Human Rights Watch ha pubblicamente denunciato quanto sta accadendo in Turkmenistan, dove l’omosessualità maschile è illegale e i rapporti sessuali tra uomini vengono puniti con una pena detentiva fino a due anni di carcere. Rémy Bonny, esperto di politica post-sovietica LGBTI, ha lanciato l’allarme nei confronti del Kasymberdy Garayev, scomparso dopo aver fatto coming out sui social.
“Il Turkmenistan ha una storia di violenza mortale nei confronti di qualsiasi voce dissidente. Il dottor Garayev non fa parte di alcuna opposizione nei confronti del presidente Berdimuhamedow. Vuole solo creare una società più tollerante nei confronti delle persone LGBTI“, ha affermato Bonny, chiedendo al governo turkmeno se Garayev sia sotto custodia, e in tal caso di rilasciarlo immediatamente, spiegando anche il motivo dell’arresto.
“Siamo molto preoccupati che Kasymberdy Garayev sia tenuto in isolamento a seguito del suo orientamento sessuale“, ha dichiarato Rachel Denber, vicedirettore per l’Europa e l’Asia centrale presso Human Rights Watch. “Data la terribile storia dei diritti umani del Turkmenistan, che riguardano anche sparizioni forzate, abbiamo tutti i motivi per temere per la sua sicurezza e il suo benessere“.
Il 21 ottobre 2019, Radio Free Europe / Radio Liberty (RFE / RL) ha pubblicato un racconto in cui Garayev ha fatto coming out, senza però diffondere nome e cognome per motivi di sicurezza. RFE / RL ha riferito a Human Rights Watch che le autorità turkmene hanno iniziato a cercare Garayev dopo la pubblicazione della storia. Il 24 ottobre Garayev ha fatto sapere a RFE / RL di essere stato convocato dalla polizia per un controllo. RFE / RL ha perso ogni tipo di contatto con lui 30 minuti prima del suo annunciato arrivo alla stazione di polizia. Nessuno lo ha più visto.
La polizia turkmena aveva già arrestato Garayev nel 2018, dopo che le autorità avevano usato un app per attirarlo ad un incontro con un altro uomo. Garayev è un cardiologo che è tornato ad Ashgabat nell’estate del 2018, dopo aver completato gli studi medici a Minsk, in Bielorussia. Ha detto a RFE / RL che mentre era a Minsk, ha “assaporato la libertà” e ha iniziato ad accettare il proprio orientamento sessuale. Garayev ha deciso di raccontare a RFE / RL la sua storia per rimarcare l’omofobia del Turkmenistan e il costante bullismo da parte della sua famiglia. Dopo essere stato rilasciato dal suo precedente arresto, i suoi familiari abusarono verbalmente di lui e tentarono di “curarlo”, portandolo da un imam. Facendo coming out, Garayev voleva dare il via ad una discussione nella società turkmena, in modo che gli atteggiamenti nei confronti delle minoranze sessuali cambiassero. A Garayev era stato anche vietato di lasciare il Turkmenistan, che ha da sempre un governo fortemente repressivo. Le persone che cooperano con i media stranieri sono spesso perseguitate. Più di 120 persone sono sparite dopo essere state arrestate o dopo un processo.
“Il governo turkmeno dovrebbe depenalizzare la condotta omosessuale consensuale e adottare misure per proteggere le persone LGBT dalla violenza e dalla discriminazione“, ha affermato Denber. “E dovrebbero immediatamente prendere provvedimenti per determinare dove si trova Garayev.”
Una lettera aperta è stata inviata questa mattina da Arcigay al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in occasione dell’arrivo in Italia di una delegazione del governo del Turkmenistan, ospite a Milano per un evento organizzato da Confindustria e, secondo le agenzie turkmene, attesa a Roma per un incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Il governo turkmeno – chiedono gli attivisti italiani – faccia chiarezza sulla vicenda di Kasymberdy Garayev, giovane attivista gay di cui si sono perse le tracce dal 24 ottobre scorso“. Arcigay si rivolge quindi al governo italiano affinché esprima alla delegazione turkmena la propria preoccupazione e chieda conto di questa sinistra vicenda.
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