Transfobia in un liceo di Napoli: la vergogna di un ragazzo FtM costretto a ‘nascondersi’

A Napoli un ragazzo FtM è stato invitato a nascondere la propria identità di genere per non mettere a disagio gli altri studenti.

ragazzo ftm
Un ragazzo FtM obbligato a usare il bagno del suo sesso biologico.
2 min. di lettura

Una nuova storia di transfobia, denunciata e diventata virale sui social, arriva dal Liceo Classico Statale “Gian Battista Vico” di Napoli. La vittima sarebbe un ragazzo FtM, che ha manifestato più volte la volontà di utilizzare i bagni maschili, nonostante il divieto categorico della preside.

Da quanto raccontano i membri della 3° H del liceo campano su un post Instagram, la dirigente scolastica avrebbe detto al ragazzo di utilizzare i bagni corrispondenti al proprio sesso biologico, costringendolo inoltre a farsi aiutare dai collaboratori per “utilizzare il bagno quando è vuoto per sentirsi meno a disagio“.

Il caso in questione sarebbe avvenuto il 19 aprile scorso, quando il ragazzo trans è stato rimproverato per aver utilizzato il bagno riservato ai maschi. Pochi giorni dopo, ignorando il divieto, il ragazzo sarebbe tornato nei bagni maschili, venendo poi mandato nell’ufficio della dirigente. Quest’ultima, senza utilizzare i pronomi maschili ma rivolgendosi allo studente FtM come se fosse una ragazza, avrebbe anche definito la sua transizione “una scelta simbolica”. L’invito, quindi, a nascondere la propria identità di genere, poiché “elemento di disagio” per gli studenti che utilizzano il bagno maschile.

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La classe 3° H  sciopera per sostenere il ragazzo Ftm

Per questo motivo, spiega il comunicato, student* della 3° H avrebbero deciso di scioperare, occupando un’aula della scuola all’interno della quale avrebbero organizzato un dibattito sull’identità di genere e sull’uso dei bagni per le persone trans.

Lo sciopero terminerà quando raggiungeranno un obiettivo prestabilito: un incontro con la dirigenza, per richiedere il rispetto dell’art. 5 comma 2.c del Dl 14/08/2013 n.93 per “promuovere un’adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere” programmando una didattica “al fine di prevenire le discriminazioni di genere“. Il comunicato richiede poi una campagna di informazione e sensibilizzazione.

E mentre assistiamo a questi episodi vergognosi, il ddl Zan è stato ieri nuovamente rimandato, e oggi in Senato potrebbe aver visto spaccarsi persino la maggioranza.

© Riproduzione riservata.

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Stefano Lani 21.4.21 - 20:06

I ragazzi iniziano finalmente ad agire vedendo le persone, gia' da poco tempo in realtà, andando oltre al problema spiccio e mettendosi di fianco al proprio compagno. La civiltà dovrebbe essere questa.