. Spero nella riconversione delle coscienze».

© Riproduzione riservata.