Il desiderio sessuale, oggi, è davvero in crisi? Sembrerebbe proprio di sì, almeno per una larga parte della popolazione. Tra chi si dichiara disinteressato al sesso e chi non lo pratica da mesi, il declino dell’erotismo colpisce soprattutto uomini e donne eterosessuali. Eppure, c’è un’intera parte della società che si muove in direzione opposta: gay e lesbiche non solo fanno più sesso, ma sembrano viverlo con maggiore consapevolezza, piacere e libertà. Mentre il sesso si svuota sempre più di significato, trasformandosi in mera prestazione, la comunità queer continua a coltivarlo come linguaggio del corpo, forma di connessione e atto di autodeterminazione.

Sesso e desiderio: differenza tra etero e comunità LGBT+
Sesso e desiderio: differenza tra etero e comunità LGBT+

Il sesso etero è in caduta libera: le ricerche

Numerosi studi internazionali pubblicati tra il 2023 e il 2024 e riportati in auge da Specchio de La Stampa, confermano il declino della sessualità soprattutto tra gli eterosessuali. Negli Stati Uniti, una ricerca dell’Università del Michigan pubblicata su JAMA rileva che il 51% degli uomini tra i 18 e i 24 anni non ha avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno. Le donne si fermano al 32%.

In Italia la situazione non è migliore: secondo il Rapporto Censis-Bayer, solo gli adulti tra i 35 e i 44 anni sembrano mantenere una vita sessuale attiva, con rapporti una o due volte a settimana. Il resto della popolazione vive una vera e propria stasi: il 20% degli italiani tra i 25 e i 40 anni non fa sesso da oltre sei mesi, e il dato è in costante aumento dal 2016. La Durex Global Sex Survey 2023 aggiunge che il 22% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, soprattutto in città, dichiara di non essere interessato alla sessualità.

Una condizione definita “recessione emozionale” da alcuni esperti, alimentata da stanchezza culturale, solitudine urbana e un mercato del desiderio sempre più algoritmico e competitivo.

Il piacere queer: più sesso (e più orgasmi) tra gay e lesbiche

Sesso gay lesbiche

Eppure, la narrazione cambia quando si guarda alla comunità LGBTQIA+. Almeno in Francia, il Baromètre Santé mostra che il 68% degli uomini gay tra i 20 e i 35 anni ha rapporti sessuali almeno una volta a settimana, contro il 42% degli uomini etero.

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Ancora più sorprendenti i dati sulle donne lesbiche: secondo il Kinsey Institute, l’86% dei loro rapporti culmina in un orgasmo. Gli uomini etero si fermano al 65%, le loro partner etero addirittura al 39%. Questi numeri indicano chiaramente che, nel mondo queer, il desiderio non è affatto finito, anzi, trova nuove forme di espressione, libertà e soddisfazione.

Sessualità queer come resistenza e linguaggio

Sessualità queer

Mentre il sesso è diventato sempre più una performance, filtrata da app, sexting e pornografia automatizzata, le relazioni queer resistono come spazi di disobbedienza e reinvenzione. Il desiderio non viene dato per scontato, ma riletto e ricostruito: fuori dagli schemi, fuori dalle aspettative, fuori dal mercato.

Se negli anni Settanta il sesso era un atto rivoluzionario, oggi il mondo LGBTQIA+ ne conserva lo spirito originario, facendo del corpo e dell’intimità un atto politico, simbolico e affettivo.

E se l’apatia fosse una scelta?

Sesso apatia

Accanto alla vitalità queer, cresce anche un’altra forma di libertà: quella dell’apatia sessuale consapevole. Sempre più persone si riconoscono come asessuali (sebbene il discorso sia più ampio) o disinteressate al sesso, non per patologie ma per scelta e/o orientamento sessuale. Quando anche il letto diventa un banco di prova del valore individuale, dire “no” può essere, dunque, una forma di libertà.

Per alcune persone è una nuova forma di empowerment: niente performance, niente aspettative, solo la possibilità di godere del silenzio, della solitudine, del proprio tempo. Una domenica senza contatto, richieste o sguardi può essere, finalmente, un momento di libertà.

Stando a questi dati, dunque, il sesso queer non è morto, si sta evolvendo. Se davvero viviamo in un’epoca post-sessuale, la comunità LGBTQIA+ dimostra che non tutto è perduto. Il sesso queer non solo esiste: respira, cambia, si adatta. È ancora capace di connettere corpi e menti.

Mentre l’eterosfera arranca tra disillusione e fatica, la sessualità queer continua a reinventarsi. E forse, proprio in questo, c’è la possibilità di ripensare il desiderio per tuttə.

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