Aveva 33 anni, era di Noventa Vicentina (Vicenza) e viveva a Londra da quando ne aveva 19, Riccardo Pulvini, trovato senza vita nel proprio appartamento inglese venerdì sera. Le cause del decesso sono ancora da accertare ma non ci sarebbero segni di violenza sul suo corpo.
Pulvini era un’attivista LGBTQIA+. Dopo aver scoperto di essere sieropositivo nel 2014 era diventato testimonial della campagna “HIV is: just part of me”.
Riccardo Pulvini e il doppio coming out

“Si può vivere con questo virus e puoi realizzare tutti i sogni che vorrai”, disse Riccardo al portale “Tviweb”, nel 2018, raccontando il proprio duplice coming out: “La mia vita sessuale gay è iniziata da un applicazione gay nel cellulare, ho conosciuto un ragazzo e mi sono innamorato. Dopo un mese, sono andato alla clinica per fare dei test. Dal primo test dell’Hiv, la dottoressa mi disse che ero risultato positivo. Non ci volevo credere…per me non era possibile. Ho chiesto di rifarlo, pensavo fosse un errore. Sono uscito dalla clinica e dalla disperazione ho voluto chiamare mia mamma, e le dissi che ero gay ed ero stato diagnosticato positivo al test dell’Hiv. Dopo 3 giorni, mia mamma lo disse a mio padre”.
Suo padre, incredulo e scioccato, gli chiese se gli piacessero le donne o gli uomini. “Nei giorni successivi mio papà mi chiamò ripetutamente chiedendomi di ritornare in Italia e che mi avrebbe portato dai migliori dottori al mondo e mi avrebbero curato. Penso che la parte più difficile per loro era la distanza, visto che non potevano vedermi tutti i giorni ed erano preoccupati per me. Ho deciso di renderli partecipi di cosa stava succedendo nella mia vita perché sapevo quanto forti fossero e quanto amore ci sia tra di noi. Ancora oggi. Mi sento fortunato ad avere loro”. “Devo ringraziare i grandi progressi che il mondo della medicina ha fatto. Spero che con questa campagna pubblicitaria si possa sensibilizzare ancora e ancora, perché potrebbe capitare a chiunque di avere a che fare con l’Hiv positivo a se stessi o ad amici ed avere aiuto e bisogno di conforto. Perché io sono stato fortunato, ripeto. Ho avuto buoni amici e una fantastica famiglia che ha saputo capirmi e aiutarmi. Ma là fuori, nel mondo, non è così per tutti”.
Riccardo è stato uno dei 3 italiani ad aver partecipato alla campagna informativa mondiale di sensibilizzazione sull’aids dal titolo: “Hiv is: just a part of me”, in cui 11 uomini sieropositivi raccontavano le proprie vite.
Riccardo Pulvini e una nuova vita a Londra
Lasciata l’Italia per Londra, Riccardo ha iniziato a lavorare in terra inglese facendo il cameriere, come tanti connazionali poco più che maggiorenni. Dal Degò Wine Bar ha poi fatto carriera, ottenendo la specializzazione da chef da Gordon Ramsay, diventando receptionist alla Soho House, supervisor presso Pret A Manger, creative visual merchandiser dei magazzini Harrods, Assistant Department Manager da Harvey Nichols e infine responsabile dei magazzini Cos.
“È una notizia che ci ha sconvolti ma le autorità britanniche non ci hanno detto ancora nulla, l’autopsia era prevista per oggi 5 agosto”, ha detto a “Repubblica” Elisa, una delle tre sorelle di Riccardo Pulvini.
“Venerdì abbiamo ricevuto una chiamata dai carabinieri di Noventa Vicentina, che erano stati contattati dalla Farnesina. Non ci sapevano dire nulla e neanche oggi sappiamo qualcosa. Non possiamo salire a Londra fino a quando non fanno l’autopsia. Stiamo aspettando risposte, il prima possibile speriamo di andare“, ha aggiunto suo padre, titolare di una ditta di demolizioni e trasporti eccezionali.
“La notizia per noi è stata sconcertante, a nome di tutta l’amministrazione esprimiamo le condoglianze. La famiglia Pulvini è molto conosciuta nella comunità, sia per l’attività commerciale, sia per Giuseppe, capogruppo degli alpini Masotto“, ha sottolineato Mattia Veronese, sindaco di Noventa Vicentina.



