Gli studenti trans hanno 5 volte più probabilità di subire bullismo rispetto ai coetanei cisgender. L’ultimo studio

Risultati "incredibilmente preoccupanti e completamente inaccettabili".

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Ha preso forma ieri la Trans Awareness Week, che si concluderà il 20 novembre con il Transgender Day of Remembrance (qui tutti gli appuntamenti italiani), con l’ente benefico LGBTQ+ Just Like Us che ha svelato i risultati di un nuovo studio relativo agli adolescenti trans.

Il nuovo studio sul bullismo transfobico

Circa 3.000 studenti del Regno Unito hanno risposto allo studio, che ha rivelato come in media uno studente transgender su 10 di età compresa tra gli 11 e i 18 anni abbia quotidianamente subito qualche forma di bullismo, rispetto al due percento dei coetanei cisgender.

Sebrina, donna trans e ambasciatrice di Just Like Us, ha ricordato a PinkNews come la maggior parte del bullismo da lei subito si sia verificato durnte scuola secondaria, in un periodo in cui espressioni come “gay” venivano usate spesso e in senso dispregiativo. “Ero una bambina timida e sbarazzina, quindi un bersaglio facile per i ragazzi della mia classe“, ha confessato. “Sapevo già di essere LGBT+, ma l’incessante bullismo mi ha impedito di esplorare e comprendere il mio orientamento sessuale o identità di genere. Il messaggio costante [che] ‘gay non va bene’ mi ha fatto isolare e reprimere i miei sentimenti. Non volevo identificarmi con la comunità LGBT+ perché pensavo che la vita sarebbe diventata più dura se l’avessi fatto“.

Secondo la ricerca di Just Like Us il 54 percento degli studenti trans ha affermato di aver subito bullismo di qualche tipo nell’ultimo anno, molto probabilmente a causa della propria identità di genere, rispetto al 21 percento dei coetanei cisgender. Oltre il doppio.

Sebrina ha rivelato di non essere riuscita ad esplorare appieno la propria identità di genere fino ai 18 anni. “Credo che i bulli mi abbiano derubata dei preziosi anni in cui avrei potuto essere me stessa da adolescente, questo avrebbe potuto cambiare l’intera traiettoria della mia vita”. “Sono così contenta di aver fatto coming out a 18 anni, amo la mia vita oggi ma il bullismo ha davvero influenzato la mia percezione di me stessa“.

Parla Laura Mackay, direttrice di Just Like Us

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La direttrice generale di Just Like Us, Laura Mackay, ha affermato che i risultati di questo rapporto sono “incredibilmente preoccupanti e completamente inaccettabili“, osservando come la maggior parte dei giovani non supporti le persone transgender.

“Quando i giovani sono in grado di comprendere ed empatizzare con le esperienze dei loro coetanei trans, questo attenua la paura dell’ignoto che è senza dubbio alimentata ulteriormente dalle narrazioni anti-trans nei media e nella politica”. “Quando i giovani sono dotati della conoscenza e della comprensione per trattare tutti con rispetto, si crea uno spazio più sicuro e inclusivo in cui tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro identità di genere, possono prosperare”.

Il 41% dei giovani LGBTQ+ pensa al suicidio

Numeri che ricalcano quanto scoperto nel 2023, con il 41% dei giovani LGBTQ+ d’America che ha confessato di aver preso seriamente in considerazione il suicidio nel corso dei 12 mesi, con il 66% che ha precisato come l’ondata di leggi omotransfobiche abbia influito negativamente sulla propria salute mentale. Dati emersi da un’indagine nazionale sulla salute mentale dei giovani LGBTQIA+ condotta da The Trevor Project, organizzazione che si occupa proprio degli adolescenti LGBTQ+. L’indagine ha coinvolto 28.524 giovani LGBTQ+ di età compresa tra 13 e 24 anni tra il 1° settembre e il 12 dicembre 2022. Tra gli intervistati che hanno rivelato di aver pensato al suicidio, coloro che si sono identificati come transgender, non binari e/o persone di colore hanno riportato tassi più elevati di ideazione suicidaria rispetto ai loro coetanei. Se il 41% dei giovani ha pensato al suicidio, con quasi la metà tra i 13 e i 17 anni, il 14% l’ha realmente tentato.

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