È morto Edwin Feulner, fondatore della Heritage Foundation che ha alimentato l’odio omobitransfobico negli ultimi 50 anni d’America

È stato lui a creare il famigerato "Project 25", manifesto di 900 pagine che minaccia i diritti e le libertà della comunità LGBTQ+.

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Edwin Feulner è morto
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Edwin Feulner, diventato celebre in quanto co-fondatore dell’influente think tank di destra nazionalista cristiana The Heritage Foundation, è morto all’età di 83 anni.

Cosa è l’Heritage Foundation?

The Heritage Foundation, che ha dato concreta forma all’ascesa del conservatorismo in America, si batte da tempo contro i diritti LGBTQ+, tra cui il divieto al matrimonio egualitario, il divieto del servizio militare per le persone LGBTQIA+, il divieto di adozione da parte di genitori omosessuali, il divieto all’assistenza di genere per i giovani transgender e i divieti draconiani sui contenuti LGBTQ+ nelle biblioteche, oltre alla promozione delle cosiddette “terapie di conversione”.

Chi era Edwin J. Feulner?

È morto Edwin Feulner, fondatore della Heritage Foundation che ha alimentato l'odio omobitransfobico negli ultimi 50 anni d'America - Edwin Feulner foto - Gay.it
Edwin Feulner

Edwin J. Feulner nasce a Chicago, Illinois, il 12 agosto 1941, in una famiglia di ferventi cattolici. La sua carriera politica inizia nel 1967, all’età di 26 anni, come membro dello staff del deputato Melvin Laird, repubblicano dello stato del Wisconsin che in seguito divenne Segretario della Difesa sotto il presidente Nixon.

Feulner, insieme all’amico Paul Weyrich, fonda la Heritage Foundation nel 1973.  Con Feulner eletto presidente, tra fine anni ’70 e inizio anni ’80 il budget di Heritage schizzò a 2,5 milioni di dollari, mentre il numero di donatori cresce fino a circa 120.000. Sotto la sua guida Heritage, nata per contrastare l’abbraccio di Nixon al “consenso liberale”, arrivò ad avere 250 dipendenti con un reddito annuo di circa 80 milioni di dollari e circa 600.000 donatori, diventando uno dei più grandi think tank al mondo insieme a Heartland Institute ed MCC.

Nel 2007 GQ inserì Feulner tra le “50 persone più potenti di Washington D.C”. Nel 2007 e nel 2010 il Daily Telegraph lo ha nominato come “uno dei 100 conservatori più influenti d’America”. Nel 2009 Karl Rove, su Forbes, lo ha inserito al sesto posto nella classifica dei conservatori più potenti di Washington.

Incubo Project 25

È morto Edwin Feulner, fondatore della Heritage Foundation che ha alimentato l'odio omobitransfobico negli ultimi 50 anni d'America - Project 2025 - Gay.it

 

Heritage ha ideato il cosiddetto Project 2025, noto anche come Progetto di transizione presidenziale 2025, piano che includeva la nomina di funzionari pubblici ideologicamente allineati, la limitazione dell’accesso all’aborto, l’opposizione ai diritti LGBTQ+, la trasformazione delle agenzie federali per scopi politici e l’imposizione di rigide politiche sull’immigrazione. Seppur avesse precisato di non avere niente a che fare con il Project 2025, prendendone pubblicamente le distanze, appena rieletto presidente Donald Trump ne ha seguito le orme, cavalcando quel tipo di politiche discriminatorie, abbracciandone gli obiettivi come principio organizzativo per il suo secondo mandato.

Nel 1973 la Heritage Foundation prese forma grazie ad una donazione di 260.000 dollari da parte del magnate della birra Joseph Coors, conservatore di estrema destra e noto omofobo.  Il Presidente della Camera Newt Gingrich ha definito la Heritage Foundation come “il Partenone della metropoli conservatrice“. Feulner, che è stato presidente fondatore dell’organizzazione fino al 2013 e di nuovo brevemente nel 2018, descrisse gli obiettivi iniziali della Heritage Foundation come “libera impresa, governo limitato, libertà individuale, valori tradizionali e una forte difesa nazionale“. Il Project 2025 è solo l’ultima versione del “Mandato per la Leadership”, lista dei desideri ultra-conservatori per i nuovi presidenti che Heritage pubblicò nei primi anni ’80, quando Ronald Reagan arrivò alla Casa Bianca. Anche in quel caso le politiche repubblicane ne cavalcarono i dettami, trascinando l’ex divo di Hollywood ad un 2° mandato con una storica rielezione che lo vide vincere in 49 Stati. Ogni 4 anni quel “Mandato” viene riscritto per il leader repubblicano di turno.

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Edwin Feulner tra Ronald Reagan e Donald Trump

Heritage ha sempre identificato Trump come un possibile partner per i propri obiettivi conservatori, fin dalla sua prima presidenza.

All’apice dell’influenza della Heritage Foundation, nel 1984, Feulner dichiarò al New York Times: “Gli anni trascorsi nel deserto ci hanno dato il tempo di elaborare sfide all’ortodossia prevalente”. Feulner vide un “fermento intellettuale” in atto a sinistra: nuove idee, nuova energia istituzionale. “Ora siamo nel mainstream“, ammonì, “e ne soffriremo come i progressisti prima di noi“.

La Heritage Foundation ha così descritto Feulner, annunciandone il decesso:

“Ed Feulner era più di un leader: era un visionario, un costruttore e un patriota di altissimo livello. Il suo incrollabile amore per la patria e la sua determinazione a salvaguardare i principi che hanno reso l’America la nazione più libera e prospera della storia umana hanno plasmato ogni fibra del movimento conservatore, e continuano a farlo”.

Lascia sua moglie, due figli e i nipoti. Oltre alle macerie politiche e sociali dettate da mezzo secolo di omobitransfobia istituzionale.

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