Valtellina-Chiavenna Pride debutta a Sondrio, ma senza patrocinio. Lucchini: “Il silenzio pesa più dei dinieghi”

Domani a Sondrio il primo Valtellina-Chiavenna Pride: una manifestazione storica senza patrocinio istituzionale, tra silenzi dei Comuni, insulti sui social e la determinazione della comunità LGBTQIA+ a farsi vedere e sentire.

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Domani, sabato 20 settembre 2025 Sondrio vivrà un momento storico con il suo primo Valtellina-Chiavenna Pride. Una giornata che segna una svolta per l’intera valle, ma che nasce tra entusiasmi popolari, mancanze istituzionali e attacchi social. Mai prima d’ora un Pride era stato organizzato in provincia di Sondrio, e l’evento arriva dopo mesi di lavoro da parte dell’associazione Valtellina Arcobaleno Aps, che ha raccolto il sostegno di 26 associazioni e 85 adesioni individuali al documento politico che accompagnerà la manifestazione. Eppure, il suo debutto sarà caratterizzato dall’ombra del mancato patrocinio da parte delle istituzioni locali e con un clima tutt’altro che pacifico.

Valtellina-Chiavenna Pride a Sondrio, sabato 20 settembre
Valtellina-Chiavenna Pride a Sondrio, sabato 20 settembre

Valtellina-Chiavenna Pride senza patrocinio: 77 richieste ignorate

Se l’entusiasmo dal basso non manca, il sostegno istituzionale nei confronti del primo Pride in Valtellina invece sì. Il comitato organizzatore, alla vigilia dell’evento, ha inviato 77 richieste ufficiali di patrocinio a tutti i Comuni valtellinesi e alla Provincia di Sondrio. Nessuna risposta positiva. Solo due amministrazioni – Sondrio e Dubino – hanno replicato, ma per dire no.

Un silenzio che pesa, come sottolinea Mauro Lucchini, presidente di Valtellina Arcobaleno Aps al quotidiano Il Giorno:

“Nonostante l’invito ufficiale inoltrato via Pec a tutti i Comuni e alla Provincia, nessun ente pubblico ha concesso il patrocinio gratuito al Pride. Solo due amministrazioni hanno risposto, negandolo. Le richieste sono state tutte protocollate, ma la risposta delle istituzioni è stata il silenzio. Questo atteggiamento è addirittura peggio di un rifiuto esplicito, perché il messaggio che arriva è che le nostre istanze non meritano neppure attenzione”.

Lucchini ha aggiunto che, pur delusi, i promotori hanno scelto la via del dialogo e della pazienza:

“Come direttivo e come comitato Pride abbiamo scelto di non creare polemiche, né alimentare contrasti. Restiamo fiduciosi che prima o poi anche le istituzioni comprenderanno che il silenzio ha un peso”.

Insulti e sberleffi sui social: la reazione ostile

Se dalle istituzioni è arrivato solo silenzio, dal web è arrivata invece una pioggia di ostilità. Ogni aggiornamento sulla pagina dell’evento è stato accompagnato da commenti ingiuriosi, sberleffi e insulti, un fenomeno che gli organizzatori conoscevano bene e che non ha fermato i preparativi.

Gli attacchi online dimostrano quanto la presenza visibile della comunità LGBTQIA+ sia ancora considerata divisiva in una parte della società valtellinese. Ma, come ribadisce il comitato, la risposta sarà colorata e pacifica, con la forza della visibilità.

Lucchini: “La Valtellina è casa nostra e con il Pride lo dimostreremo”

Valtellina-Chiavenna Pride 2025, Valtellina Arcobaleno
Valtellina-Chiavenna Pride 2025, Valtellina Arcobaleno

Lo stesso Mauro Lucchini ha rilasciato anche a noi di Gay.it una dichiarazione, a poche ore dal Valtellina-Chiavenna Pride:

“Aver già raggiunto il primato di Pride con zero patrocini è di per sé un risultato curioso. Quello che pesa davvero non è tanto il diniego in sé – anche se fa sorridere leggere motivazioni che, pur riconoscendo l’importanza di rispetto e inclusione, finiscono col dire che il Pride non sarebbe “in linea con i principi di universalità” di una Pubblica Amministrazione. Ciò che ferisce di più è il silenzio, la totale mancanza di risposta da parte della maggior parte degli enti: ti fa sentire semplicemente non considerato, come se non esistessi”.

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Lucchini, tuttavia, rivendica con forza l’appartenenza alla loro terra, consapevole che il Pride di sabato non sarà la tappa finale, ma solo l’inizio di un lungo percorso: “È la stessa sensazione che proviamo quando ci chiedono quanti saremo, e se la maggioranza arriverà “da fuori provincia”: un modo elegante per dirci che queste montagne non sono nostre. E invece no: la Valtellina è soprattutto casa nostra, e domani lo dimostreremo con orgoglio, determinazione e tanta emozione. Sarà sicuramente un traguardo importante, ma allo stesso tempo solo una tappa verso una provincia più inclusiva e accogliente”.

Il corteo

La partenza del corteo del primo Valtellina-Chiavenna Pride 2025 nelle ultime ore ha subito una piccola modifica, “per volontà di polizia locale e prefettura”, come fa sapere il comitato organizzatore. Prenderà il via dal parcheggio vicino all’ITIS, Via Tirano 53 alle ore 16, dopo il ritrovo fissato per le 15. All’arrivo sono previsti musica, performance e interventi.

Come ricordano dal comitato organizzatore:

“In Valtellina il Pride è una piccola rivoluzione, che nasce dal basso per dire, una volta per tutte: ‘Noi esistiamo e siamo felici di essere come siamo’. Sarà anche un’opportunità per raccontare una nuova pagina della storia della Valle. Più aperta, più accogliente, più umana”.

Nonostante le difficoltà, l’evento promette di essere ricco e partecipato. Sul palco si alterneranno: ospiti speciali, band locali, talk e momenti di riflessione, spettacoli di danza latinoamericana.

Un Pride costruito soprattutto con le energie locali, come spiegano gli organizzatori:

“Tutto, o quasi, sarà made in Valtellina, in uno spirito di orgoglio e condivisione”.

Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con la traduzione di tutti gli interventi nella Lingua dei Segni Italiana (Lis), per garantire la partecipazione piena e inclusiva di tutte e tutti.

Il contrasto tra l’entusiasmo popolare e il silenzio istituzionale segna questa vigilia del Pride. Ma per il comitato Valtellina Arcobaleno il significato dell’evento resta centrale: portare alla luce una realtà spesso invisibile e rivendicare un futuro diverso per la Valle.

Lucchini lo sottolinea con forza:

“Come associazione del Terzo settore rimaniamo pronti al dialogo, perché crediamo che solo dal confronto possano nascere comunità davvero accoglienti e inclusive”.

Il primo Pride di Sondrio resta un segnale per tutta l’Italia. Un Pride che nasce senza patrocinio istituzionale ma con un forte sostegno comunitario, che dovrà dimostrare come la lotta per la parità non è questione di folklore o “moda importata”, ma radicata in esigenze concrete di dignità e cittadinanza.

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