Lo scorso luglio l’ultradestra USA piangeva la morte di Edwin Feulner, diventato celebre in quanto co-fondatore dell’influente think tank di destra nazionalista cristiana The Heritage Foundation, ovvero color che hanno dato forma al tristemente famoso Project 2025 che da quasi un anno indica la via della discriminazione istituzionale al presidente Donald Trump. Ebbene nei giorni scorsi la Heritage Foundation ha ufficializzato Scott Yenor come nuovo direttore del B. Kenneth Simon Center for American Studies.
La sua nomina segue quella del presidente della fondazione, Kevin Roberts, che ha elogiato l’influencer neonazista Nick Fuentes presentandolo come un “amico”.
Chi è Scott Yenor?
Ma è la nomina di Scott Yenor che ha lasciato sgomenti. Yenor ha infatti proposto di re-criminalizzare la sodomia, di criminalizzare il sesso al di fuori del matrimonio e di abolire le tutele dei diritti civili per le donne. Più recentemente è stato uno degli oratori principali alla conferenza “Trad Dad” tenutasi presso la chiesa presbiteriana di Westminster a Battle Ground, Washington. Qui affermò che una società che sostiene il “matrimonio monogamo e procreativo” richiederebbe “un insieme di leggi e buone maniere che rafforzino l’avere figli e penalizzino chi non ne ha”.
“Il divorzio dovrebbe essere difficile da ottenere… La sodomia dovrebbe essere illegale… Si potrebbe rendere illegale l’adulterio; si potrebbe rendere illegale la fornicazione. Tutte queste ideologie rafforzano il matrimonio”. “I gay… l’ideologia femminista… le ideologie transgender, tutte queste ideologie… compromettono la formazione della famiglia”. “Queste ideologie possono crescere solo se la realtà è un po’ malata. Quindi, considero il femminismo una sorta di ideologia della decadenza”.
Parlando di altre eventuali “misure politiche” necessarie per una società pro-procreazione, Yenor ha aggiunto: “Vorrei porre fine al regime di discriminazione sessuale. La discriminazione sessuale non sarebbe più una questione civile. Le aziende non dovrebbero preoccuparsene, le scuole non dovrebbero preoccuparsene”. “In sostanza, credo che il Civil Rights Act istituzionalizzi la ‘battaglia dei sessi’ e ponga la legge dalla parte dell’indottrinamento femminista. Quindi l’unico modo per porre fine a questo impegno ideologico corrosivo del nostro regime è ridimensionare l’applicazione del Civil Rights Act alle aziende, alle scuole e a ogni altra istituzione del Paese”.
Lo scorso giugno Yenor, ospite del podcaster di destra Auron MacIntyre, ha aggiunto: “Ci sono sempre problemi con lo stile di vita gay. Hanno sempre problemi psicologici e fisici”.
Yenor ha contribuito a organizzare Action Idaho, nato come “tentativo di integrare l’estremismo nella politica dell’Idaho“, oltre ad aver avuto un ruolo centrale nella fondazione della Society for American Civic Renewal (SACR), organizzazione nazionalista cristiana riservata ai soli uomini. “È semplicemente vergognoso che Heritage, soprattutto alla luce dei recenti scandali per aver fornito copertura all’antisemitismo, assuma Yenor, che da tempo attacca le donne ed è stato indagato dal suo ex datore di lavoro per violazioni dei diritti civili”, ha sottolineato Heidi Beirich, responsabile della strategia e co-fondatrice del Global Project Against Hate and Extremism.
Il vicepresidente per la politica interna di Heritage, Roger Severino, ha dichiarato: “Heritage non discrimina, e non crede che i datori di lavoro debbano discriminare, in base al sesso in materia di impiego e retribuzione. Sosteniamo la famiglia americana nel diritto, nella politica e nella cultura”.
The Heritage Foundation e Project 2025
The Heritage Foundation, che negli ultimi 50 anni ha dato concreta forma all’ascesa del conservatorismo in America, si batte da tempo contro i diritti LGBTQ+, tra cui il divieto al matrimonio egualitario, il divieto del servizio militare per le persone LGBTQIA+, il divieto di adozione da parte di genitori omosessuali, il divieto all’assistenza di genere per i giovani transgender e i divieti draconiani sui contenuti LGBTQ+ nelle biblioteche, oltre alla promozione delle cosiddette “terapie di conversione”.
Heritage ha ideato il cosiddetto Project 2025, noto anche come Progetto di transizione presidenziale 2025, piano che includeva la nomina di funzionari pubblici ideologicamente allineati, la limitazione dell’accesso all’aborto, l’opposizione ai diritti LGBTQ+, la trasformazione delle agenzie federali per scopi politici e l’imposizione di rigide politiche sull’immigrazione. Seppur avesse precisato di non avere niente a che fare con il Project 2025, prendendone pubblicamente le distanze, appena rieletto presidente Donald Trump ne ha seguito le orme, cavalcando quel tipo di politiche discriminatorie, abbracciandone gli obiettivi come principio organizzativo per il suo secondo mandato.
The Heritage Fondaution ha sempre identificato Trump come un possibile partner per i propri obiettivi conservatori, fin dalla sua prima presidenza. Ecco perché la nomina di Scott Yenor, dall’alto dell’evidente influenza politica di The Heritage Foundation sul partito repubblicano, incute timore per il prossimo futuro della destra statunitense.
