Università fa causa al governo USA per aver minacciato il taglio ai finanziamenti a causa di una pallavolista trans

"Abbiamo la responsabilità di difendere l'integrità della nostra istituzione e lo stato di diritto, garantendo al contempo che ogni membro della nostra comunità sia trattato in modo equo e conforme alla legge".

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La San Jose State University (SJSU) ha intentato causa al governo federale statunitense perché a detta dell’amministrazione Trump la SJSU avrebbe violato il Titolo IX consentendo a una giocatrice di pallavolo trans di gareggiare nella squadra femminile.

L’attuale governo USA ha avviato un’indagine sull’università californiana subito dopo l’ordinanza esecutiva emessa un anno fa da Donald Trump, dal titolo “Keep Men Out of Women’s Sports“. L’università fece notizia nel pieno della campagna elettorale del 2024 quando la co-capitana della squadra di pallavolo femminile, Brooke Slusser, si unì a una causa intentata dall’attivista anti-trans e nuotatrice Riley Gaines che contestò le politiche di inclusione transgender della NCAA, denunciando la presenza della giocatrice trans nella squadra di Slusser.

L’ennesima causa contro l’amministrazione Trump

A gennaio 2026 il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti (ED) ha avvertito la SJSU che rischia “imminenti azioni coercitive” nel caso in cui non dovesse risolvere volontariamente le presunte violazioni. Oltre alle richieste che la scuola adotti le “definizioni biologiche” dei termini “maschio” e “femmina” imposte dal governo federale, riconosca che il sesso è immutabile e “restauri tutti i record e i titoli sportivi individuali indebitamente sottratti dagli atleti maschi che competono nelle categorie femminili“, l’amministrazione ha chiesto alla San Jose State di “inviare una lettera di scuse personalizzata a nome della SJSU a ciascuna atleta per aver permesso che la sua partecipazione all’atletica fosse macchiata da discriminazione sessuale“.

La presidente della SJSU, Cynthia Teniente-Matson, ha così deciso di fare la causa al governo, precisando come la scuola ritenga che le conclusioni dell’Ufficio federale per i diritti civili (OCR) “non siano fondate sui fatti o sulla legge”. “Non è un passo che prendiamo alla leggera”, ha continuato Teniente-Matson. “Tuttavia, abbiamo la responsabilità di difendere l’integrità della nostra istituzione e lo stato di diritto, garantendo al contempo che ogni membro della nostra comunità sia trattato in modo equo e conforme alla legge. La nostra posizione è semplice: abbiamo rispettato la legge e non possiamo essere puniti per averlo fatto“.

Cynthia Teniente-Matson ha poi confermato il sostegno “incrollabile” dell’università agli studenti LGBTQ+: “Sappiamo che l’attenzione che l’università ha ricevuto su questo tema e il processo investigativo che ne è seguito sono stati destabilizzanti per molti nella nostra comunità. Abbiamo ascoltato la paura e l’ansia che ciò ha creato e riconosciamo che attendere la risposta dell’università sia stato difficile in un momento già pieno di incertezza”.

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Slusser ha definito la risposta dell’università “assolutamente assurda” e ha affermato che Teniente-Matson “non riesce a scendere dal suo piedistallo abbastanza a lungo da presentare delle scuse“. Nel 2024 Slusser intentò una causa insieme all’allenatrice associata della SJSU Melissa Batie-Smoose e ad altre 10 giocatrici ed ex giocatrici della Mountain West Conference (MWC), chiedendo un’ingiunzione d’urgenza per dichiarare ineleggibile la giocatrice della SJSU, presumibilmente transgender, a partecipare al torneo. La giocatrice in questione, che non ha mai pubblicamente parlato della propria identità, aveva già gareggiato a livello universitario nelle ultime tre stagioni, di cui due con la squadra della SJSU. Diverse squadre, tra cui quelle della Southern Utah University, della Boise State University, della Utah State University e della Wyoming University, hanno poi rinunciato a giocare contro la SJSU.

Quella della SJSU è l’ennesima causa contro l’amministrazione Trump degli ultimi mesi. Lo scorso settembre diverse famiglie di militari hanno denunciato il governo USA per il divieto alle terapie di affermazione di genere, così come la schermitrice trans Dinah Yukich ha fatto causa a USA Fencing e al Comitato Olimpico per il divieto imposto.  Poi ci sono state più scuole di  New York che hanno fatto causa a Trump per aver cancellato 47 milioni di dollari di finanziamenti per la tutela delle persone trans, 17 membri trans dell’Aeronautica Militare e della Space Force che hanno intentato causa contro l’amministrazione Trump, l’agente FBI licenziato per una bandiera Progress Pride sulla scrivania che ha denunciato l’amministrazione per “sfacciata violazione della Costituzione”,  la California che ha fatto causa all’amministrazione Trump per la richiesta di outing forzato degli studenti trans e l‘ex ranger che ha fatto causa al governo USA per averlə licenziatə dopo aver appeso una bandiera trans sul monte El Capitan.

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