Insulti omofobi, slogan filofascisti e inviti espliciti alla violenza contro i gay imbrattano i muri degli Horti di Porta Paldi, area verde nel cuore di Cassino gestita dall’associazione EQO APS. L’amara scoperta nella mattinata del 25 marzo: ignoti, nella notte, hanno coperto con bombolette spray fluo bagni, casette e strutture del sito.
A firmare il raid una sigla dell’estrema destra, che le testate locali scelgono di non divulgare per non amplificarne la visibilità, accompagnata da simboli celtici e da scritte che inneggiano al Duce. Tra croci celtiche e altri riferimenti neofascisti, il messaggio chiaro, ripetuto due volte:
“Spara al FR**IO“
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Le scritte hanno colpito non solo le strutture dell’associazione, ma anche edifici privati limitrofi, estendendo l’offesa all’intero quartiere. Un atto che assume un peso particolare considerando la natura del luogo: gli Horti sono da anni un presidio culturale attivo, laboratorio di pace e inclusione, spazio di memoria storica. Proprio a Cassino, città martire della Seconda guerra mondiale, simbolo internazionale della devastazione bellica, inneggiare al fascismo e alla violenza contro le minoranze acquista una valenza ulteriore.
La battaglia di Cassino
Cassino è il luogo della battaglia più lunga e sanguinosa combattuta in Italia nel 1944: per quasi cinque mesi le forze alleate si scontrarono con la linea Gustav, la principale linea difensiva dell’occupazione nazista tedesca. La città fu rasa al suolo, l’abbazia di Montecassino distrutta dai bombardamenti. La liberazione arrivò il 18 maggio con i soldati polacchi. Oggi Cassino ospita sacrari militari di più nazioni: una città che ha fatto della memoria bellica un elemento identitario fondante.
Il 25 Aprile è ancora più importante
L’associazione EQO ha respinto ogni intimidazione, ribadendo la vocazione pacifica del sito imbrattato dai neofascisti e annunciando che quanto accaduto non farà che rafforzare il lavoro sul territorio. Il 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo, il luogo tornerà a farsi simbolo di resistenza: EQO ha già convocato la comunità per una giornata pubblica nel nome della pace e dell’inclusione. Nel frattempo, il programma educativo prosegue: entro pochi giorni sono attesi oltre cento alunni delle scuole elementari cittadine. Il sindaco Enzo Salera (del PD, riconfermato nel 2024 dopo il primo mandato) ha definito il gesto vile e inaccettabile, esprimendo piena solidarietà a EQO.
Le telecamere, le indagini e le possibili incriminazioni
Sul piano penale, i responsabili rischiano accuse multiple: dal danneggiamento a beni storici, reato che prevede fino a tre anni di reclusione, all’imbrattamento di proprietà pubbliche e private, fino all’istigazione all’odio e alla violenza per motivi discriminatori, aggravata dalla propaganda di ideologie riconducibili al fascismo. Le telecamere di sorveglianza dell’area, collegate alla polizia municipale, hanno già fornito elementi decisivi. Il commissariato di polizia ha avviato le indagini nell’immediatezza: l’obiettivo è dare un nome e un volto ai responsabili in tempi rapidi. Le scritte saranno rimosse nelle prossime ore.
Lo scorso 11 marzo a Roseto degli Abruzzi la procura ha smantellato una cellula neofascista.
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