Il discorso sullo Stato dell’Unione più lungo di sempre ha visto Donald Trump attaccare i giovani e le giovani trans d’America, annunciando ulteriori restrizioni ai diritti delle persone trans dopo il primo anno presidenziale da incubo. In un momento storico in cui gli americani sono alle prese con gli elevati costi dell’assistenza sanitaria, con l’incertezza economica sulla sostenibilità economica e con un acceso dibattito sull’applicazione delle leggi relative all’immigrazione, il presidente ha puntato il fuoco sugli adolescenti transgender, dopo aver sostenuto che prima del suo ritorno alla Casa Bianca gli Stati Uniti erano un “Paese morto” e che ora sono il “più caldo” del mondo, per poi vantarsi: “Abbiamo posto fine alla DEI in America”.
La storia di Sage Blair

Trump ha invitato per l’occasione l’adolescente della Virginia Sage Blair e sua madre Michele. La storia di Sage Blair assume rilevanza nazionale nel 2021, quando all’età di 14 anni inizia a identificarsi come un ragazzo, utilizzando il nome “Draco”, presso la sua scuola superiore in Virginia. Secondo quanto dichiarato dalla sua famiglia il personale scolastico avrebbe assecondato la sua nuova identità di genere senza informare i genitori/tutori. Dopo essere stata vittima di bullismo e minacce a scuola, Sage è scappata di casa ed è caduta vittima di tratta di esseri umani tra Washington D.C. e il Maryland. Una volta ritrovata, un giudice del Maryland ha inizialmente rifiutato l’idea di restituirla alla nonna, sua tutrice legale, accusando la famiglia di abusi per non aver accettato l’identità transgender della ragazza. Dopo mesi di affidamento statale Sage è tornata in famiglia e oggi si identifica nuovamente come donna. Attualmente frequenta la Liberty University con una borsa di studio, con il suo caso che ha ispirato la proposta di legge denominata “Sage’s Law” in Virginia, volta a obbligare le scuole ad informare i genitori in caso di cambiamenti nell’identità di genere degli studenti.
L’attacco di Trump agli adolescenti trans davanti all’America
Trump ha sfruttato il caso di Sage Blair nel discorso alla nazione più seguito dell’anno per attaccare la comunità trans. “Sage è una giovane donna orgogliosa e meravigliosa con una borsa di studio completa alla Liberty University“, ha precisato il presidente, per poi aggiungere: “Sicuramente possiamo tutti concordare sul fatto che a nessuno Stato possa essere permesso di strappare i bambini dalle braccia dei genitori e di farli passare a un nuovo genere contro la volontà dei genitori”. “Dobbiamo vietarlo e dobbiamo vietarlo immediatamente“. Dinanzi ai Democratici che non si sono alzati in piedi per applaudire le sue richieste di ulteriori restrizioni ai diritti delle persone transgender, il presidente ha urlato: “Queste persone sono pazze, ve lo dico! Sono pazze! I Democratici stanno distruggendo il nostro Paese, ma li abbiamo fermati giusto in tempo.”
Le reazioni al discorso transfobico di Trump
Il portavoce nazionale della Human Rights Campaign, Brandon Wolf, ha definito quanto visto nella notte italiana “solo l’ultimo tentativo di Trump e dei suoi colleghi politici MAGA di strappare la libertà medica alle famiglie americane e distogliere l’attenzione dal loro completo fallimento nel risolvere i problemi urgenti di questo Paese”. “I costi sanitari continuano a salire alle stelle, le famiglie continuano a pagare le tasse imposte da Trump, gli agenti federali mascherati continuano a terrorizzare le nostre strade e il presidente è ancora invaso dai fascicoli di Epstein. Nessuna quantità di allarmismo transfobico cambierà la realtà dello stato della nostra Unione“.
Equality Virginia, l’associazione LGBTQ+ più influente dello Stato, ha accusato Trump di aver “armato” la storia di Sage Blair per promuovere un divieto a livello nazionale. “Stasera il Presidente ha scelto di raddoppiare gli sforzi per interrompere l’accesso a cure salvavita basate sull’evidenza”. “Piuttosto che permettere alle famiglie e ai medici di prendere decisioni profondamente personali, libere da interferenze federali – o consentire alle scuole di rispondere con delicatezza e compassione senza mettere a rischio i bambini emarginati – il Presidente sta invece sostenendo un controllo politico sconsiderato e universale. In un momento in cui i cittadini della Virginia sono preoccupati per l’aumento dei costi, l’incertezza economica e le aggressive misure di controllo dell’immigrazione che stanno sconvolgendo comunità e famiglie, attaccare i giovani transgender è una palese distrazione politica dalle vere sfide che la nostra nazione deve affrontare“.
Kelley Robinson, presidente di Human Rights Campaign, ha duramente criticato il discorso di Trump. “Che si tratti di bugie incoerenti sul suo programma, di una retorica pericolosamente razzista sulle comunità americane, di lamentele incoerenti sulle passate elezioni o di sfoghi assurdi e ossessivi sulle persone transgender, nessuno sa di cosa stia parlando questo Presidente”. “La vera situazione della nostra unione è il caos, la divisione e la crisi alimentati da Trump. Ne abbiamo abbastanza, e lo sentirà forte e chiaro a novembre.”
Secondo il Movement Advancement Project, 27 Stati hanno già approvato divieti sull’assistenza medica per i giovani transgender, con l’Arizona che si applica solo alle cure chirurgiche, e una serie di ricorsi legali che incidono sull’applicazione di alcuni divieti. Nel giugno dello scorso anno la Corte Suprema ha stabilito con 6 voti a favore e 3 contrari nel caso Stati Uniti contro Skrmetti che gli Stati che hanno approvato tali divieti fossero legalmente autorizzati a farlo, aprendo la strada a progetti di legge simili. Anche negli Stati in cui la fornitura di assistenza per l’affermazione di genere rimane legale alcuni sistemi sanitari la stanno preventivamente interrompendo, dinanzi alle minacce di tagli relativi ai finanziamenti federali. La scorsa settimana la NYU Langone ha annunciato che smetterà di offrire assistenza per l’affermazione di genere ai giovani, citando l’attuale “contesto normativo“. A dicembre 2025 i Centers for Medicare & Medicaid Services hanno proposto una serie di regole che, nel loro insieme, consentirebbero al governo federale di negare i finanziamenti Medicare e Medicaid agli ospedali che forniscono tali cure ai minori.
Secondo i dati raccolti dal Williams Institute della Facoltà di Giurisprudenza dell’UCLA nel 2025, circa 2,8 milioni di persone, ovvero l’1% della popolazione degli Stati Uniti, si identifica come transgender, con il 3,3% dei giovani statunitensi di età compresa tra 13 e 17 anni, circa 724.000 adolescenti, che si identificano come transgender.
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