La rielezione di Trump ha scatenato un’ondata di richieste di assistenza sanitaria per l’aborto e le terapie ormonali per le persone trans, tra paura di nuove restrizioni e incertezze future. Aid Access, fornitore principale di pillole abortive per posta, ha ricevuto oltre 5.000 richieste in meno di 12 ore, mentre i servizi di telemedicina come Wisp (piattaforma specializzata in salute sessuale e riproduttiva) e QueerDoc (servizio di telemedicina di assistenza sanitaria per persone trans e non binarie) stanno registrando incrementi senza precedenti. La comunità di donne e quella di persone trans e non binarie stanno correndo ai ripari, cercando di proteggersi con scorte di contraccettivi d’emergenza e terapie ormonali, nel timore fondato che la nuova amministrazione Trump possa compromettere i diritti riproduttivi e l’accesso alle cure di affermazione di genere.
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Incremento senza precedenti delle richieste di pillole abortive
Quando sono stati annunciati i risultati elettorali, Rebecca Gomperts, fondatrice di Aid Access, il principale fornitore di pillole abortive per corrispondenza negli Stati Uniti, si trovava a Parigi con il suo team di medici e personale di supporto. Lo racconta il Guardian in un incisivo e tempestivo reportage. Prevedendo l’aumento di richieste, avevano già deciso di riunirsi prima della conferma dell’elezione di Trump. In meno di 12 ore, Aid Access ha ricevuto oltre 5.000 richieste di pillole abortive, una cifra addirittura superiore a quella registrata dopo la revoca della sentenza Roe vs Wade che ha dato il via allo smantellamento del diritto all’aborto negli States.
Non si sa mai
Il fenomeno si è moltiplicato ed esteso in tutti gli States, con fornitori di servizi per la salute femminile e trans che hanno visto una crescita esponenziale nelle richieste di assistenza. Il servizio Wisp ha registrato un incremento del 300% nelle richieste di contraccezione d’emergenza, mentre Plan C, sito per la ricerca di pillole abortive, ha visto un aumento del traffico del 625%.
“La gente si sta preparando a una sorta di ‘apocalisse riproduttiva’ prevista sotto la presidenza Trump”
Elisa Wells, co-fondatrice di Plan C. (fonte: The Guardian)
Le contro-misure strategiche di Aid Access
Il team di Aid Access ha già sviluppato un sistema che consente ai medici in stati dove l’aborto è legale di prescrivere e spedire pillole abortive a pazienti in stati dove è vietato. Le preoccupazioni per ulteriori limitazioni alla pillola abortiva sono in aumento, con il rischio che venga applicato il Comstock Act, una vecchia legge che vieta il trasporto di contraccettivi e abortivi per posta. Così Rebecca Gomperts:
“Abbiamo un processo estremamente semplificato e siamo in grado di gestire tutte le richieste molto velocemente. Ma è molto di più del solito. E penso che il motivo sia che le persone ora sono molto più consapevoli: le persone sono consapevoli della possibilità della pillola abortiva e consapevoli della minaccia che venga ritirata dal mercato”.
Paura di restrizioni per le cure ormonali delle persone trans
Le preoccupazioni non riguardano solo l’aborto. La comunità trans è allarmata per l’accesso ai trattamenti ormonali, considerando che Trump ha promesso misure punitive contro i medici che forniscono cure affermative di genere ai minori. Il sito QueerDoc ha ricevuto un numero record di richieste da pazienti trans, molti dei quali chiedono consigli su come proteggere l’accesso ai farmaci. La dottoressa Crystal Beal, appena dopo la certezza della vittoria di Trump, mercoledì ha visto arrivare un flusso di e-mail da parte di pazienti trans preoccupat* per il proprio accesso agli ormoni e alla terapia di blocco ormonale.
QueerDoc fornisce estrogeni, testosterone e farmaci che bloccano gli ormoni e mercoledì pomeriggio aveva già ricevuto più messaggi di quanti ne avrebbe ricevuti in una settimana normale. Così al Guardian:
“Mi hanno scritto cose come ‘Come posso salvaguardare il mio accesso ai farmaci?’ Oppure ‘Dovrei cambiare il genere sui miei documenti legali per essere più sicur*? Dovrei smettere di prendere i farmaci per essere più sicur*?'”
Quindi il tema più psicologico:
“Devo dire alle persone che in ultima analisi non posso predire il futuro o prendere quella scelta o decisione per loro, e di certo non posso dare consigli legali. Ma cambiare la tua documentazione o interrompere la tua terapia non ti rende meno uomo o donna, o meno trans. Ciò che siamo non è designato da ciò che dicono i nostri documenti o dai farmaci che prendiamo”.
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