Nella puntata di ieri, sabato 27 settembre di Uno Mattina in Famiglia, in onda su Rai1, si è consumato un dibattito che ha scatenato polemiche e indignazione sui social. Al centro, l’omosessualità trattata con toni e modalità che hanno riproposto vecchi stereotipi, provocando reazioni durissime da parte del pubblico e di esponenti politici. “Ma il gay, come si riconosce?”, ha domandato la padrona di casa Ingrid Muccitelli, introducendo l’argomento del dibattito.

In questo articolo
- 1 La domanda choc in diretta: “Il gay come si riconosce?”
- 2 Concita Borrelli: “Detto così mi fa i brividi”
- 3 “Si riconoscono dai gesti”: l’ennesimo clichè che scatena la polemica
- 4 Cecchi Paone: “L’orientamento sessuale può cambiare”
- 5 La reazione dei social: “Agghiacciante, sembra il 1982”
- 6 Il Consigliere Natale: “Battute indegne del servizio pubblico”
- 7 Borrelli si difende: “Non attaccatemi gratuitamente”
- 8 CPO Rai e Usigrai: “Una sequela di stereotipi e luoghi comuni”
- 9 La replica della Direzione Intrattenimento Daytime: “Domande tagliate e travisate”
- 10 Una vicenda che riporta indietro di decenni
- 11 Le scuse di Ingrid Muccitelli
La domanda choc in diretta: “Il gay come si riconosce?”
Tutto parte da una domanda della conduttrice Ingrid Muccitelli che, durante un confronto con la giornalista e autrice del programma Concita Borrelli e il divulgatore Alessandro Cecchi Paone, ha chiesto con enfasi: “Ma il gay, come si riconosce?”.
Il contesto era una discussione nata da un annuncio di lavoro di un parrucchiere di Montesilvano (in Abruzzo) che cercava esclusivamente hair stylist omosessuali. La Muccitelli ha rincarato: “Un parrucchiere gay ha davvero tutta questa manualità, sensibilità e charme rispetto a un parrucchiere etero?”. Una domanda che ha immediatamente evocato stereotipi resistenti nel tempo.
Concita Borrelli: “Detto così mi fa i brividi”
La giornalista Concita Borrelli ha provato a contestualizzare, pur senza allontanarsi del tutto dai cliché. “Detto così mi fa i brividi, nel senso che non è una categoria essere gay. Essere gay significa avere un orientamento sessuale diverso dagli etero” ha affermato, aggiungendo: “Che abbiano un’attitudine, che culturalmente e socialmente siano attrezzati ad avere un occhio più profondo… un’attitudine al bello e all’estetica io lo riscontro”.
La Borrelli ha poi sottolineato: “Il mio parrucchiere è etero, ritengo sia bravo, però devo dire che nei saloni e nelle maison la gran parte oggi sono omosessuali”.
La conduttrice Muccitelli ha insistito con un altro luogo comune: “Perché nella moda la maggior parte delle persone sono gay? Ci sono pochissimi etero, e così nella danza”.
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“Si riconoscono dai gesti”: l’ennesimo clichè che scatena la polemica
Uno dei passaggi più discussi della puntata è arrivato quando Muccitelli ha ribadito: “Ma il gay, come si riconosce?”. La risposta di Borrelli ha infiammato la rete: “Eh si riconosce, dai. Usciamo da tutte le ipocrisie, si riconosce, almeno io ho i radar, basta un gesto, una parola, anche un ammiccamento della bocca, si vede, si vede…”.
Un’affermazione che ha immediatamente suscitato reazioni indignate sui social, dove molti utenti hanno parlato di un vero e proprio tuffo negli stereotipi degli anni ’80 e ’90, criticando aspramente la Rai di TeleMeloni.
Cecchi Paone: “L’orientamento sessuale può cambiare”
Al dibattito è intervenuto anche Alessandro Cecchi Paone, che ha cercato di ampliare la riflessione: “Ha ragione Concita, ci sono delle ragioni di sensibilità, di attenzione alla bellezza e all’estetica, però è anche vero che questa non è una legge. Volevo ricordare che mentre l’identità di genere è un dato biologico, l’orientamento sessuale può cambiare nel corso della vita come dimostro io, e non necessariamente si vede”.
Il giornalista e divulgatore ha poi aggiunto: “Volevo avvisare questo parrucchiere: attenzione che magari in epoca di disoccupazione giovanile qualche etero va dicendo sono gay pur di avere il lavoro. È pieno il mondo di soldati, camionisti gay”.
Alle sue parole la Borrelli ha replicato ironicamente: “Infatti riconosco pure quelli”, scatenando ulteriori polemiche.
La puntata ha rapidamente fatto il giro dei social network. Il giornalista Simone Alliva ha scritto su X: “Ma che meraviglia il 1991. Manca il polso rotto e ‘sono più sensibili’”. Un altro utente ha commentato: “Agghiacciante, una tale carrellata di luoghi comuni e stereotipi che neanche nel 1982”.
“IL gay che si riconosce”.
Ma che meraviglia il 1991. Manca il polso rotto e “sono più sensibili”— Simone Alliva (@SimoneAlliva) September 27, 2025
È incoraggiante che siamo passati da stereotipi orribili a qualcosa di più tollerante. Ma è ora di andare oltre e apprezzare la diversità senza stereotipi.
Volevo assicurare @ConcitaBorrelli che il “radar” è un mito, non funziona neanche alle persone #Lgbt#Unomattinainfamiglia— Simone Alliva (@SimoneAlliva) September 27, 2025
Molti si sono chiesti perché Cecchi Paone, notoriamente attento alle questioni LGBTQ+, abbia accettato di prestarsi a un dibattito definito da alcuni “una latrina”.
Il Consigliere Natale: “Battute indegne del servizio pubblico”
Dopo le polemiche è arrivata anche la presa di posizione di Roberto Natale, Consigliere del CdA Rai: “Come si riconoscano i gay, e se esistano appositi radar per individuarli, non è tema che possa trovare ospitalità su una rete Rai”.
Nella sua nota, Natale ha sottolineato: “Le battute andate in onda oggi dentro ‘Uno Mattina in Famiglia’ sono semplicemente indegne del servizio pubblico. Quello che è stato spacciato per rifiuto dell’ipocrisia è invece una becera riproposizione di stereotipi e pregiudizi. Fare una tv ‘pop’ non può significare scadere nel trash. C’è uno stile del servizio pubblico al quale attenersi anche nell’offerta rivolta all’audience più vasta”.
Borrelli si difende: “Non attaccatemi gratuitamente”
Sui social la giornalista ha poi cercato di difendersi: “A Uno Mattina Famiglia ho sottolineato che i gay non sono una categoria! Ho sottolineato che l’annuncio del parrucchiere di primo acchito è da brividi. Ho sottolineato che gli omosessuali hanno un senso estetico spiccatissimo. Attaccarmi gratuitamente? Non ci provate!”.
In un secondo post ha ribadito: “Ho sottolineato il senso estetico, la sensibilità, il gusto indiscutibili degli omosessuali visto che mi è stata posta una domanda ben precisa. Non ci provate nemmeno ad attaccarmi!”.
CPO Rai e Usigrai: “Una sequela di stereotipi e luoghi comuni”
Durissimo il commento delle Commissioni Pari Opportunità Rai e Usigrai dopo la puntata del 27 settembre. In una nota congiunta si legge: “Un’altra pagina di servizio pubblico che sarebbe ridicola se non fosse tragica. Nel programma Uno Mattina in Famiglia di sabato 27 settembre, in un siparietto tra la conduttrice Ingrid Muccitelli e l’ospite Concita Borrelli sono stati riversati addosso a chi stava seguendo il programma una sequela di stereotipi e luoghi comuni sulle persone gay”.
Le Commissioni hanno posto una domanda diretta all’azienda: “Ci chiediamo in che modo la Rai sceglie le proprie collaboratrici e i propri collaboratori e se questi vengano informati, quando firmano il contratto, che i loro lauti compensi sono pagati dalle cittadine e dai cittadini, comprese le persone Lgbtqi+. Queste ultime, come minoranze, sono tutelate dal contratto di servizio e dal codice etico aziendale. Che provvedimenti intende prendere l’azienda?”.
La replica della Direzione Intrattenimento Daytime: “Domande tagliate e travisate”
A stretto giro è arrivata anche la nota della Direzione Intrattenimento Daytime di Viale Mazzini, che ha ricostruito la dinamica della puntata. “Nella puntata odierna di Uno Mattina in Famiglia abbiamo ripreso una notizia di cui si sono occupati molti organi di informazione negli scorsi giorni, relativa a un annuncio di ricerca di personale da parte di un titolare di parruccheria che limitava la selezione ai soli candidati gay. Una ipotesi di discriminazione al contrario che ha suscitato molte polemiche”.
Secondo la Direzione, lo spazio era stato pensato per denunciare l’assurdità di quell’annuncio: “Ce ne siamo occupati per rimarcare l’improponibilità della richiesta, commentandola in primo luogo in studio con il giornalista Alessandro Cecchi Paone”.
Sulle polemiche esplose in rete la precisazione è netta: “In alcune clip postate sui social e appositamente ‘tagliate’ per suscitare reazioni negative, si attribuisce a Ingrid Muccitelli la domanda secca: ‘come si riconosce un gay?’. In realtà, la domanda era diversa e opposta rispetto al senso che risulta dopo averla tagliata. La domanda posta dalla conduttrice era questa esattamente: ‘In alcuni annunci di lavoro compaiono altre possibili discriminanti tipo, ‘è richiesta bella presenza’. Alessandro ma come si fa a capire, come in questo annuncio, se un candidato è veramente gay?’”.
La nota chiarisce anche la risposta di Cecchi Paone: “E ovviamente Cecchi Paone ha risposto ‘Non si può’. Tutto lo spazio è stato organizzato per criticare con una punta di ironia la surrealtà della pretesa dell’inserzionista”.
Infine, le scuse: “In ogni caso, se alcune risposte alle domande della conduttrice, per tono e contenuti, hanno ferito la sensibilità di qualcuno, ce ne rammarichiamo, ma non è nei nostri poteri dettare o controllare in anticipo le risposte che i nostri ospiti offrono alle domande messe in copione. Se non si è subito replicato in modo netto a queste risposte, prendendone le distanze, ci scusiamo con i telespettatori”.
Una vicenda che riporta indietro di decenni
Il dibattito di Uno Mattina in Famiglia si è trasformato in un caso mediatico che riapre il tema della responsabilità del servizio pubblico nel trattare argomenti legati all’omosessualità. Le frasi pronunciate in diretta hanno riportato alla ribalta cliché che il movimento LGBTQ+ combatte da decenni, generando indignazione diffusa.
Un episodio che mostra quanto sia ancora urgente vigilare contro la banalizzazione e la spettacolarizzazione delle identità, affinché il servizio pubblico rispetti la sua missione senza cedere al richiamo del sensazionalismo. Sebbene in tempi di TeleMeloni diventi sempre più un miraggio.
Le scuse di Ingrid Muccitelli
Nella puntata di oggi, la conduttrice Ingrid Muccitelli ha voluto chiarire e scusarsi per i toni e le domande della trasmissione di ieri, che avevano suscitato polemiche e indignazione sui social. Muccitelli ha dichiarato:
“Nella puntata di ieri ci siamo occupati di un annuncio di ricerca di personale da parte di un titolare di una parruccheria, che limitava la selezione ai soli candidati gay. Ce ne siamo occupati proprio per rimarcare l’improponibilità della richiesta. Nella discussione che ne è seguita sono emersi posizioni, giudizi e toni che hanno ferito alcune sensibilità di alcuni dei nostri telespettatori. Ce ne dispiace molto e ce ne scusiamo sinceramente. Perché tutto lo spazio puntava al rispetto di ogni persona contro vecchie e nuove discriminazioni”.
Le parole della conduttrice rappresentano un tentativo di fare chiarezza e di ribadire che l’intento del programma era denunciare l’ipocrisia e i pregiudizi, senza offendere nessuno.
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Io che sono Che sono stato agricoltore ho 62 anni quindi sicuramente non potrei essere gay visto che i gay sono solo parrucchiere stilisti e via dicendo