Valentina Petrillo replica a J.K. Rowling: “Il Quidditch è uno sport dove non c’è genere, da lei mi aspettavo altro” (VIDEO)

L'atleta azzurra si è qualificata per le semifinali dei 200 metri, dove troverà la spagnola Melani Berges. Smontata così la transfobica fake news della vigilia paralimpica.

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Valentina Petrillo replica a J.K. Rowling: "Il Quidditch è uno sport dove non c'è genere, da lei mi aspettavo altro" (VIDEO) - Valentina Petrillo replica a J.K. Rowling foto - Gay.it
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Fallito il sogno di agguantare la finale dei 400 metri, questa mattina Valentina Petrillo è tornata in pista alle Paralimpiadi di Parigi per le batterie dei 200 metri R1, qualificandosi alla semifinale grazie ad un ripescaggio.

Il risultato della gara in sé non mi è piaciuto, perché non ho corso bene e stasera c’è da fare un’altra gara per poter sperare in qualcosa di positivo“, ha confessato l’atleta azzurra, prima storica donna transgender a gareggiare alle Paralimpiadi, prima di replicare a J.K. Rowling. Nei giorni scorsi la mamma di Harry Potter, diventata punto di riferimento delle Terf di tutto il mondo, ha definito Petrillo un’imbrogliona, paragonandola all’ex ciclista Lance Armstrong, cancellato dal mondo del ciclismo perché dopato.

“Sono lusingata che la Rowling parli di me, non ho nemmeno letto Harry Potter. Mi hanno detto che è lei che ha scritto Harry Potter e io non l’ho nemmeno mai letto. Tra l’altro mi hanno raccontato che nel suo libro proprio lei parla di uno sport dove non c’è genere e quindi mi aspettavo un altro comportamento dalla Rowling”.

Lo sport in questione è il famigerato Quidditch, il più diffuso e praticato nel mondo di Harry Potter, giocato da due squadre di sette giocatori, a cavallo di manici di scopa volanti, senza distinzione alcuna tra uomo e donna. Rowling ha più volte dichiarato come attraverso il Quidditch volesse creare maggiore inclusione. Poi nel tempo qualcosa è cambiato, tanto da trasformare la donna più ricca del Regno Unito in un’acerrima nemica della comunità trans.

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Petrillo, ipovedente a causa della malattia di Stargardt che l’ha colpita all’età di 14 anni, sogna ora di agguantare la finale dei 200 metri, ma in semifinale avrà al suo fianco Melani Berges, ovvero l’atleta spagnola rappresentata dall’avvocato spagnolo Aguiar che aveva accusato la nostra Valentina di averle “rubato il posto”. Peccato non fosse così. Sono i comitati olimpici nazionali a decidere quali atlete mandare alle Paralimpiadi. La Spagna ha deciso che Melani Berges dovesse gareggiare i 200 metri e non i 400 metri. Valentina Petrillo non c’entrava niente con la sua esclusione, ma nel frattempo la diffamante e transfobica accusa del suo avvocato ha fatto il giro del mondo.

“Mi ha dato molta noia che nelle settimane precedenti sia stato fatto molto clamore per il fatto che Melani non fosse alle Olimpiadi”, ha sottolineato Petrillo in diretta Rai. “Avevo spiegato che in realtà alle Paralimpiadi si va per rappresentazione. Lei era piazzata meglio di me nel ranking, io ho sempre detto “guardate che se non viene è perché la sua nazionale non l’ha convocata”. Io non c’entro niente. Sono rimasta colpita, ma ora abbiamo capito quanto sia sbagliata l’informazione e quanta transfobia ci sia. Ma devo essere più forte di questo, stasera ci divertiamo perché ce n’è ancora qui”.

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stock spir 6.9.24 - 18:57

Cosa c'entra uno sport immaginario in cui ci si siede su una scopa con uno sport in cui esistono, per un motivo ben preciso, distinzione tra uomini e donne biologici? Puo' ovviamente vivere come vuole, merita rispetto come tutti gli altri e le auguro tutta la felicita' del mondo, ma non capisco perche', a livello competitivo, non voglia confrontarsi con uomini.