La Gestazione Per Altri (GPA) è una procedura attraverso cui coppie o singoli possono avere dei figli mediante una gravidanza portata avanti da una donna che non farà da madre al nascituro ma che si limita a partorire il neonato.

Il termine GPA indica un processo medico e legale definito, regolato ed accettato in numerosi Paesi, mentre l’espressione “utero in affitto” ha una connotazione negativa, perché suggerisce la commercializzazione del corpo femminile e trascura le forme altruistiche di questa pratica, che sono ampiamente regolamentate e accettate in numerosi Paesi.
Questo articolo esplora il significato di GPA e gli aspetti correlati, le leggi che la regolano, le differenze tra le varie modalità. Un focus particolare verrà posto sulla recente Legge Varchi, approvata in Italia, che ha esteso reso reato universale la gestazione per altri, preseguendo anche coppie italiane che si avvalgono di questa pratica all’estero. Questa norma solleva questioni significative sui diritti individuali e sulle normative internazionali, andando a riflettere le tensioni tra le diverse percezioni etiche e legali della GPA a livello globale.

Cosa è la gestazione per altri

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Uno dei metodi prevede che la gestante surrogata utilizzi il proprio ovulo, che viene poi fecondato con lo sperma del padre biologico o di un donatore. In altre situazioni, invece, l’ovulo può essere fornito da una terza persona e fecondato anch’esso con lo sperma del padre biologico o di un donatore. Questa varietà di approcci rende la GPA una pratica estremamente adattabile, capace di rispondere a una vasta gamma di esigenze riproduttive.

In termini legali, come sottolineato dall’Associazione Luca Coscioni, nei Paesi dove la GPA è consentita, la persona che porta avanti la gravidanza — la “gestante” — non è giuridicamente considerata la genitrice del bambino. La legge attribuisce invece lo status di genitori ai “genitori intenzionali”, cioè coloro che hanno scelto di avvalersi della GPA. Questa distinzione è particolarmente rilevante nella forma più comune di maternità surrogata, nota come maternità gestazionale, in cui all’utero della gestante viene impiantato un embrione creato in vitro e geneticamente correlato ai genitori intenzionali o a donatori. In questa variante, non esistono legami genetici tra la gestante e il bambino.

Infine, la GPA può essere attuata seguendo due modelli distinti: quello altruistico e quello commerciale. Nel modello altruistico, la gestante non riceve alcun compenso finanziario per portare avanti la gravidanza. Nel modello commerciale, invece, è previsto un accordo che include un pagamento alla gestante.

Gestazione per altri, maternità surrogata e “utero in affitto”: differenze terminologiche

gestazione per altri e utero in affitto: differenze terminologiche
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Tuttavia, “utero in affitto” non è un’espressione abbastanza ampia da includere i casi in cui la gestazione viene effettuata in forma altruistica, ovvero senza compenso economico ma solo con un rimborso spese. Un esempio è il Canada, dove la gestazione per altri retribuita non è legale e la pratica avviene esclusivamente su base altruistica.

Sebbene spesso usati in modo intercambiabile, i termini “gestazione per altri”, “utero in affitto”, “maternità surrogata”, non sono sinonimi e portano con sé significati e connotazioni diverse:

  • Gestazione per altri: è un termine più preciso, utilizzato in ambito medico e legale. Sottolinea che la persona che porta avanti la gravidanza, detta gestante, non ha alcun ruolo genitoriale sul bambino. Questo termine pone l’accento sulla specificità e complessità dell’accordo, che può essere sia altruistico che commerciale, a seconda delle legislazioni nazionali e delle intenzioni delle parti coinvolte.
  • Maternità Surrogata: indica in modo più specifico un rapporto contrattuale in cui la madre biologica porta a termine la gravidanza per conto di altre persone
  • Utero in affitto: ha una connotazione negativa ed è spesso utilizzato da chi critica la pratica o teme che possa portare allo sfruttamento del corpo femminile. L’espressione enfatizza l’idea che l’utero della donna venga “usato e sfruttato, mercificato attraverso un pagamento“, come suggerisce la parola “affitto“. Inoltre, il termine è limitante perché non considera i casi in cui la gestazione è eseguita in forma altruistica.

Come funziona nel dettaglio la GPA

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La procedura di GPA si articola in due configurazioni principali, differenziate sia dal tipo di connessione genetica che dalla natura della compensazione alla gestante.

Tipologie di GPA

La GPA tradizionale implica l’uso degli ovuli della gestante, che viene fecondata tramite inseminazione artificiale con lo sperma del genitore intenzionale. Qui, la gestante ha un legame genetico con il bambino. Contrariamente, nella GPA gestazionale, che è la pratica più diffusa, si utilizza la tecnologia della fecondazione in vitro. Gli ovociti della madre intenzionale o di una donatrice e gli spermatozoi del padre intenzionale o di un donatore sono uniti in laboratorio. L’embrione che ne risulta viene poi impiantato nell’utero della gestante, la quale non ha nessun legame genetico con il bambino.

Compensazione nella GPA

La distinzione tra GPA altruistica e retribuita si basa sulla natura del compenso alla gestante. Nella GPA altruistica, la gestante è rimborsata solo per le spese legate alla gravidanza senza ricevere un pagamento aggiuntivo. Questo modello è spesso preferito per le sue implicazioni etiche. Al contrario, la GPA retribuita include un pagamento che va oltre il semplice rimborso delle spese, situazione che può sollevare questioni etiche più complesse e richiedere regolamentazioni più stringenti.

La procedura per la GPA

Il processo di GPA inizia con la selezione accurata di una gestante, che può essere un’amica, un membro della famiglia, o una persona trovata tramite un’agenzia. Successivamente, tutte le persone partecipanti, inclusi i genitori intenzionali e la gestante, si sottopongono a valutazioni mediche e psicologiche per assicurare la loro idoneità al processo. Si procede poi alla redazione di un contratto legale che stabilisce i termini dell’accordo, inclusi i diritti e i doveri delle parti, le disposizioni mediche, e la custodia del bambino.

Dopo aver definito l’aspetto legale, si passa alla fase medica. Nel caso della GPA gestazionale, la fecondazione degli ovociti avviene in laboratorio e l’embrione è poi trasferito nell’utero della gestante. Durante la gravidanza, i genitori intenzionali possono essere coinvolti, così da offrire supporto emotivo e finanziario alla gestante.

Infine, dopo il parto, la custodia del bambino viene trasferita legalmente ai genitori intenzionali, andando a completare così il processo di GPA.

La legge in Italia per la gestazione per altri

Carolina Varchi
Carolina Varchi

Le complicazioni emergono quando si considera la pratica della GPA all’estero, dove in molti Paesi è legale. Sebbene le leggi italiane permettano la trascrizione degli atti di nascita dei neonati riconoscendo i genitori biologici, sorge un problema quando l’ovulo o lo spermatozoo vengono donati da un terzo. Questo scenario è comune tanto tra le coppie eterosessuali, che tra quelle omosessuali. In Italia, mancando una normativa che riconosca automaticamente il legame di genitorialità tra il neonato e il genitore d’intenzione (non biologico), diverse famiglie hanno cercato il riconoscimento legale attraverso la magistratura.

Nel 2019, però, la Cassazione ha negato la possibilità a una coppia di uomini di registrare la filiazione di un atto estero (canadese) che li includeva entrambi come padri, ricordando che solo nelle coppie di donne entrambe possono avere un legame biologico con il bambino.

Data l’impossibilità per molte coppie italiane di ricorrere alla GPA nel proprio Paese, alcune si sono rivolte all’estero. Per contrastare questo fenomeno, i deputati di Fratelli d’Italia hanno proposto un disegno di legge per rendere perseguibile anche all’estero la pratica della GPA da parte dei cittadini italiani. Tale disegno di legge è stato approvato dalla Camera il 26 luglio 2023 e dal Senato il 16 ottobre 2024, rendendo ufficialmente la GPA un “reato universale” in Italia.

Implicazioni e reazioni

L’approvazione di questa legge ha sollevato un ampio dibattito tra sostenitori e detrattori. I sostenitori, come la ministra per la Famiglia, le Pari Opportunità e la Natalità, Eugenia Roccella, sostengono che la legge riafferma i diritti in Italia e combatte la mercificazione del corpo femminile. D’altra parte, le opposizioni e diverse associazioni LGBTIQ+ la vedono come una misura che crea discriminazione e contraddizioni legali, minando il pluralismo delle famiglie e l’autodeterminazione delle persone.

In risposta, sono state annunciate nei giorni successivi all’approvazione della legge delle iniziative per contestare la legge nei tribunali e attraverso referendum, con l’intento di difendere le libertà personali e di opporsi a quella che viene vista come una legislazione repressiva e retrograda.

La legislazione di altri Paesi sulla GPA

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In molti Paesi, le leggi sulla GPA sono state strutturate per proteggere i diritti e il benessere delle gestanti, evitando situazioni di sfruttamento. Ad esempio:

  • Canada: permette solo la GPA altruistica, vietando qualsiasi forma di compenso economico oltre al rimborso delle spese mediche e dei costi associati alla gravidanza. Questo approccio mira a prevenire incentivi economici che potrebbero portare allo sfruttamento.
  • Grecia: ha introdotto nel 2002 una legge che legittima la GPA altruistica, permettendo questa pratica solo quando non c’è alcun legame genetico tra la gestante e l’embrione. L’accesso è riservato a donne impossibilitate a gestare per motivi medici comprovati, e entrambe le donne coinvolte devono essere residenti in Grecia.
  • Regno Unito: consente la GPA altruistica ma vieta quella commerciale. La legge prevede che non ci sia alcun interscambio di denaro oltre alle “spese ragionevoli” sostenute dalla gestante. Il trasferimento della genitorialità avviene solo dopo la nascita del bambino, garantendo alla gestante il diritto di cambiare idea.
  • India: fino al 2013, permetteva la GPA commerciale, rendendola una destinazione popolare per molti stranieri. Tuttavia, le leggi sono state modificate per vietare la pratica per coppie omosessuali, single stranieri e coppie provenienti da Paesi dove la GPA non è legale, nel tentativo di prevenire abusi e sfruttamento.
  • Russia e Ucraina: Consentono la GPA commerciale, ma con regolamentazioni che stabiliscono chiaramente i diritti delle gestanti e dei genitori intenzionali. In Ucraina, ad esempio, la legge riconosce sin dalla nascita i genitori intenzionali come genitori legali, ma richiede il consenso della gestante.

Le leggi in questi Paesi spesso includono criteri rigorosi per diventare gestante, come l’obbligo di avere già avuto almeno un figlio proprio, essere in buona salute fisica e mentale e non trovarsi in una situazione di vulnerabilità economica.

Inoltre, l’idea che le gestanti siano sempre donne in condizioni economiche svantaggiate non tiene conto della realtà in molti contesti. Ad esempio, negli Stati Uniti, dove la GPA commerciale è legale in alcuni Stati, le gestanti spesso provengono da situazioni economiche stabili e scelgono volontariamente di partecipare al processo, talvolta per aiutare familiari o amici.

È importante riconoscere che la soluzione non risiede nel vietare la GPA, ma piuttosto nel regolamentarla adeguatamente. Una legislazione chiara e dettagliata può garantire che la pratica avvenga in modo etico, rispettando i diritti e la dignità di tutte le parti coinvolte.

La gestazione per altri: una soluzione sicura ed efficace per la genitorialità

GPA: cos'è la Gestazione Per Altri, come funziona ed altre risposte a domande comuni - gestazioneperaltri genitorialita - Gay.it
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La gestazione per altri (GPA), secondo la Fondazione Veronesi, è una pratica medica che offre una soluzione vitale per molte coppie che affrontano sfide di infertilità. Nonostante la controversia che spesso circonda questa pratica, nei Paesi dove è regolamentata legalmente, la GPA si è dimostrata un metodo sicuro ed efficace per aiutare le coppie a realizzare il desiderio di genitorialità.

In Italia, si stima che il 15-20% delle coppie siano infertili ma non sterili, ovvero possono produrre gameti ma non possono portare a termine una gravidanza. Questo problema contribuisce significativamente alla bassa natalità nel paese. Patologie specifiche come la Sindrome di Rokitansky, che comporta l’assenza congenita dell’utero, rendono la GPA non solo desiderabile ma necessaria per alcune donne. Questa sindrome colpisce una nata ogni 5.000 femmine, evidenziando una chiara necessità di opzioni alternative per la maternità.

In nazioni come il Canada e gli Stati Uniti, dove la GPA è strettamente regolata, la pratica è gestita con rigidi protocolli che tutelano tutte le persone partecipanti. Le leggi assicurano che le gestanti ricevano adeguato supporto medico, psicologico e legale, e mantengano il pieno controllo sui loro diritti, inclusa la possibilità di ritirarsi in qualsiasi momento dal processo. Questa struttura regolativa garantisce un ambiente sicuro e protetto per le gestanti, i genitori intenzionali e i bambini.

Gli studi condotti sui bambini nati tramite GPA mostrano che il loro benessere psico-fisico è comparabile a quello dei bambini nati da gravidanze naturali. Questi risultati sfatano i miti sui danni a lungo termine e rafforzano la posizione della GPA come una valida opzione di genitorialità.

Il mito dello sfruttamento delle gestanti

Il mito dello sfruttamento delle gestanti nella gestazione per altri (GPA) è profondamente radicato in diverse preoccupazioni culturali, sociali e etiche che circondano la pratica. Queste preoccupazioni derivano in gran parte dalle paure legate alla commercializzazione del corpo umano e dalla percezione che le donne possano essere costrette, per motivi economici, a diventare gestanti per altri.

Origini del mito dello sfruttamento

Le origini di questo mito possono essere tracciate fino alle rappresentazioni mediatiche e alle narrazioni popolari che spesso dipingono la GPA come una transazione fredda e calcolatrice. I film, i libri e i reportage giornalistici tendono a concentrarsi su storie estreme dove le gestanti sono vittime di coercizione economica o inganno. Queste storie, sebbene basate su casi reali ma isolati, hanno un impatto significativo sull’opinione pubblica, contribuendo a formare un’immagine negativa e distorta della GPA.

Preoccupazioni femministe e etiche

Il dibattito sullo sfruttamento è anche alimentato da preoccupazioni femministe riguardo alla possibilità che la GPA possa ridurre le donne a mere incubatrici. Alcuni critici vedono la GPA come una forma di oppressione patriarcale che esercita ulteriore controllo sui corpi delle donne. Queste preoccupazioni sono spesso intensificate dai casi in cui le donne in situazioni di povertà optano per la GPA come un mezzo per ottenere sicurezza finanziaria, sollevando questioni etiche complesse su consenso e costrizione.

Effetti delle discrepanze economiche globali

Il mito dello sfruttamento è particolarmente pervasivo nei contesti in cui vi è un chiaro divario economico tra i paesi che forniscono le gestanti e quelli dei genitori intenzionali. Nei Paesi in via di sviluppo, dove le opzioni economiche possono essere limitate, la decisione di diventare una gestante può sembrare motivata principalmente da necessità finanziarie, piuttosto che da un’autentica volontà. Questo scenario alimenta la percezione che le donne siano sfruttate per la loro vulnerabilità economica.

Mancanza di dati e ricerca

La persistenza del mito è aggravata dalla mancanza di dati ampi e studi approfonditi sulla realtà delle gestanti in diverse parti del mondo. Senza informazioni concrete e basate su evidenze, è facile per le narrazioni negative e le storie sensazionalistiche dominare il discorso pubblico.

Costo della gestazione per altri: una panoramica globale

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La gestazione per altri (GPA) presenta costi variabili a seconda del Paese in cui viene praticata, delle leggi locali e delle condizioni offerte. Ecco una panoramica dei costi e delle normative nei principali Paesi dove la GPA è legale o regolamentata.

Ucraina

L’Ucraina è una delle destinazioni più popolari per le coppie italiane che ricorrono alla GPA, principalmente per i costi più accessibili rispetto ad altri Paesi. La GPA è legale in forma retribuita ed è riservata esclusivamente a coppie eterosessuali sposate che possono fornire almeno il 50% del patrimonio genetico al bambino. I pacchetti offerti dalle cliniche ucraine variano da 30.000 a 70.000 euro, con opzioni che includono servizi aggiuntivi come tentativi illimitati di impianto dell’embrione, diagnosi genetiche pre-impianto e la possibilità di scegliere il sesso del bambino.

La gestante riceve generalmente un compenso di circa 15.000 euro, oltre a rimborsi per le spese di vita durante la gravidanza. Tuttavia, a causa del numero limitato di donne disposte a diventare gestanti, i costi possono variare e le cliniche consigliano di prevedere budget aggiuntivi per eventuali incrementi del compenso.

Georgia e Armenia

Con l’inizio del conflitto in Ucraina, la Georgia è diventata un’alternativa per molte persone. Qui la GPA è legale dal 1992 in forma retribuita, ma è riservata a coppie eterosessuali sposate. I costi sono simili a quelli ucraini, oscillando tra 30.000 e 50.000 euro.

In Armenia, la GPA è legale dal 2002 sia in forma altruistica che retribuita. A differenza della Georgia, è aperta anche a coppie omosessuali e a persone single. I costi possono essere più elevati rispetto all’Ucraina.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono considerati una destinazione di punta per la GPA, grazie a una legislazione avanzata e a tutele legali solide per tutte le parti coinvolte. La GPA è legale sia in forma retribuita che altruistica in diversi Stati, tra cui California, Florida e Texas. Tuttavia, i costi sono significativamente più alti: variano tra 120.000 e 200.000 euro. Queste cifre possono aumentare ulteriormente in caso di complicazioni mediche o gravidanze gemellari.

Recentemente, Stati come New York hanno introdotto leggi moderne come il Child-Parent Security Act, che tutela i diritti delle gestanti, permettendo loro di prendere decisioni autonome riguardo alla gravidanza e al parto.

Canada

In Canada, ad eccezione del Québec, la GPA è legale, ma solo in forma altruistica; la gestante non può ricevere un compenso, ma solo il rimborso delle spese sostenute. Nonostante ciò, il Paese è diventato una meta ambita per la GPA, soprattutto perché non discrimina in base allo stato civile o all’orientamento sessuale, accogliendo anche coppie omosessuali e single. I tempi per l’ottenimento dei documenti legali sono relativamente brevi.

Per i cittadini stranieri, il divieto di compenso non si applica sempre in modo rigoroso: questo crea una zona grigia nella quale alcune gestanti potrebbero ricevere pagamenti. Tuttavia, le autorità canadesi stanno valutando l’aggiornamento delle leggi per affrontare queste discrepanze e le questioni relative ai costi sanitari a carico del sistema pubblico.

India

In passato, l’India era una delle destinazioni principali per la GPA a livello mondiale, grazie ai costi contenuti, compresi tra 18.000 e 27.000 euro. Tuttavia, a causa di numerosi scandali e alla mancanza di tutele legali, il governo indiano ha modificato la legislazione. Dal 2015, la GPA è consentita solo ai cittadini indiani, coppie sposate e infertili, e la forma retribuita è stata abolita.

Altri Paesi

  • Russia: in passato accessibile agli stranieri, dal maggio 2022 la Russia ha chiuso le porte alla GPA per i non residenti, principalmente a causa di preoccupazioni legate allo sfruttamento e a una legislazione poco rigorosa. I costi medi erano intorno ai 30.000 euro.
  • Europa Occidentale: in Paesi come Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Grecia, la GPA è legale solo in forma altruistica e spesso riservata ai residenti. Le opportunità sono limitate a causa delle restrizioni e della scarsità di gestanti disponibili.
  • Cuba: di recente, Cuba ha legalizzato la GPA in forma altruistica, aprendo anche ai matrimoni omosessuali. La pratica è permessa solo tra persone con legami familiari o affettivi e per motivi di infertilità.
  • Argentina: balzato recentemente alle cronache per il caso di una coppia di uomini italiani trattenuti dalle autorità mentre si accingevano a rientrare in Italia con una neonata di pochi giorni nata con GPA, nel paese sudamericano questa pratica non è regolata. Nel caso di cronaca specifico si parlava di un compenso di 5600 € per la madre surrogata.

Il costo della gestazione per altri varia enormemente a seconda del Paese e del tipo di accordo (altruistico o retribuito). Mentre Paesi come l’Ucraina e la Georgia offrono opzioni più economiche, gli Stati Uniti garantiscono un quadro legale più solido ma a costi significativamente superiori. È fondamentale per i genitori intenzionali informarsi accuratamente sulle leggi locali, sui diritti delle gestanti e sulle implicazioni etiche e legali prima di intraprendere questo percorso.

Statistiche sulla gestazione per altri (GPA) e la distribuzione tra coppie eterosessuali e LGBTIQ+

Le statistiche riguardanti la gestazione per altri (GPA) sono difficili da raccogliere in modo preciso a causa delle varie legislazioni nazionali, della natura privata degli accordi e dell’assenza di registri centralizzati in molti Paesi.

Tradizionalmente, la maggior parte delle persone che ricorrono alla GPA sono coppie eterosessuali. Questo è spesso dovuto a problemi di infertilità, condizioni mediche che impediscono alla donna di portare a termine una gravidanza o assenza congenita dell’utero. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo del ricorso alla GPA da parte di coppie LGBTIQ+, in particolare coppie omosessuali di uomini desiderose di avere figli biologicamente legati a loro.

Negli Stati Uniti, ad esempio, la Society for Assisted Reproductive Technology (SART) ha riportato che nel 2019 sono stati effettuati oltre 3.000 cicli di GPA. Di questi, circa il 70% coinvolgeva coppie eterosessuali con problemi di infertilità, mentre il restante 30% era costituito da coppie LGBTIQ+ e persone single. In Canada, la Canadian Fertility and Andrology Society ha osservato un aumento delle richieste di GPA da parte di coppie LGBTIQ+, pur mantenendo le coppie eterosessuali la maggioranza dei richiedenti.

In Europa, la situazione varia notevolmente a seconda delle leggi nazionali. In Paesi come la Georgia e l’Ucraina, dove la GPA è legale ma riservata alle coppie eterosessuali sposate, le coppie LGBTIQ+ non hanno accesso legale a questa pratica. Nel Regno Unito, dove la GPA altruistica è consentita, si è notato un incremento delle coppie LGBTIQ+ che scelgono questa via, anche se le coppie eterosessuali rimangono prevalenti.

In Italia, nonostante il divieto di GPA sul territorio nazionale, si stima che ogni anno tra le 250 e le 300 coppie si rechino all’estero per avvalersi di questa pratica. Di queste, circa il 90% sono coppie eterosessuali, mentre il restante 10% è composto da coppie LGBTIQ+ e persone single. Le destinazioni più comuni per gli italiani sono gli Stati Uniti, il Canada e, fino al 2022, l’Ucraina.

Le differenze nella distribuzione tra coppie eterosessuali e LGBTIQ+ che ricorrono alla GPA sono influenzate da vari fattori. Le restrizioni legali giocano un ruolo significativo: in molti Paesi, l’accesso alla GPA è limitato legalmente alle coppie eterosessuali sposate, escludendo coppie LGBTIQ+ e persone single. Questo limita le opportunità per le coppie LGBTIQ+ e influisce direttamente sulle statistiche. Inoltre, i costi elevati associati alla GPA in Paesi dove è legalmente accessibile alle coppie LGBTIQ+, come gli Stati Uniti, possono rappresentare una barriera economica.

È importante sottolineare che la mancanza di registri ufficiali e la natura privata degli accordi di GPA rendono difficile ottenere dati precisi e aggiornati. Inoltre, le differenze nelle leggi e nelle norme culturali tra Paesi e regioni influenzano significativamente chi ricorre alla GPA e come vengono raccolte le informazioni statistiche.

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