Roma, formazione LGBT del personale nella locanda dello scontrino omofobo

Il Mario Mieli farà formazione LGBT al personale della Locanda Rigatoni e a tutti gli esercenti interessati al corso.

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3 min. di lettura

Continua a far rumore lo scontrino omofobo emesso due settimane fa in un ristorante romano.

La Locanda Rigatoni, travolta dalle proteste, licenziò il cameriere colpevole di quegli inqualificabili insulti ad una coppia gay, con tanto di chiusura di 24 ore per minacce. La scorsa settimana un gruppo di attivisti LGBT ha accettato l’invito dai gestori per provare a chiarire quanto avvenuto, con tanto di foto di rito e complimenti per la buona cucina.

Una mossa che ha indispettito i ragazzi insultati dal cameriere, che avevano così replicato attraverso il Gay Center: “Abbiamo notato con disappunto che negli scorsi giorni alcuni attivisti, o sedicenti tali, hanno contribuito ad alimentare un clima di menefreghismo, discriminazione e scherno riguardo ai fatti del ristorante Locanda Rigatoni. Siamo molto dispiaciuti che persone della comunità lgbt si siano affrettate a mostrare solidarietà verso il ristorante senza considerare la gravità di quanto è accaduto. Troviamo inaccettabile che un cliente venga discriminato in tal modo. Nessuno in quel momento si è preso le dovute responsabilità, prima fra tutti la direttrice che appena letto lo scontrino (con scritto Pecorino NO, Frocio SI) diceva “non capisco quale sia il problema, il PECORINO?”, e ha poi continuato sostenendo che la scritta “frocio” l’avesse fatta il pc. Inoltre, invece di riprendere o allontanare immediatamente il dipendente gli ha permesso di continuare a prenderci in giro dicendo “avete voluto fare la scenata, abbassate la voce che mi fate fare brutta figura con i clienti”. Il suo unico interesse era minimizzare e liquidare l’accaduto offrendo un amaro. Se tutto questo fosse successo a dei ragazzi più fragili non si sa quale sarebbe potuta essere la loro reazione. Vogliamo sensibilizzare il più possibile le persone su questo tema, per far sì che questa spiacevole situazione non capiti più a nessuno, e che tutti possano uscire in coppia senza sentirsi discriminati“.

Passato il weekend, è arrivata la replica di Sebastiano F. Secci, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che ha provato a ricostruire quanto avvenuto la scorsa settimana: “Abbiamo accolto insieme al gruppo sociale In Piazza per il Family Gay e all’associazione Gaynet di Franco Grillini, la richiesta dei responsabili della locanda Rigatoni di incontrarci per individuare insieme gli strumenti necessari a evitare che questi episodi gravissimi si ripetano in futuro. Vogliamo sia chiaro che durante l’incontro non c’è stata alcuna intenzione di ridimensionare l’accaduto da parte dei responsabili del ristorante che hanno invece ribadito più volte il loro rammarico e la loro determinazione a rimediare all’accaduto. La nostra idea è che la repressione, ossia l’allontanamento del responsabile degli insulti, non può essere l’unico provvedimento ma debba accompagnarsi a politiche aziendali che formino il personale sulle tematiche della diversità per fare in modo che mai più nessuno debba subire episodi di questa gravità“.

Per questa ragione – continua Secci – abbiamo predisposto un percorso di formazione per il personale del locale. Il corso si svolgerà a partire da settembre e consisterà in cinque moduli in cui parleremo di comunità LGBT+ e Pride, politiche antidiscriminatorie e responsabilità sociale delle aziende, elementi di diritto antidiscriminatorio e, cosa fondamentale, chiederemo a vittime di omo-transfobia di condividere le proprie esperienze, perché crediamo sia fondamentale che tutti capiscano gli effetti concreti che queste violenze hanno sulla vita delle persone. Ad affiancarci in questo percorso ci saranno i formatori, gli psicologi e i legali della nostra associazione che da 35 anni è impegnata nella contrasto a episodi odiosi di discriminazione“.

L’importanza di questi interventi formativi nella lotta all’omo-transfobia – conclude Secci – ci spinge inoltre ad aprire il corso a tutti gli esercenti che possano essere interessati per loro e per il proprio personale. Chiunque volesse partecipare può farne richiesta con una mail all’indirizzo info@mariomieli.org“.

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cantalupo75 4.8.18 - 10:02

Non dovrebbe essere interesse anche del comune promuovere iniziative del genere al fine, tra l'altro, di evitare danni di immagine a livello turistico? Magari anche in sinergia con Milano dove si terrà la prossima convention globale del turismo lgbt.

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Harald 2.8.18 - 9:30

Mio fratello che possiede un albergo a Ried in Tirol non ammette i cattolici nel suo locale, ma alle mie eccezion i lui ha risposto che da quando ha adottato questa misura, l'afflusso al suo albergo è molto aumentato tanto che ha dovuto assumere qualche dipendente in più e se la cosa finisse per essere stabile, chissà, potrebbe ingrandire: Adesso cattolici scatenatevi e tirate i soliti vostri alibi o ammennicoli biblici o evangelici. Auf geht's!

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