Tony Wisniewski, il deputato repubblicano chiede alla Corte Suprema USA di abolire il matrimonio egualitario

"Un padre e una madre conferiscono forza, direzione e stabilità alla famiglia e quindi alla società". Mozione approvata.

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Lo scorso novembre la Corte Suprema USA a maggioranza repubblicana si è ufficialmente rifiutata di esaminare il ricorso presentato dall’ex cancelliera della contea del Kentucky Kim Davis, che ha chiesto di cancellare la storica sentenza Obergefell contro Hodges del 2015 che legalizzò il matrimonio egualitario in tutti gli Stati Uniti d’America.

I repubblicani USA di nuovo all’attacco delle nozze same-sex

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Ma le nozze same-sex sono costantemente sotto attacco, persino dinanzi ai sondaggi che vedono quasi il 70% degli americani favorevoli. Nella giornata di ieri Tony Wisniewski, 74enne deputato repubblicano dell’Idaho settentrionale, ha infatti presentato un memorandum congiunto per chiedere alla Corte Suprema degli Stati Uniti di annullare la sentenza  Obergefell contro Hodges. Parlando alla Commissione Affari di Stato della Camera, Wisniewski ha affermato che la sentenza della Corte Suprema minaccerebbe di destabilizzare la società ignorando quelli che lui chiama i “punti di forza” di un nucleo familiare eterosessuale.

“Il governo non ha creato le famiglie o il matrimonio, ma deve riconoscere che la famiglia è il pilastro fondamentale della società”. “Queste due nature complementari di un padre e di una madre conferiscono forza, direzione e stabilità alla famiglia e quindi alla società”.

Durante la riunione della commissione la deputata repubblicana Heather Scott ha presentato una mozione per introdurre il memorandum di Wisniewski, eliminando la frase che definisce il matrimonio tra un uomo e una donna come la “base della tradizione giuridica anglo-americana degli Stati Uniti per oltre 800 anni“. La modifica è arrivata dopo che la deputata Monica Church, democratica di Boise, ha espresso preoccupazione in riferimento al fatto che il sostegno alla “tradizione giuridica anglo-americana” includesse l’idea che il matrimonio fosse “fondamentalmente un legame tra una donna e un uomo perché la donna non ha diritti in quanto essere umano“.

La mozione emendata del repubblicano dell’Idaho è stata approvata in Commissione Affari di Stato della Camera, secondo quanto riportato dall’Idaho Capital Sun. Ora si terrà un’udienza pubblica completa che ne deciderà il destino. Ma è molto poco probabile ipotizzare che possa andare oltre un voto preliminare alla Camera, dopo che una proposta simile era stata approvata dalla Camera dell’Idaho all’inizio del 2025 con 46 voti favorevoli e 24 contrari, senza però riuscire a superare il Senato statale. Nel 2006 gli elettori dell’Idaho approvarono un emendamento alla Costituzione dello Stato per definire il matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Nel 2014 un giudice federale definì l’emendamento “incostituzionale”, legalizzando di fatto il matrimonio egualitario in Idaho un anno prima della sua legalizzazione a livello nazionale.

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La Corte Suprema si è già espressa, confermando (per ora?) la sentenza Obergefell contro Hodges

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Kim Davis

La Corte Suprema degli Stati Uniti si è inoltre appena espressa,  rifiutandosi di esaminare il ricorso presentato da Kim Davis, celebre ex impiegata della contea del Kentucky che nel 2015 sfidò l’ordinanza di un tribunale federale che imponeva il rilascio di licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso. Davis si rifiutò di farlo, diventando paladina degli ultra-conservatori d’America.  Finita  in carcere per 6 giorni dopo aver invocato “l’autorità di Dio” nel motivare il proprio rifiuto a rilasciare licenze matrimoniali nei confronti delle coppie gay, Davis ha sempre sostenuto che il proprio rifiuto alle licenze matrimoniali per coppie dello stesso sesso fosse protetto dalla libertà religiosa. Ma in tribunale ha puntualmente perso, perché come precisato dalla Corte d’Appello lei agì in qualità di funzionaria governativa, e non da privata cittadina.

A fine mandato presidenziale Joe Biden ha firmato il Respect for Marriage Act, ipotizzando un possibile intervento a gamba tesa della Corte Suprema USA a maggioranza conservatrice contro il matrimonio egualitario, legge che obbliga il riconoscimento federale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e interrazziali e impone agli Stati di riconoscere quelli celebrati in altri Stati d’America. Ma i repubblicani come Tony Wisniewski, guidati dal famigerato Project 2025, non mollano la presa.

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