Sanremo riconosce i figli di due coppie di mamme, la destra insorge: “Egoismo, business, contro natura”. PD “Se ne faccia una ragione”

A Sanremo due coppie di mamme ottengono il riconoscimento dei figli dopo la sentenza della Consulta. Ma Berrino (FdI) attacca: “Egoismo, business, contro natura”. PD e Arcigay intervengono.

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Sentenza Bari due mamme Gay.it
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A Sanremo si scrive una pagina importante di storia per i diritti LGBTQ+ e, in particolare, per le famiglie arcobaleno. Nella mattinata di ieri, martedì 15 luglio, presso l’Anagrafe comunale, due coppie di donne hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale dei propri figli, nati grazie alla procreazione medicalmente assistita (PMA) effettuata all’estero. Si tratta dei primi casi nel Comune dopo la storica sentenza n. 68 del 22 maggio 2025 della Corte Costituzionale, che ha aperto alla possibilità di riconoscere anche in Italia i figli nati da coppie dello stesso sesso, superando il precedente obbligo di adozione in casi particolari. 

Eppure, il provvedimento adottato dal Comune, ha scatenato le posizioni nette della destra e della Chiesa, con le dichiarazioni del senatore Gianni Berrino (FdI), del suo partito e del vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta.

Sanremo riconosce i figli di due coppie di mamme
Sanremo riconosce i figli di due coppie di mamme

Sanremo riconosce i figli di due coppie di mamme: giornata storica

Le protagoniste di questo importante passaggio sono due coppie di donne residenti a Sanremo. Jessica Blengino e Valentina Parigino, rispettivamente di 35 e 36 anni, sono sposate da tre anni e hanno avuto il piccolo Etan, oggi di cinque anni, grazie a un percorso di PMA a Barcellona, affrontato nel pieno della pandemia.

“Noi abbiamo avuto il nostro figlio in pieno Covid, andando a Barcellona con grande entusiasmo. Le nostre famiglie sono state di grande supporto e oggi siamo veramente felici”, hanno commentato le due mamme, come riferisce SanremoNews. E aggiungono: “Purtroppo abbiamo riscontrato tanti pregiudizi e in ogni forma, ma c’è anche grande soddisfazione per il risultato raggiunto. Noi siamo molto tranquille sul futuro di Etan e siamo certe di riuscire a dargli l’amore che gli serve. Ovviamente gli spiegheremo la situazione”.

La seconda coppia, formata da Chiara Di Pietrantonio e Stefania Bollea, rispettivamente 33 e 41 anni, è sposata da sei anni e ha una figlia, Noemi, nata anche lei grazie alla PMA all’estero. La coppia, a differenza della precedente, fortunatamente non ha dovuto subire alcun tipo di discriminazione: “Per fortuna non abbiamo mai avuto problemi e siamo sempre state trattate come una coppia normale. Poi la bambina ha ulteriormente migliorato la situazione. Siamo state fortunate. Quella di oggi è una bella vittoria”.

Il vicesindaco Fellegara: “Pieno riconoscimento dei diritti”

A sottolineare l’importanza di questo momento è anche il vicesindaco di Sanremo, Fulvio Fellegara, che definisce la data di ieri una “giornata storica” per la città di Sanremo: “Il riconoscimento di figli nati da coppie di donne, recependo la sentenza della Corte Costituzionale, rappresenta un passo in avanti a livello sociale. L’attestazione di maternità permette infatti di sorpassare lo strumento dell’adozione speciale, utilizzato in precedenza, garantendo ai minori i pieni diritti previsti per i figli legittimi”

Fellegara ha inoltre incoraggiato le altre coppie omogenitoriali che si trovano nella stessa situazione a rivolgersi agli uffici comunali. Quanto accaduto, è infatti “Una risposta concreta a tante coppie che, nell’interesse esclusivo dei propri figli, possano avere questo desiderio. Altre coppie che avessero la medesima esigenza possono rivolgersi ai nostri uffici”.

Con questo doppio riconoscimento, Sanremo si unisce alle città italiane che stanno dando concreta applicazione alla pronuncia della Corte Costituzionale, offrendo una tutela reale ai bambini nati all’interno di famiglie omogenitoriali. Una scelta di responsabilità istituzionale e un segnale potente verso l’uguaglianza. Eppure le polemiche non mancano. 

Berrino contro il riconoscimento dei figli di due madri a Sanremo

Gianni Berrino, senatore FdI
Gianni Berrino, senatore FdI

Mentre molte altre città attendono direttive più chiare o scelgono il silenzio, Sanremo sceglie i diritti.  Tuttavia, a tentare di oscurare la giornata storica vissuta dalla città, dopo l’importante decisione del Comune di Sanremo di registrare ufficialmente due bambini nati da coppie di donne grazie alla procreazione medicalmente assistita (PMA), arriva il duro commento del senatore di Fratelli d’Italia, Gianni Berrino, che definisce la vicenda “un altro episodio che si aggiunge a quelli che non hanno fatto altro che aumentare la confusione su un tema estremamente complesso, che incentiva il business della procreazione artificiale”.

Berrino critica apertamente la scelta del Comune e, più in generale, l’apertura stabilita dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 68/2025, che ha permesso il riconoscimento anagrafico dei figli di coppie dello stesso sesso, senza passare dall’adozione in casi particolari. “Continuiamo a pensare che l’apertura della Corte Costituzionale alla registrazione di due mamme alla nascita tramite PMA effettuata all’estero sia stata tutt’altro che positiva – sostiene il senatore FdI -, perchè annulla il valore del padre e priva i bambini del diritto di conoscere le proprie origini, di nascere e crescere con il proprio padre e la propria madre. Su questo tema l’unico focus dovrebbe essere l’interesse e i diritti dei bambini, non l’egoismo degli adulti di voler essere genitori a tutti i costi, anche contro la legge naturale”.

Arcigay Imperia: “Berrino non ha capito la sentenza. I bambini vanno tutelati”

La replica decisa di Marco Antei, presidente di M.I.A. Arcigay Imperia, alle parole di Berrino è giunta puntuale. “È una giornata storica per la città dei fiori che si conferma in prima linea per i diritti delle persone LGBT+”, ha esordito Antei, ” Purtroppo però il senatore Berrino ha dimostrato di non aver capito il senso reale della sentenza della Corte Costituzionale e la portata di quanto accaduto a Sanremo”.

Antei smonta le accuse di Berrino con un esempio concreto e spiazzante: “Immagini due donne che vivono insieme da vent’anni. Dieci anni fa, attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA), nasce una bambina che viene cresciuta con amore da entrambe. Ora supponiamo che la madre biologica venga a mancare. A chi affiderebbe questa bambina? Le opzioni sono: 1. Cerchiamo il donatore di sperma e la affidiamo a lui; 2. La affidiamo ai familiari della madre deceduta; 3. La mandiamo in un istituto religioso; 4. Oppure, semplicemente, la lasciamo dove si trova: con l’altra madre, quella che l’ha cresciuta da sempre con amore incondizionato”.

L’obiettivo, ribadisce Antei, è garantire continuità affettiva, sicurezza e stabilità emotiva ai minori. “Se davvero il “focus” deve essere il benessere dei bambini, come lei stesso afferma, la risposta appare evidente”, aggiunge.

Il presidente di Arcigay Imperia mette infine in discussione l’intero impianto ideologico alla base delle critiche: la procreazione assistita viene usata principalmente da coppie eterosessuali. Eppure, solo quando riguarda famiglie omogenitoriali diventa improvvisamente un ‘problema’. Perché questa doppia morale?

Vescovo Suetta attacca: “Legge contro natura, ma battesimi possibili”

Ad interviene con toni duri, anche il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta. In una dichiarazione pubblica ripresa ancora da SanremoNews, Suetta non usa mezzi termini e definisce la scelta amministrativa una “legge sbagliata e contro natura”, fondata su una “finzione” che, a suo dire, reca ingiustizia ai bambini coinvolti.

“È di tutta evidenza che un bambino viene generato da un uomo e da una donna, anche in questi casi. Questo è un dato incontrovertibile che fonda la legge naturale, da cui dipende il riconoscimento e la tutela del bene. Se si forzano questi principi, si crea una finzione, una situazione ingiusta”, ha dichiarato il presule, che ritiene di trovarci di fronte a una situazione ingiusta a carico del bambino, “che si ritrova oggetto di una manipolazione tecnica, biologica e giuridica in maniera inconsapevole e involontaria”. Il vescovo ha inoltre ribadito la presunta ingiustizia ed errore di una legge “che promuove capricci”

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Tuttavia, nonostante la posizione rigida sul piano etico e dottrinale, il vescovo non chiude alla possibilità del battesimo per i figli nati da coppie omogenitoriali. Suetta chiarisce che la porta della Chiesa resta aperta, purché ci siano condizioni spirituali adeguate: “In qualunque modo esso sia nato, il bambino è destinatario del dono della fede. Però, andando a battezzare un bimbo nato in queste situazioni, bisogna garantire un autentico percorso di fede. Ci vogliono persone idonee. Il battesimo, infatti, viene dato agli adulti in base alla loro scelta personale. Il bambino, finché piccolo, non può attuare questa scelta: essendo il battesimo un dono, va dato solo se si garantisce una vita di fede attorno a lui”.

Progetto Comune e Generazione Sanremo contro le parole di Berrino

Il gruppo consiliare Progetto Comune, di contro, ha espresso grande soddisfazione per questa tappa fondamentale nei diritti civili, definendola un passo storico per le famiglie arcobaleno e, soprattutto, per la tutela dei minori: “Una tappa storica per i diritti civili nella nostra città, che rende finalmente giustizia non solo alle famiglie coinvolte ma, soprattutto, ai bambini, ai quali viene garantito quel pieno riconoscimento giuridico che assicura tutela, stabilità e dignità”.

Le parole del Senatore Berrino però, hanno comprensibilmente suscitato la reazione di PC, che ha reagito con “stupore e amarezza”, dal momento che “non solo parla di ‘egoismo’ delle madri, ma si permette persino di criticare apertamente una sentenza della Corte Costituzionale, che ha fatto chiarezza in materia di diritto e di principi costituzionali”.

“Le parole del Senatore Berrino – prosegue – dimostrano ancora una volta quanto certa politica sia scollegata dalla realtà e dalla vita delle persone. Parlare di ‘business’ e accusare le madri di egoismo significa offendere non solo queste famiglie, ma anche i bambini che oggi finalmente hanno la piena tutela che meritano. In uno Stato di diritto, ci si attiene alle leggi e alle sentenze della Corte Costituzionale”.

Le dichiarazioni del senatore Gianni Berrino hanno provocato anche la reazione del gruppo consiliare di maggioranza Generazione Sanremo, che si è espresso attraverso una nota firmata dal consigliere comunale Vittorio Toesca e dalla presidente dell’associazione Noemi Angelini, ripresa da Riviera24.it.

Parlando della posizione del senatore FdI, l’hanno definita “tanto scomposta quanto intempestiva, che arriva proprio nel giorno in cui, a Sanremo, un bimbo e una bimba vedono finalmente riconosciuto un diritto fondamentale: essere figli di entrambe le madri anche agli occhi dello Stato italiano. Nessuna parte offesa: il donatore ha scelto con consapevolezza e rispetto di non essere padre, ma un alleato di due madri che desiderano crescere un figlio insieme, quindi un gesto di generosità, non una rinuncia”.

Ricordando quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 68 del 2025, Generazione Sanremo ha proseguito: “Le parole del senatore Berrino, che ha giurato sulla Costituzione, sembrano porsi oggi in palese contrasto con quanto sancito dalla Corte stessa. Una contraddizione che non può sfuggire a chi ha responsabilità istituzionali”. Ed ha concluso: “La città di Sanremo, con questo piccolo ma significativo passo, dimostra che il diritto può e deve essere uno strumento di giustizia e di uguaglianza, anche e soprattutto per i più piccoli. Ci auguriamo che il dibattito politico possa tornare a confrontarsi con il principio di realtà, e che nessun bambino debba più sentirsi figlio “a metà” per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’amore o con il buon senso”.

L’intervento di Fratelli d’Italia

Neanche a dirlo, però, dopo le dure critiche arrivate dal gruppo consiliare Generazione Sanremo in merito alle dichiarazioni del senatore Gianni Berrino sul riconoscimento dei figli di coppie di donne a Sanremo, arriva la replica di Fratelli d’Italia. In una nota, il gruppo consiliare del partito di governo difende la posizione del senatore, accusando l’altra parte politica di voler screditare chi esprime opinioni non allineate.

“Il Senatore Berrino ha solo espresso la sua legittima posizione, tra l’altro già esternata sia in occasione di altri riconoscimenti sia nella discussione in Senato sulla GPA”, sostiene FdI, “Una posizione che si concentra sulla non condivisione dell’apertura da parte della Corte Costituzionale verso il riconoscimento di un bimbo da parte di due madri, ed il motivo è molto semplice: un bambino nasce da un padre e una madre, e non consentire a quel bimbo di conoscere le proprie origini, non può essere una cosa giusta. Affermare questo può trovare o meno condivisione, ma va rispettato”.

Il PD a sostegno delle famiglie arcobaleno

Famiglie arcobaleno

Nonostante le posizioni contrarie, maggiore respiro arriva dalla politica locale che si schiera con le famiglie arcobaleno. A prendere posizione in modo chiaro è la segretaria provinciale del Partito Democratico, Rosanna Brun, che ha elogiato l’azione del Comune e rilanciato il tema dei diritti LGBTQ+ e della tutela dei minori. 

“La società in cui viviamo è molto spesso più avanti di alcuni governanti e legislatori, impegnati a negare diritti che non intaccano in alcun modo libertà né opinioni altrui. Le nuove famiglie, esistenti fino ad oggi nella forma ‘di fatto’ perché finalmente molto più libere da pregiudizi, sono una realtà che attende da tempo provvedimenti di regolarizzazione.  La registrazione ufficiale dei minori e delle loro mamme consente di far coincidere i sentimenti delle persone con i riconoscimenti giuridici, attribuisce e parifica diritti/doveri genitoriali e introduce piena tutela a beneficio dei minori, favorendo condizioni di eguaglianza e inclusione. Non esistono sentimenti di egoismo nel voler essere genitori ad ogni costo, esistono sentimenti. Perché ovunque c’è amore c’è famiglia”, ha commentato Brun. 

Sulla stessa linea, anche la segretaria del PD di Sanremo, Francesca Antonelli, che ha fortemente criticato le parole del senatore di Fratelli d’Italia: “Le dichiarazioni del senatore Berrino sono inaccettabili. Offendono non solo le famiglie arcobaleno, ma anche l’intelligenza e la sensibilità di chi crede in un paese giusto e moderno. Parlare di ‘egoismo’, ‘business’ e ‘contro la legge naturale’ significa ignorare la realtà”.

Antonelli richiama il punto centrale della questione: i minori già nati e cresciuti all’interno di famiglie LGBTQ+, che fino a oggi non hanno goduto di piena tutela giuridica. “Ci sono bambini che esistono, vivono tra noi, e hanno diritto ad avere entrambe le loro madri o entrambi i loro padri riconosciuti legalmente, come sancito dalla recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 68 del maggio 2025). È questo il punto. Tutto il resto è propaganda. Il Partito democratico di Sanremo sta dalla parte di questi bambini, delle loro famiglie e di chi ogni giorno chiede semplicemente uguaglianza dei diritti davanti alla legge”, ha proseguito, sottolineando l’importanza della scelta “di civiltà e di legalità” portata avanti dal Comune di Sanremo. 

“Non accettiamo lezioni da chi usa la parola ‘famiglia’ per escludere, per giudicare, per dividere. La vera famiglia è quella fondata sull’amore, sulla cura, sulla responsabilità. E non ha bisogno di autorizzazioni ideologiche. Noi continueremo a difendere ogni figlio, ogni genitore, ogni amore. Perché i diritti non sono un favore. Sono la base di una democrazia che rispetta tutte e tutti. Senatore Berrino… se ne faccia una ragione”, ha, infine, concluso il segretario Dem.

© Riproduzione riservata.

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panciera.primo 16.7.25 - 22:44

Le "convinzioni" delle destre sono solo pura ignoranza.