È tutto un parlare, spesso a sproposito, di identità di genere e comunità queer. Se provassimo, semplicemente, a leggere e documentarci? In libreria da poco, ecco due romanzi avvincenti, ambientati in un passato più o meno lontano, e tre testi di saggistica che indagano il discorso e il pensiero intorno al genere, all’identità di genere e al gender. “Protect trans kids” di Camilla Vivian è una guida personale per famiglie con figli trans, “Saltblood” di Francesca De Tores intreccia storia e identità, raccontando il coraggio di Mary Read nel XVIII secolo. Isa Borrelli, con “Gender is over“, propone una società degenderizzata, libera da pregiudizi. “Una nuova vita” di Tom Crewe esplora l’amore proibito nella Londra vittoriana, mentre Judith Butler, in “Chi ha paura del gender?“, decostruisce le paure legate alla parola “gender”. Cinque libri, cinque visioni potenti sulla complessa realtà dell’identità di genere.
In questo articolo
Ultime uscite di libri a tematica queer
Protect trans kids, Camilla Vivian, Manni
È il 2016 quando Camilla Vivian inaugura un blog – Mio figlio in rosa – dedicato al tema della varianza di genere nell’infanzia. Madre di tre figlə, di cui due trans, Vivian vuole raccontare la propria esperienza e abbattere il muro di silenzio che soffoca ə bambinə e ə ragazzə trans. Tempo un anno e la sua storia viene raccontata anche in un libro, che prende il titolo dal nome del blog. A firmarlo è lei stessa; ə protagonista, invece, è suə figliə Federico, non-binary. Oggi, Camilla Vivian torna in libreria con un altro testo, Protect trans kids, anch’esso come il precedente pubblicato da Manni, che vuole essere un punto di riferimento per tutte le famiglie, per tutte le madri e per tutti i padri, che devono affrontare da vicino il percorso di ri-assegnazione di genere. Una guida operativa e una testimonianza accorata che rivela il profilo di un mondo punteggiato di preconcetti entro i quali tuttə noi – nessunə esclusə – ci muoviamo.
Saltblood, Francesca De Tores, Ne/oN
Una storia che attraversa i secoli per rivelare il mistero di un corpo costretto a vivere sotto mentite spoglie. Tutto ha inizio a Plymouth, nel 1685. Mark Read, un bambino di circa un anno, muore mentre la sua sorellastra sta nascendo. Sua madre, per non rinunciare al mantenimento, decide di far passare la piccola per il primogenito, crescendola come un maschio. La bambina imparerà così, e molto presto, a sigillarsi dietro al segreto della sua stessa pelle. All’inizio del 17oo, quando l’Inghilterra comincia la sua guerra contro la Francia e la Spagna, Mary decide di arruolarsi nella Royal Navy, allontanandosi per la prima volta dalla vita per come le era stata cucita intorno, per come le era piombata addosso. L’esperienza bellica porta con sé, però, anche gli incidenti del cuore: Mary si innamora e decide di rivelare la sua vera natura, il suo vero corpo, il suo vero volto. È l’inizio di una nuova vita. Una vita da donna, da moglie, da madre. Nelle Fiandre, dove si è trasferita, Mary sente il peso di una femminilità che non vuole sopportare. Le aspettative sociali legate al suo genere la soffocano. Deve re-inventarsi ancora, riscriversi, riprendere in mano la sua vita. Vuole essere una pirata, e lo sarà. Al suo fianco, l’amica e amante Anne Bonny. Saltblood di Francesca De Tores è un Bildungsroman unico nel suo genere, che prende le mosse dalla storia vera di Mary Read e Anne Bonny per raccontare il corpo che smargina e smargina e ancora smargina.
Gender is over, Isa Borrelli, Feltrinelli
È uscito a inizio ottobre per Feltrinelli, Gender is over, il saggio di Isa Borrelli – autorə e attivista – che, a partire una prospettiva trans e militante, decostruisce l’attuale discorso intorno al genere (ai generi) che è ancora, soprattutto in Italia, attraversato da posizioni affrettate e sommarie, da punti di vista sempre faziosi e accartocciati, per decostruirlo e proporre un’alternativa plausibilte: una società degenderizzata, un futuro degenderizzato o quanto meno disponibile a considerare con apertura e rispetto tutte le possibilità e le combinazioni dei generi. «Esistono molti modi di essere uomo o donna, di non essere nessuno dei due o una loro combinazione. Aspiro a un mondo in cui queste differenze non vengano strumentalizzate per farci del male».
Una nuova vita, Tom Crewe, Einaudi
Osannato dalla critica e vincitore del prestigioso premio Orwell per la narrativa politica, Una nuova vita, romanzo d’esordio dell’inglese Tom Crewe, prende ispirazione dalle vicende di John Addington Symonds e Henry Havelock Ellis, autori di Sexual Inversion, il primo testo inglese a occuparsi apertamente di omossesualità maschile. L’incipit del romanzo, che è ambientato sul finire dell’Ottocento, è folgorante: John e Henry si incontrano sulla carrozza di una metropolitana. Sono uno davanti all’altro. Petto contro schiena; e si sfregano l’uno sull’altro; poi uno dei due si cala la patta. È un sogno, ma anticipa il cuore del romanzo: la vita erotica di due uomini in balìa di una nuvoa scoperta di sé e di un desiderio proibito. John ed Henry, infatti, lo scopriamo prestissimo, sono entrambi sposati, entrambi chiusi in un matrimonio più o meno felice, più o meno tradizionale. Insieme, nel corso del romanzo, esplorano la propria sessualità e mettono mano a un testo che vuole rivoluzionare la percezione della pederastia nell’Inghilterra vittoriana. L’omosessualità – vogliono affermare – è una variante naturale del comportamento umano, non un crimine. Qualche giorno prima che il saggio venga pubblicato, però, Oscar Wilde viene imprigionato per comportamenti osceni. Henry e John sono di fronte all’ennesimo bivio: rinunciare a tutto per salvare le proprie famiglie e le proprie reputazioni o, finalmente, fare un salto verso l’ignoto ed essere sé stessi a ogni costo? Avvincente, tesissimo e commovente. Una nuova vita è già un classico della letteratura gay.
Chi ha paura del gender?, Judith Butler, Editori Laterza
A trent‘anni da Questioni di genere, Judith Butler torna in libreria con Chi ha paura del gender?, che decostruisce la retorica mostruosa e fantasmica che aleggia intorno a quel termine chimerico che è la parola gender. Più temuto di una condanna divina, il gender è, infatti, ritenuto da chiesa e stati nazionalisti la prinicpale minaccia alla famiglia e dunque all’ordine sociale costituito. Butler osserva questo spettro inesistente e prova a comprendere quali siano i falsi miti e i bisogni che lo animano. A cosa mira davvero chi dice di volerlo distruggere? Di cosa ha paura davvero chi ha paura del gender?



