Premiere delle grandi occasioni per Un Professore 3 in anteprima alla XXIII edizione di Alice nella Città, nel pieno della Festa del Cinema di Roma, con le prime due puntate della nuova stagione presentate al pubblico di un Auditorium Conciliazione che ha accolto a braccia aperte i suoi protagonisti.
Al termine della conferenza stampa, in cui è stata annunciato l’arrivo di una 4a stagione attualmente in lavorazione, abbiamo avuto l’occasione di porre la stessa domanda ad Alessandro Gassman, Nicolas Maupas e Damiano Gavino. Questo perché Claudia Pandolfi, che era dovuta scappare dalla conferenza stampa perché impegnata su un set, aveva immaginato la propria scuola dei sogni come una scuola che “avrebbe l’educazione sessuale al suo interno”. Un tema, quello dell’educazione sessuo-affettiva, inevitabilmente centrale a pochi giorni dall’emendamento leghista al ddl sul consenso informato promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Perché Salvini e Sasso vorrebbero vietarla anche nelle medie, per legge.
Educazione sesso-affettiva nelle scuole, cosa ne pensa Alessandro Gassman?
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A Gassman, Maupas e Gavino abbiamo chiesto un’opinione in merito, in quanto volti di una serie tv ambientata in un liceo che tratta da sempre anche il tema dell’omofobia, piaga che bisognerebbe iniziare a combattere sin dai banchi di scuola, educando alle differenze, all’inclusione e al rispetto. Se non fosse che per la Lega di Matteo Salvini si tratterebbe di “propaganda gender”
“Ci fosse della propaganda gender sarebbe una bellissima notizia”, ha sottolineato Gassman. “Tanto c’è da fare per far sì che questo Paese diventi un Paese moderno come tanti altri. Sappiamo quanto l’Italia sia molto indietro in questo senso. L’educazione sessuale a scuola, alle elementari e alle medie, è fondamentale. Noi non possiamo relegare ai nostri ragazzi l’apprendimento sessuale ai video porno. Perché viene poi confuso, l’amore diventa quello e come sappiamo, per fortuna, l’amore è molto diverso da quel mondo”.
Gassman ha poi ricordato come “nel nostro Paese la comunità LGBTQIA+ è in difficoltà e lo è ancora di più con questo governo. Un governo antiquato, in questo senso, che non mi piace per niente, che dovrebbe fare ammenda e cercare di modificare il suo pensiero. È molto sbagliato quello che avviene in questo Paese. Mi batterò sempre per i miei amici non eterosessuali, che sono tantissimi. Perché non solo sono persone che meritano di avere gli stessi diritti di tutti quanti ma a volte anche di più”.
Educazione sesso-affettiva nelle scuole, parlano Nicolas Maupas e Damiano Gavino
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Alle parole del “professor Balestra” si sono aggiunte quelle di Nicolas Maupas e Damiano Gavino, che nella serie Rai interpretano Simone e Manuel.
“Credo sia un tema estremamente delicato“, ha precisato Maupas. “Non riesco a sparare una sentenza sull’età corretta dell’introduzione all’educazione sessuale, ma sicuramente sono estremamente favorevole al fare educazione sessuale. Perché “l’educazione” già avviene, i ragazzini quando iniziano a sentire i primi impulsi cominciano a parlare di sessualità, con esempi giusti o sbagliati che siano. Il mondo di oggi accorcia le distanze con l’argomento, ecco perché sarebbe giusto iniziare a farlo il prima possibile per sensibilizzare i ragazzi, per far capire loro quanto non sia una corsa, non bisogna raggiungere un traguardo da piccolini. Anzi, c’è bisogno di tutto il tempo possibile per capire la propria sessualità, per rispettarla e di conseguenza di viverla al meglio con le persone che hanno avuto modo di rispettare e caprla”.
“Anche io non ho un’età precisa a cui iniziare a fare questo tipo di educazione, ma sono dell’idea che prima è e meglio è”, ha aggiunto Gavino. “È una cosa fondamentale, per tutti. RImpiango di non averla avuta a scuola, ho una mamma maestra, ci ha pensato lei, ci ha pensato mio padre, ho una famiglia molto attenta da quel punto di vista e vorrei che lo si fosse anche nelle scuole. I professori, le maestre e i maestri sono in grado di farlo”.
Firmato dalla leghista Giorgia Latini, l’emendamento approvato in commissione Cultura alla Camera la scorsa settimana estende l’esclusione delle attività didattiche e progettuali «nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità» oltre alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria, come precedentemente già previsto, anche «alla scuola secondaria di primo grado». Gli alunni delle scuole medie, in sostanza, neanche con il consenso informato dei genitori potranno fare progetti sull’educazione all’affettività e alle differenze, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulla prevenzione delle gravidanze precoci, sul contrasto alla violenza sessuale. Il DDL Valditara deve ancora superare il parere delle Commissioni, per poi approdare prima alla Camera e poi al Senato, dove inizierà la vera battaglia parlamentare.
