Livorno, vandalizzato il “Queer Wall”: murale LGBTQIA+ coperto da vernice bianca. Il sindaco: “Il fascismo non è un’epoca chiusa”

Nuovo attacco a Livorno contro il “Queer Wall”: il murale LGBTQIA+ danneggiato con vernice bianca. Indagini in corso e reazioni di istituzioni e associazioni.

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A Livorno nuovamente vandalizzato il Queer Wall, simbolo LGBTQIA+
A Livorno nuovamente vandalizzato il Queer Wall, simbolo LGBTQIA+
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Un gesto mirato, che colpisce non solo un’opera d’arte ma un simbolo di memoria, diritti e visibilità. A Livorno, nel parco Odeon, il murale “Queer Wall” è stato vandalizzato nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2026: una patina di vernice bianca ha tentato di cancellare i volti e la storia della comunità LGBTQIA+, senza però riuscire a coprirli del tutto.

L’opera resta visibile, seppur danneggiata, e proprio questa resistenza visiva diventa oggi parte del suo significato politico. Il gesto ha suscitato una forte reazione istituzionale e civile, con una mobilitazione immediata di amministrazione comunale, associazioni e cittadinanza.

Livorno, vandalizzato il “Queer Wall”: murale LGBTQIA+ coperto da vernice bianca. Il sindaco: “Il fascismo non è un’epoca chiusa” - queer wall - Gay.it

Il Queer Wall di Livorno: un murale simbolo dei diritti

Realizzato nel 2023 grazie alla collaborazione tra Arcigay Livorno, Toscana Pride e diverse realtà artistiche e culturali del territorio, il “Queer Wall” è molto più di un murale. È uno spazio pubblico di memoria e riconoscimento, pensato per celebrare figure fondamentali della cultura e della storia queer.

Sulla parete compaiono volti iconici come Pier Paolo Pasolini, Virginia Woolf, Keith Haring, Oscar Wilde, Mario Mieli e Raffaella Carrà, insieme ad altri protagonisti e protagoniste che hanno contribuito a ridefinire immaginari, diritti e libertà.

Un’opera “partecipata”, come ha ricordato l’artista Giulia Oblo, nata anche attraverso il confronto con la cittadinanza e pensata per essere accessibile a tutte e tutti, in uno spazio frequentato anche da bambinə.

Il vandalismo: vernice bianca e targa rimossa

L’azione vandalica non si è limitata a imbrattare il murale. I responsabili hanno infatti anche rimosso la targa esplicativa dell’opera, elemento fondamentale per comprenderne il significato e il contesto.

Un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un gesto non casuale ma intenzionale, volto a colpire il valore simbolico del “Queer Wall”. Come sottolineato dal sindaco Luca Salvetti, non si tratta di un atto isolato.

“Non siamo di fronte al gesto di uno scemotto che fa un atto vandalico qualunque – ha dichiarato – c’è qualcosa di più profondo e di più preoccupante, e lo dico con sgomento. Qui si vuole cancellare il valore e l’importanza di alcuni diritti e questo è estremamente più grave rispetto a qualunque altro tipo di attacco vandalico”.

Il sindaco Salvetti: “Il fascismo non è un’epoca chiusa”

Durante il sopralluogo al parco Odeon, il sindaco ha ribadito con forza la lettura politica dell’accaduto, collegandolo a un clima più ampio di tensione.

“Mi viene da dire che c’è un fil rouge che preoccupa tutti noi profondamente – ha spiegato -. Fa piacere vedere la grande partecipazione di stamattina, mi viene da ricordare le parole che ho detto a più riprese ultimamente, ovvero che il fascismo non è un’epoca storica che si è conclusa ottant’anni fa, il fascismo è un atteggiamento mentale anche dei giorni nostri e se guardo tutto quello che c’è ora alle mie spalle questo ne è la rappresentazione primaria”.

Parole che inseriscono l’episodio in un contesto più ampio, fatto di attacchi ripetuti a sedi associative e spazi di attivismo sul territorio.

La Regione Toscana: “Volontà di cancellare, fatto inquietante”

Sulla stessa linea la vicepresidente della Regione Toscana, Bintou Mia Diop, presente insieme alla giunta comunale e a numerose realtà associative.

“Livorno è sempre stata la città dei diritti, della convivenza, questo fatto che si ripete deve farci interrogare, tutte e tutti – ha dichiarato -. Questo è il terzo attacco alla comunità Lgbtqia+ e il secondo a questo murale, e questa volta ancora più inquietante perché c’è proprio la volontà di cancellare”.

E ancora: “Io oggi sono qui anche da livornese, e vedere questo murale così imbrattato è un colpo al cuore, è stato terribile”.

Un richiamo diretto alla responsabilità collettiva e alla necessità di difendere gli spazi pubblici come luoghi di democrazia.

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Anche Andrea Raspanti ha invitato a non sottovalutare il significato del gesto: “È curiosa questa scelta di tentare di cancellare. Dico ‘tentare’ perché alla fine è stato solo velato, continuiamo a vederlo e torneremo a farlo brillare”.

Arcigay: “Non basta della vernice per cancellarci”

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Tra le prime realtà a intervenire anche Arcigay, presente sul posto insieme ad Agedo, CGIL e altre associazioni.

Francesca Caputo ha denunciato un clima sempre più ostile: “Molte persone sempre più si sentono autorizzate a cercare di cancellarci ma i nostri corpi e le nostre vite, non sono opinioni ma sono dati di fatto e non basta della vernice per toglierci da questo pianeta”.

Un messaggio che lega direttamente l’episodio alla dimensione più ampia delle lotte per i diritti e alla necessità di continuare a rivendicare visibilità e presenza.

 

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L’arte come spazio politico: “Non si possono cancellare i diritti”

L’assessora alla Cultura Angela Rafanelli ha sottolineato il valore culturale e politico dell’opera:

“Il fine ultimo della cultura e dell’arte è quello di contribuire a creare l’immaginario di una comunità. Quando ci è arrivata la foto è apparsa chiara la volontà del gesto, di cancellare una storia, di cancellare un presente, un futuro che si sta sempre più consolidando”.

E ha aggiunto: “Si possono cancellare i muri ma non si possono cancellare i diritti”.

Una dichiarazione che sintetizza il senso della risposta istituzionale: il murale verrà ripristinato “quanto prima”, con l’obiettivo di restituirlo alla città nella sua interezza.

Già vandalizzato nel 2023, pochi giorni dopo l’inaugurazione

Il precedente atto vandalico
Il precedente atto vandalico

Non è la prima volta che il “Queer Wall” finisce nel mirino. Nel luglio 2023, a pochi giorni dall’inaugurazione, il murale era stato deturpato con scritte omolesbobitransfobiche. Un episodio subito condannato dal sindaco Luca Salvetti, che parlò di “una mano squallida” espressione di “intolleranza e ignoranza”, ribadendo la volontà della città di non piegarsi a simili attacchi.

Solidarietà arrivò anche dalla CGIL, che definì il gesto “vigliacco” e invitò a non sottovalutare il clima crescente di ostilità nei confronti della comunità LGBTQIA+. Anche allora fu annunciato il ripristino dell’opera, a conferma del valore simbolico e politico che il murale rappresenta per Livorno.

Il futuro del Queer Wall

L’amministrazione comunale, come si legge sul sito ufficiale del Comune di Livorno, ha già avviato un confronto con artisti e associazioni per definire le modalità di restauro. Non è escluso che si possa andare oltre una semplice ricostruzione.

L’artista Giulia Oblo ha aperto a nuove possibilità: “Forse sarebbe interessante lavorare ad un nuovo progetto partecipato con percorsi ludici anche per i bambini per far conoscere anche i personaggi”.

Un’idea che trasformerebbe l’attacco subito in un’occasione di rilancio, rafforzando ancora di più il legame tra arte, educazione e cittadinanza.

Nonostante il tentativo di cancellazione, il “Queer Wall” resta visibile. E proprio questa visibilità parziale diventa oggi un simbolo di ulteriore resistenza: la dimostrazione che i diritti, come l’arte, non si cancellano con una mano di vernice.

In attesa che le indagini individuino i responsabili – le telecamere di sorveglianza sono al vaglio delle autorità – Livorno si prepara a restituire alla comunità uno dei suoi simboli più forti. Non solo com’era, ma, forse, ancora più visibile.

© Riproduzione riservata.

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