Il ciclone Robbie Williams arriva a X Factor. La popstar britannica è ospite d’eccezione della finale del talent show di Sky Uno in onda giovedì 5 dicembre in diretta da piazza del Plebiscito a Napoli. Non è la prima volta che il cantante interviene nella versione italiana del programma, ma sicuramente anche questa volta riuscirà a sorprendere e infiammare il pubblico come solo un intrattenitore del suo livello sa fare. E chissà che non ci regali anche qualche siparietto con Paola Iezzi, che molti anni fa gli rifilò un bel due di picche.
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Robbie Williams è una scimmia nel film sulla sua vita
Nel frattempo Robbie Williams si racconta a Vanity Fair. L’occasione è l’uscita, il 1° gennaio 2025, del biopic Better Man, il film sulla sua vita diretto da Michael Gracey. La particolarità della pellicola è che Robbie ha deciso di rappresentarsi nelle vesti di una scimmia antropomorfa. Questo perché lui si è sempre descritto proprio come una scimmietta da circo pronta a calcare i palchi per far divertire la gente.
In Better Man c’è tutto: l’ascesa, i momenti di profonda crisi e la rinascita. L’artista ha vissuto molte di queste fasi accanto alla moglie, l’attrice Ayda Field, che definisce la scommessa più grande della sua vita. Quando gliene si chiede il motivo Robbie Williams ammette senza giri di parole:
Non riuscivo a tenere il mio pene nei pantaloni, e lo sapevo. Sposarmi serviva più o meno ad abbracciare uno stile di vita monogamo. E sapevo anche che avrei potuto perdere metà di tutto ciò che avevo guadagnato. Ecco perché, in termini concreti, è stata quella la scommessa più grande.
Le rivelazioni sui Take That
Il film offre pure un punto di vista alternativo sulla questione Take That. In Italia pare si pensi che sia stato lui a lasciare la band, quando invece sarebbe stato accompagnato alla porta: “Tutta la parte sui Take That potrebbe essere un film a sé” dice Robbie Williams. “Non ci sono veri cattivi nella band. Eravamo solo ragazzi che cercavano di capire chi fossero, immersi in un ambiente tossico ed estremo“.
Se proprio si volesse trovare un villan in questa storia allora potrebbe essere il manager Nigel Martin-Smith. Poco attento al benessere dei 5 cantanti, li trattava come “soldati del pop”: “C’erano regole ferree: secondo Nigel, dovevamo essere percepiti come sempre disponibili. Capisco il ragionamento, ma non avrebbe dovuto impedirci di vivere relazioni in segreto”.
La parabola di Robbie Williams nel film Better Man
Oggi si fa un gran parlare di salute mentale con artisti, anche qui in Italia, che non hanno paura di tirare il freno quando è troppo, ma negli anni ’90 e nei primi Duemila le cose stavano diversamente. Robbie Williams ha avuto problemi di questo tipo, sfociati in depressione, dipendenza da alcol e droghe. “Chi era al comando negli anni ’70, ’80 o ’90 non sapeva come affrontare certi problemi” continua il cantante, oggi 50enne, che nonostante tutto sente di non poter incolpare nessuno per quanto accaduto: “Non possiamo biasimarli per ciò che non conoscevano. Non sapevano che le pressioni esterne possono farti crollare psicologicamente. Ora abbiamo più consapevolezza e possiamo agire di conseguenza”.
Un nuovo tour
Già nel 2023 la popstar si era raccontata senza filtri in una serie per Netflix. In quel caso la risposta del pubblico era stata più che soddisfacente, e il documentario era schizzato in testa ai più visti della nota piattaforma. Ora non resta che attendere il verdetto di chi dal 1° gennaio si recherà in sala per incontrare la versione scimmia del cantante, che dal 1997 a oggi ha conquistato fan soprattutto in Europa con 12 album in studio, l’ultimo dei quali, The Christmas Present, è stato pubblicato nel 2019.
A fine dicembre sarà la volta della pubblicazione della colonna sonora di Better Man, mentre a partire da maggio a settembre 2025 Robbie Williams sarà impegnato in un tour europeo che farà tappa anche in Italia, a Trieste, il 17 luglio allo Stadio Nereo Rocco.
