Come scritto a fine agosto la Corte Suprema degli Stati Uniti è pronta a valutare se esaminare un ricorso che potrebbe rimettere il dubbio il matrimonio egualitario, legalizzato in tutti gli USA nel 2015 dalla storica sentenza Obergefell v. Hodges.
Matrimonio egualitario a rischio negli USA
La guerra all’uguaglianza matrimoniale è stata dichiarata ufficialmente da Kim Davis, celebre ex impiegata della contea del Kentucky che nel 2015 sfidò l’ordinanza di un tribunale federale che imponeva il rilascio di licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso. Davis si rifiutò di farlo, diventando paladina degli ultra-conservatori d’America. Non contenta, ha ora chiesto alla Corte Suprema di rimettere mano alla sentenza del 2015. Ebbene i 9 giudici della Corte a maggioranza conservatrice discuteranno privatamente la petizione firmata Davis il prossimo 7 novembre.
Secondo SCOTUSblog, se i giudici dovessero rifiutare di occuparsi del caso, la decisione potrebbe essere annunciata già il 10 novembre 2025, mettendo un punto definitivo all’intera questione. Ma se dovessero accettarlo, il caso potrebbe seriamente rimettere in discussione il matrimonio egualitario negli Stati Uniti dìAmerica. In quel caso le udienze potrebbero essere programmate per la primavera del 2026, con una possibile decisione entro giugno, Pride Month.

Kim Davis, che finì in carcere per 6 giorni dopo aver invocato “l’autorità di Dio” nel motivare il proprio rifiuto a rilasciare licenze matrimoniali nei confronti delle coppie gay, ha chiesto all’Alta Corte di annullare la sua condanna più volte confermata da più tribunali e di ribaltare la sentenza Obergefell contro Hodges. All’inizio di quest’anno, la Corte d’Appello degli Stati Uniti aveva respinto la richiesta di Davis, secondo cui il suo rifiuto alle licenze matrimoniali per coppie dello stesso sesso era protetto dalla libertà religiosa, stabilendo che aveva agito in qualità di funzionaria governativa, e non da privata cittadina. Una giuria aveva precedentemente assegnato 50.000 dollari ciascuno alla coppia, David Moore e David Ermold, a cui era stata negata la licenza, con Davis chiamata anche a pagare le ingenti spese legali. Se i giudici della Corte Suprema dovessero rifiutare di occuparsi del caso, le sentenze dei tribunali di grado inferiore nei confronti di Davis rimarrebbero valide.
Il precedente del diritto all’aborto
La comunità LGBTQIA+ d’America teme che possa ripetersi quanto accaduto nell’estate del 2022, quando i giudici della Corte Suprema USA stralciarono la sentenza Roe v. Wade, annullando dopo mezzo secolo il diritto federale all’aborto trasferendo la competenza di legiferare ai singoli Stati. Diversi giudici della Corte hanno recentemente commentato la sentenza del 2015 sul matrimonio egualitario, offrendo possibili indizi su come potrebbero valutare la petizione presentata da Kim Davis. I giudici conservatori Clarence Thomas e Samuel Alito si sono più volte espressi a favore di una rivisitazione della sentenza, perché a loro dire avrebbe ridotto le tutele per le persone che si oppongono al matrimonio tra persone dello stesso sesso per motivi religiosi. La giudice conservatrice Amy Coney Barrett, in passato più volte critica nei confronti della sentenza Obergefell, ha recentemente scritto nel proprio libro Listening to the Law: Reflections on the Court and Constitution, che il “diritto di sposarsi” è “fondamentale”. Ma anche nel 2020 si disse reticente sull’opportunità di votare per l’annullamento della sentenza Roe contro Wade, che garantiva il diritto all’aborto a livello nazionale, per poi votare a favore dell’annullamento nel 2022. Su nove giudici della Corte Suprema, 6 sono conservatori, tre dei quali nominati da Donald Trump.
Hillary Clinton ha recentemente affermato di aspettarsi che la Corte Suprema annulli la sentenza Obergefell che ha legalizzato il matrimonio egualitario in tutti gli Stati Uniti. “Ci sono voluti 50 anni per ribaltare la sentenza Roe contro Wade“, ha ricordato l’ex candidata alla Casa Bianca. “La Corte Suprema esaminerà un caso sul matrimonio gay. La mia previsione è che faranno al matrimonio gay quello che hanno fatto all’aborto“. Se la Corte Suprema dovesse clamorosamente annullare la sentenza Obergefell rimarrebbe in vigore una certa tutela grazie al Respect for Marriage Act, firmato dall’ex presidente Joe Biden nel 2022. La legge obbliga il riconoscimento federale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e interrazziali e impone agli stati di riconoscere quelli celebrati in altri stati. Tuttavia, nessuno stato sarebbe tenuto a garantire pari diritti matrimoniali.
Un sondaggio Gallup del maggio 2024 ha rilevato che il 69% degli adulti statunitensi è favorevole al matrimonio legale tra persone dello stesso sesso. Il sostegno rimane più ampio tra i Democratici, con l’83%, e gli Indipendenti, con il 74%, mentre scende al 46% con i Repubblicani.
Leggi il nostro articolo del Giugno 2022 > USA, dopo l’aborto sarà abolito il matrimonio egualitario. Ripristinato reato di sodomia?


