Perché tutti parlano di Solange Fugger di Minerva Salute: Selvaggia Lucarelli interviene dopo il video sui gettonisti

Il video di Minerva Salute sui medici gettonisti scatena critiche tra colleghi e utenti: ecco cosa ha detto Solange Fugger e perché il caso sta facendo discutere.

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Solange Fugger di Minerva Salute: il video sui medici gettonisti e la reazione di Selvaggia Lucarelli
Solange Fugger di Minerva Salute: il video sui medici gettonisti e la reazione di Selvaggia Lucarelli
4 min. di lettura

Minerva Salute, nome social di Solange Fugger, è uno dei volti più riconoscibili della divulgazione medica online. Classe 1989, lavora nell’ambito dell’emergenza come responsabile di DEA di I livello all’Aurelia Hospital.

Sui social conta numeri importanti e negli ultimi anni ha costruito una presenza forte, tra contenuti informativi, racconti dal pronto soccorso e momenti più leggeri.

Negli ultimi giorni, però, il suo nome è finito al centro di una polemica nata da un video dedicato ai medici che lavorano in libera professione, i cosiddetti gettonisti. Un contenuto che ha raccolto critiche non solo dagli utenti, ma anche da altri medici attivi online.

Solange Fugger

Solange Fugger di Minerva Salute: il video sui medici gettonisti e le frasi contestate

Il punto di partenza è un video in cui Fugger parla dell’organizzazione dei turni e della disponibilità richiesta ai medici a partita IVA. I gettonisti, spesso fondamentali nei reparti di emergenza, lavorano senza uno stipendio fisso e vengono pagati a turno, garantendo copertura dove il personale manca.

Nel video, la dottoressa ha sottolineato quello che per lei dovrebbe essere un maggiore senso di responsabilità, spiegando:

“Se hai un contratto con un ospedale hai diritto a ferie, malattia e 104. Se sei un libero professionista la malattia e le ferie non esistono”.

Il passaggio più discusso riguarda però la gestione degli imprevisti nei turni:

“Io ho compilato i turni in base alle disponibilità di ogni medico. Esce fuori che un medico che lavora con me ha un imprevisto, ha l’influenza e non si sente di venire a lavorare.

Se sono un libero professionista questa cosa non esiste: devi cercare tu il cambio. Ovviamente rispettando i limiti: se viene ricoverato nessuno gli dice che deve venire a fare il turno. Altrimenti ti prendi una bella Tachipirina e vieni al lavoro”.

Parole che molti hanno letto come una sottovalutazione delle condizioni di chi lavora senza le tutele di un contratto strutturato.

Solange Fugger, la primaria più giovane d’Italia
Solange Fugger, la primaria più giovane d’Italia

La replica e la reazione della comunità medica online

Dopo le prime critiche, Fugger è tornata sull’argomento con un secondo video, cercando di chiarire il senso del suo discorso senza modificare la posizione di partenza.

Il confronto si è spostato rapidamente su TikTok, dentro quella comunità sempre più ampia di medici che producono contenuti online.

La discussione ha messo in luce una tensione reale. Da una parte il tema della responsabilità nei reparti d’urgenza, dove ogni assenza pesa. Dall’altra le condizioni di lavoro dei liberi professionisti, che spesso si muovono senza coperture adeguate e con meno garanzie rispetto ai colleghi dipendenti.

Il punto critico riguarda proprio questo equilibrio. Pretendere disponibilità totale da chi non ha le stesse tutele solleva più di una perplessità, soprattutto in un contesto già fragile come quello della sanità pubblica.

 

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Il confine tra divulgazione e contenuto social

Il caso ha riaperto anche una riflessione più ampia sul modo in cui la medicina viene raccontata sui social. Minerva Salute è tra i profili più seguiti in Italia, con centinaia di migliaia di follower tra TikTok e Instagram e un premio come Education Creator dell’anno ai TikTok Awards 2025.

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Nel suo profilo convivono divulgazione, esperienze personali e contenuti più leggeri, spesso costruiti con i linguaggi tipici delle piattaforme. Una formula che funziona in termini di visibilità, ma che espone anche a critiche quando si affrontano temi complessi con tempi e modalità pensati per l’intrattenimento.

Solange Fugger
Solange Fugger

L’intervento di Selvaggia Lucarelli

A intervenire sulla vicenda è stata anche Selvaggia Lucarelli, che nella sua newsletter “Vale tutto” ha ricostruito il percorso social della dottoressa.

Secondo Lucarelli, il progetto iniziale nasceva con un obiettivo chiaro: “un’idea nobile”, quella di raccontare il pronto soccorso con un linguaggio accessibile e restituire dignità a una professione spesso messa sotto pressione.

Con il tempo, però, qualcosa sarebbe cambiato:

“Poi, come quasi sempre accade, si è piegata alle logiche dell’algoritmo: il personaggio ha preso il sopravvento sul contenuto, sono arrivati i balletti e i post autocelebrativi, una segnalazione all’Ordine dei Medici contro un collega colpevole di averla criticata, e il titolo mai smentito di “primaria più giovane d’Italia” (che primaria non è)”.

 

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Un’analisi che collega la crescita sui social a un cambio di tono e di priorità.

Le critiche di Grazia Sambruna

Anche Grazia Sambruna ha commentato il caso sulle pagine di MowMag, soffermandosi sulla gestione delle critiche.

Nel suo intervento ha scritto:

“La nostra Minerva, 16.8 milioni di mi piace su TikTok non sa proprio come affrontare le critiche, essendo abituata oramai da anni al consenso assoluto del proprio impero social”.

Poi ha aggiunto:

“Invece di aggiustare il tiro, per carità una stupidaggine capita a tutti, specie quando sui social si parla ogni giorno di fronte a tanto vasta platea, rincara la dose. E, come un’influencer qualsiasi, s’arma dello scudo che qualunque webstar indossa quando viene ‘attaccata’: l’invidia degli altri che vorrebbero tanto arrivare al suo livello di engangement, ma non ce la fanno e allora parlano male di lei. Brutti gettonisti rancorosi, cattivi!”.

Un commento netto, che fotografa il passaggio da figura divulgativa a creator esposta alle dinamiche tipiche dei social.

 

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Un caso che va oltre il singolo video

Quello che è successo intorno a Minerva Salute non riguarda solo una frase o un contenuto. Tocca un nodo più ampio, che riguarda il lavoro medico, le condizioni contrattuali e il modo in cui questi temi vengono raccontati online.

Il confronto resta aperto. Dentro ci sono professionisti, utenti e colleghi che leggono lo stesso problema da prospettive diverse. E in mezzo c’è un sistema sanitario che fatica a reggere, anche grazie al lavoro di chi, spesso, si muove senza le stesse tutele degli altri.

© Riproduzione riservata.

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